Sicurezza sul lavoro, Piano Regione Veneto-imprenditori: 9,5 milioni entro il 2020

(Gi.Ga) Trenta operatori in più da assumere quest’anno negli Spisal per rafforzare il lavoro di prevenzione e aumento dei controlli ispettivi nelle aziende del Veneto (almeno 400 in più all’anno rispetto al 2017): sono i primi due impegni immediati per la salute e la sicurezza del lavoro assunti con il piano strategico regionale 2018-2020 per prevenire infortuni e malattie professionali in Veneto.

Il piano è stato firmato oggi a palazzo Balbi da Regione, Ispettorato interregionale del lavoro, Inail, Vigili del Fuoco, Ance, Anci e Upi, sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil), associazioni degli imprenditorii (Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Confimi Industria, Confprofessioni) e centrali della cooperazione (Confcooperative e Legacoop), a poco più di due mesi dal tragico incidente nelle Acciaierie venete di Padova, quando la rottura di un gancio provocò la caduta di una siviera di acciaio bollente ustionando 4 lavoratori, di cui uno deceduto.

Nei primi sei mesi del 2018 in Veneto si sono registrati 33 incidenti mortali nei luoghi di lavoro. Le province più colpite sono Vicenza e Treviso, i settori più a rischio agricoltura, edilizia. Diminuisce, in termini assoluti il numero degli incidenti nel mondo del lavoro, più che dimezzati in Veneto dal Duemila ad oggi, ma purtroppo sono in aumento quelli mortali: in media una cinquantina l’anno, con un trend preoccupante proprio nel 2018.

Da qui la convocazione, da parte del presidente della Regione Luca Zaia, del tavolo istituzionale per la sicurezza del lavoro e la messa a punto, in due mesi di stretto confronto tra tutte le parti in causa e con la collaborazione anche di Arpav e Inps, di un piano strategico per consolidare e migliorare le attività di prevenzione, vigilanza e tutela per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

“Questo sarà il nostro business plan per la sicurezza nel mondo del lavoro – ha sottolineato il governatore – Ancora una volta il Veneto fa squadra e si candida a laboratorio nazionale: grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, e in particolare dei sindacati che per primi hanno posto l’urgenza della problematica, puntiamo a tenere accesi i riflettori sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, creando un effetto endemico, che dovrà estendersi anche a livello nazionale”. Il strategico, ha precisato Zaia, è un documento operativo, che indica chi fa che cosa: prevede nuove assunzioni di tecnici della prevenzione nelle Ulss, più formazione per gli operatori e nelle scuole, un dialogo diretto tra addetti alla prevenzione e al controllo e responsabili aziendali della sicurezza, più collaborazione tra aziende e organi di vigilanza, investimenti concreti nella cultura della prevenzione.

INTERVENTI

Il piano prevede otto aree di intervento, nelle quali sviluppare azioni a breve e medio periodo, in collaborazione con tutti gli enti e le categorie preposti, finanziate con 9,5 milioni di euro proventi delle sanzioni alle imprese nel quadriennio 2013-2016.

Risorse umane. L’Azienda Zero provvederà entro il 2018 a bandire un concorso unico regionale per 30 tecnici della prevenzione per rafforzare gli Spisal delle nove Ulss territoriali del Veneto, che attualmente contano 260 dipendenti in organico, di cui la metà tecnici della prevenzione. Il pieno prevede la definizione della dotazione organica standard del sistema dei Servizi di prevenzione e vigilanza e il finanziamento dei corsi universitari per la formazione di medici del lavoro e altre figure professionali della prevenzione. Tutti investimenti che saranno sostenuti con i proventi delle sanzioni irrogate nel 2017.

Controlli sulle imprese. L’obiettivo è incrementare di 400 aziende l’anno (1200 nel triennio) il numero di controlli raggiunto nel 2017 (circa 13 mila aziende interessate), privilegiando le realtà più a rischio e le aziende che sinora non sono state oggetto di attività ispettiva. Il sistema degli Spisal intensificherà la collaborazione con l’Ispettorato interregionale del Lavoro per condividere informazioni e modalità di vigilanza. Inoltre sono previste azioni di rinforzo nei confronti delle stazioni appaltanti per la sicurezza nei bandi.

Conoscenza dei fenomeni. Entro il 2020 le banche dati dovranno essere condivise tra Regione e istituti di vigilanza e verranno sperimentate di nuove modalità di raccolta e di analisi dei mancati infortuni.

Omogeneità, qualità ed efficacia degli interventi. Alle imprese che pongono quesiti ai singoli sportelli informativi dovranno essere fornite risposte standard e omogenee nell’interpretazione delle norme. L’obiettivo è raggiungere procedure condivise e un sistema informativo regionale efficace.

Formazione. Il piano strategico finanzia un piano formativo per gli operatori pubblici e privati della salute e della sicurezza dei lavoratori, in collaborazione con la Fondazione Scuola di sanità pubblica. Investimenti nella formazione saranno fatti anche nella scuola, nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e con gli enti bilaterali delle categorie economiche.

Semplificazione. Entro l’anno sarà avviato il sistema di trasmissione telematica delle comunicazioni obbligatorie di apertura cantiere e dei piani di lavoro amianto, al fine di alleggerire gli oneri burocratici per le aziende e di facilitare e coordinare l’attività ispettiva. Entro il 2020 dovrà essere possibile per le aziende il pagamento telematico delle sanzioni comminate dagli Spisal per eventuali violazioni. La gestione amministrativa centralizzata agevolerà il sistema degli Spisal e l’ottimizzazione delle risorse.

Collaborazioni. Si potenziano lo scambio di informazioni e la collaborazione con tutti i soggetti aziendali tenuti alla prevenzione. Tra le prime iniziative in cantiere, l’aumento della vigilanza e del contrasto agli abusi nei tirocini e un servizio specifico in collaborazione con l’Inail per garantire ai lavoratori vittime di infortuni una possibilità di ricollocamento lavorativo.

Comunicazione. Nel sito istituzionale della Regione Veneto ci sarà una piattaforma per informare le aziende e i lavoratori su dati epidemiologici, obblighi di legge, eventi in materia di sicurezza del lavoro. Verrà anche promossa una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza tra i più giovani.

Azioni e obiettivi del piano 2018-2020 saranno costantemente monitorati e sottoposti a revisione annuale dal Comitato regionale di coordinamento, che riunisce tutti i soggetti istituzionali, sociali e imprenditoriali coinvolti nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

IL COMMENTO

Ferrari (Cgil): buon inizio ora gli imprenditori garantiscano gli investimenti

Christian Ferrari *

In un 2018 terribile – che ha consegnato alla nostra regione l’inaccettabile primato in Italia per morti sul lavoro – martedì 17 luglio rappresenta una giornata positiva: il Piano Strategico firmato costituisce un primo risultato per il mondo del lavoro veneto, reso possibile innanzitutto dalle lavoratrici e dai lavoratori. Con la loro mobilitazione di questi mesi, con gli scioperi, con la grande manifestazione unitaria di Padova hanno portato l’emergenza “salute e sicurezza sul lavoro” dalle pagine di cronaca nera dei quotidiani al centro dell’agenda politica ed economica regionale.

Il nostro pensiero va prima di tutto ai familiari delle oltre 40 vittime che, dall’inizio dell’anno, hanno perso la vita nei luoghi di lavoro della nostra regione. È innanzitutto per loro che abbiamo aperto una vertenza – con le parti imprenditoriali e nelle istituzioni regionali – che non si chiude certo con la firma di questo patto, anzi potremmo dire che ora si apre veramente, perché – per quanto ci riguarda – potremo dichiararci soddisfatti solo nel momento in cui gli incidenti mortali saranno estirpati dal tessuto produttivo veneto.

Gli obiettivi previsti nel Piano e in particolare l’avvio di un percorso di rafforzamento degli organici degli SPISAL – con una misura iniziale di 30 nuove assunzioni nel 2018 che dovrà essere ulteriormente implementata nel 2019/2020 – rappresentano una prima risposta concreta ma sicuramente non conclusiva né risolutiva.Il primo tratto di un cammino ancora molto lungo che dovrà portarci dalla vergogna dell’attuale primato nazionale a diventare una regione virtuosa nell’applicazione delle norme sulla sicurezza, nei controlli, nella tutela a 360 gradi della salute dei lavoratori. Siamo ancora ben lontani da questo obiettivo.

Nessun trionfalismo dunque, ma la semplice convinzione di aver finalmente intrapreso la strada giusta, una strada che vogliamo percorrere fino in fondo, non solo nel confronto con le istituzioni, ma nella dialettica con le parti imprenditoriali, cui spetta ora assumersi le proprie responsabilità.

Il rilancio di una vera strategia per la salute e sicurezza nella nostra regione non potrà infatti dirsi completo sino a quando anche gli imprenditori non assumeranno impegni seri e precisi sul fronte degli investimenti, dei modelli organizzativi, del lavoro sicuro e di qualità, considerando la salute di chi lavora una condizione della produzione che non ammette deroga alcuna.

Questo aspetto fondamentale oggi ancora manca. Ed è per questo che abbiamo chiesto e ottenuto dal presidente della Regione di farsi promotore e garante affinché il primo compito del Comitato di coordinamento regionale per la sicurezza sul lavoro – il tavolo permanente che dovrà attuare e monitorare l’applicazione del Piano Strategico – sia la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra le parti sociali che abbia al centro questi obiettivi e che assuma coerenti impegni in questa direzione da parte delle associazioni imprenditoriali, a cominciare da Confindustria.

Il tavolo regionale per la sicurezza non si conclude quindi con la firma del Patto, ma – se così possiamo dire – rimane convocato in maniera permanente per perseguire una strategia di lungo periodo, la cui attuazione va monitorata costantemente e il cui traguardo potrà dirsi raggiunto solo con un’inversione di tendenza e una vera e propria svolta nella tutela della salute dei lavoratori veneti.

* segretario della Cgil del Veneto

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