Palmanova, mille comparse di 12 paesi e 42 gruppi storici per la più grande rievocazione storica del ‘600

 

di Lucio Leonardelli*

Due battaglie, 300 tende negli accampamenti, oltre 1.000 partecipanti in costumi d’epoca da 12 Paesi, e il coinvolgimento di 42 associazioni di tutta Europa alla più grande revocazione storica del Seicento in Italia nel 2018, ‘A. D. 1615 Palma alle Armi’, dal 31 agosto al 2 settembre nella fortezza di Palmanova (Udine), la città stellata fondata nel 1593 dai veneziani, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.
Il programma ricostruisce i giorni delle Guerre Gradiscane contro gli Asburgo (1615-1617), nelle quali Palmanova fu coinvolta come baluardo privilegiato della Serenissima ai confini della Repubblica veneta ed è stato presentato oggidal sindaco di Palmanova, Francesco Martines, alla presenza dell’assessore regionale alle attività produttive Sergio Bini. ‘

‘Puntiamo a consolidare questa rievocazione come la più importante del Seicento nel vecchio continente – ha detto Martines – anche in forza del crescente numero di presenze, tra le 17mila e le 20mila nella scorsa edizione”.

“Promuovere le eccellenze, come Palmanova con la sua rievocazione storica, significa dare visibilità all’intero Friuli Venezia Giulia. La Regione proseguirà a sostenere l’evento palmarino che ha grande capacità attrattiva per il territorio”.

Ha detto, a sua volta, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini sottolineando che si tratta “di una manifestazione di grande valore , cresciuta negli anni dal punto di vista organizzativo, del coinvolgimento delle persone e nella capacità attrattiva anche grazie al lavoro dei tanti volontari, il cui contributo permette il successo dell’iniziativa”.

I numeri dell’evento – oltre 1000 rievocatori secenteschi provenienti da 12 Paese europei, 42 gruppi storici e 17.000 presenze – mostrano, per l’assessore, la capacità attrattiva della rievocazione storica e l’ampia partecipazione di pubblico.

L’assessore ha, poi, delineato l’orientamento a cui sottendono le linee guida che caratterizzeranno il turismo del Friuli Venezia Giulia nei prossimi anni: “il nostro patrimonio storico, culturale, paesaggistico non è copiabile: dobbiamo lavorare su aspetti come questo attraverso una promozione che concentri le nostre energie su alcune eccellenze per valorizzare il territorio nel suo complesso”.

“Credo sia necessario creare dei pacchetti turistici integrati per rafforzare e investire meglio in una promozione mirata gestita all’interno di un’unica regia – ha concluso -; Palmanova, ad esempio, con tutte le sue ricchezze dovrà rientrare in un progetto più ampio di promozione turistica attraverso il quale offrire al turista servizi complementari che hanno ricadute positive per l’intero indotto”.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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