Mozione al Consiglio di Piccin (FI) e 14 consiglieri per competenze in materia di Camere di Commercio

 

“Non si tratta di una battaglia di una parte del territorio ma si tratta di difendere la specialità e il rispetto per la nostra Regione. Ed il Consiglio regionale, massimo organo istituzionale, non può rimanere silente rispetto a questo tema e deve esprimersi con un voto auspicabilmente bipartisan che dia forza all’esecutivo e al Presidente per portare a casa la competenza in materia di organizzazione del settore”.

“E’ un tema che mi sta a cuore non da ora. Ricordo – sottolinea la stessa Piccin – di aver presentato una mozione ancora nel 2015 e un progetto di legge nazionale lo scorso anno sulla competenza della Camere di commercio poi non discusso a causa del termine della legislatura.”

Così Mara Piccin, consigliere comunale di Forza Italia, spiega il senso della mozione da lei presentata ancora a fine giugno sottoscritta complessivamente da  quindici consiglieri della coalizione “la rivoluzione del buon senso”, oltre che di Pd, Patto per l’Autonomia e Cittadini, avente per oggetto “Camere di commercio: attribuzione della competenza dell’organizzazione e sospensione della procedura di accorpamento”

La complessa vicenda relativa al futuro delle Camere di Commercio in Friuli Venezia, con il previsto accorpamento dell’ente di Pordenone con quello di Udine (rimarrebbe invece autonoma quella delle Venezia Giulia già nata tra Trieste e Gorizia), approda dunque in Consiglio regionale e sarà oggetto della prossima seduta prevista per il 26 luglio.

L’illustrazione del documento è stata fatta nella seduta consiliare di ieri dalla stessa Mara Piccin  la quale ha sottolineato che “l’impegno che viene chiesto al Consiglio è quello di sollecitare il Governo, sentita la Commissione paritetica Stato/Regione, affinché venga emanato un decreto legislativo che attribuisca alla Regione Friuli Venezia Giulia competenza in materia di organizzazione territoriale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Nonchè – ha aggiunto – di attivarsi affinché il ministero dello Sviluppo economico (Mise) disponga la sospensione dell’accorpamento delle Cciaa di Udine e Pordenone assieme alla proroga degli organi delle due Camere per un arco temporale di massimo un anno.”

“Tutto nasce – ha spiegato l’esponente di Forza Italia- dall’attuazione dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 219 del 2016, sul riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, che prevede la riduzione del loro numero mediante accorpamento, razionalizzazioni delle sedi e del personale. Inoltre, un decreto ministeriale di agosto 2017 ha ridotto le circoscrizioni territoriali della Cciaa, che per il FVG sono scese a due.

Ma nella stessa ridefinizione di tali circoscrizioni, il provvedimento afferma come si debba tener conto delle “specificità geo-economiche dei territori”.

“Invece, di fatto, questa riforma – ha detto ancora la Piccin – azzera la Camera di commercio di Pordenone prefigurando un sistema camerale regionale molto conflittuale e quindi del tutto inefficiente. Va ricordato che ad essa sono collegate moltissime realtà quali Interporto, Fiera di Pordenone e Pordenonelegge.it che, a seguito dell’accorpamento con l’ente di Udine, perderebbero in termini di efficienza dei servizi, finanziamenti e sostegno alle imprese, e di iniziative culturali.”

Non da ultimo, la Piccin ha fatto presente che la Regione, attraverso Consiglio e Giunta, nonché con una richiesta avanzata al Mise si è più volte espressa a favore della costituzione di un unico ente camerale regionale, trovando in questo accordo da parte della Cciaa di Pordenone.

L’intenzione, dunque, è quella che anche il Consiglio regionale si faccia carico delle numerose prese di posizione che ci sono state fino ad oggi nel pordenonese rispetto ad un accorpamento tra le due Cciaa che, di fatto, metterebbe decisamente in una posizione di oggettiva “subalternità” l’attuale ente di Pordenone rispetto a quello di Udine, quanto meno sulla base dei numeri, e quindi di rappresentanza, che sono largamente a favore dell’ente camerale del capoluogo friulano.

Una questione di cui si dibatte da mesi e che era stata oggetto, in qualche modo, di attenzione da parte della precedente giunta regionale di centrosinistra, peraltro favorevole ad una Camera di Commercio unica come sempre sostenuto nelle sue vesti di vicepresidente dall’attuale capogruppo del Pd Sergio Bolzonello, anche se non vi è mai stata una posizione ufficiale da parte dell’allora maggioranza presieduta da Debora Serracchiani, in quanto è sempre stato affermato che “non è materia di competenza della regione”.

Sarà importante capire quale sarà l’esito della discussione, e soprattutto l’atteggiamento delle forze politiche, in Consiglio di tale mozione alla quale sono già stati affiancati tre emendamenti rispettivamente di Bolzonello (Pd), del gruppo M5S e di Gabrovec (Ssk/Pd), anche se, vista la trasversalità dei firmatari, verrebbe da pensare che ci possa essere l’accoglimento necessario per tentare che poi in ambito governativo tutto ritorni in discussione, come si augurano soprattutto le categorie economiche, e non solo, del territorio pordenonese.

Lucio Leonardelli


 

 

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