Anniversario dell’eccidio della Valle del But. Zilli “ una commemorazione per trasmettere il senso di comunità”.

di Lucio Leonardelli*

“Trovarci a Pramosio, ogni anno, a ricordare l’eccidio del 1944, assume un significato importante in particolare per i nostri figli, ai quali dobbiamo trasmettere il senso di comunità tenendo viva la memoria dei tanti morti, vittime innocenti della guerra”.

Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Finanze e Patrimonio Barbara Zilli intervenendo alla commemorazione del 74° anniversario del tragico eccidio della valle del But avvenuto nelle giornate del 21 e 22 luglio del 1944. Un drammatico evento che ha insanguinato la Carnia con la violenza delle truppe di occupazione nazifasciste che costò la vita a decine di persone tra anziani, giovani, donne e bambini.

Come si legge nella pagina di NN-media, il gruppo di lavoro che ha per fine la promozione, lo sviluppo, il coordinamento e lo svolgimento di attività culturali, legate soprattutto alla ricerca storica relativa al Friuli Venezia Giulia, “il 21 luglio 1944 una “controbanda” di S.S. travestiti da partigiani, dopo aver ucciso nei giorni precedenti alcuni pastori nelle malghe di Lanza e di Cordin, sopra Paularo, si presentò nella malga di Pramosio, sopra Paluzza. Fattisi passare per partigiani garibaldini, vennero accolti con ristoro e cibo: ricambiarono l’ospitalità trucidando i pastori e gli altri civili presenti (in tutto sedici persone).

Di lì a poco, scendendo a valle, uccisero tutte le persone che incontrarono nel loro tragitto: due donne, orrendamente seviziate, e due operai. Il giorno successivo, provenendo da Tolmezzo, una  colonna  di S.S. italiane e tedesche, piombò su Paluzza, si riunì con i falsi garibaldini dell’eccidio di Malga Pramosio, e tutti insieme, infierirono ferocemente e lungamente contro la popolazione rubando, percuotendo a sangue, prelevando uomini e beni.

La colonna scese poi verso Tolmezzo. Al ponte di Sutrio e lungo la valle del But, l’ultima fase della tragedia: raggruppati i civili che avevano preso in ostaggio a Paluzza, li finirono a pugnalate o con colpi di pistola alla nuca, insieme ad altri partigiani e civili di Sutrio e della vallata  fino al ritorno delle S.S. verso Tolmezzo. Queste.azioni combinate ebbero il tragico bilancio di 52 vittime tra i partigiani e la popolazione civile”.

“Il ruolo della politica a tutti i livelli – ha indicato Zilli -, attraverso l’incontro con le persone, è anche quello di rafforzare il senso di comunità che dobbiamo calare quotidianamente nella nostra vita”.
Per Zilli è necessario trasmettere la memoria del passato perché rappresenta un elemento costitutivo del senso di essere comunità.

“Questo impegno – ha aggiunto – deve essere sempre rinnovato e il prossimo anno ci domanderemo se abbiamo fatto un altro pezzo di strada per essere migliori come persone e come comunità”.

La cerimonia ha visto la deposizione di una corona d’alloro e la celebrazione della Santa Messa nella cappella della malga Pramosio, nel luogo dove le violenze da parte delle SS iniziarono.

Alla commemorazione hanno partecipato anche i sindaci di Cercivento, Luca Boschetti, di Ravascletto, Ermes De Crignis, di Sutrio, Manlio Malattia, il vice sindaco di Treppo Ligosullo, Mauro Moro, e il sindaco di Paluzza Massimo Mentil che ha sottolineato la difficoltà di concepire la tragedia: “una violenza che fatichiamo a comprendere e a rapportare ai giorni nostri eppure si è verificata 74 anni fa, in un passato non molto lontano che può accadere ancora e che in altre parti del mondo accade”.

Per il sindaco, occasioni come quella odierna non devono rimanere fini a se stesse e devono aiutarci a riflettere ancora su un tema che non deve essere dimenticato.

È intervenuta anche Adriana Geretto, presidente provinciale dell’associazione delle vittime civili di guerra, consegnando una targa ai familiari di Edoardo Primus, uno dei promotori della commemorazione recentemente scomparso.

L’Uti della Carnia, i Comuni della valle del But e l’associazione nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) provinciale e della val But hanno organizzato una serie di manifestazioni storico-culturali in occasione dell’anniversario ma centrali sono le commemorazioni storiche di oggi e domani dove, nei Comuni interessati dall’eccidio, alla presenza dei sindaci e di altre figure istituzionali, saranno deposte corone d’alloro in ricordo delle vittime.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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