No al recupero dei crediti per chi ha preso azioni Banca Vicenza: lo chiede in Fvg la consigliera regionale di FI Mara Piccin 

di Lucio Leonardelli*
Intervenire per far sì che non venga in alcun modo portato avanti da parte della SGA S.p.a. il recupero dei crediti che trovano la loro fonte in finanziamenti strumentalmente collegati al solo acquisto delle azioni della Banca Popolare di Vicenza, istituto che ha ingannato i piccoli risparmiatori e tradito il proprio territorio, danneggiando famiglie e imprese”.

E’ quanto chiede il consigliere regionale di Forza Italia Mara Piccin in un’interrogazione presentata alla Giunta.
“Tra il 2013 e il 2015 – rileva Piccin – i risparmiatori e le piccole imprese della provincia di Pordenone sono stati, con modalità anomale ed illegittime, fraudolentemente indotti dai direttori e dai funzionari delle filiali della Banca Popolare di Vicenza a contrarre finanziamenti unicamente finalizzati all’acquisto di titoli dell’istituto di credito, con la promessa di vantaggi economici e che l’investimento era sicuro e remunerativo (in violazione delle disposizioni di cui all’art. 21 D.Lvo 58/98 (TUF) e 26-27-28 e 29 Regolamento CONSOB n. 11522).

“Fin dal 2013, la Banca Popolare di Vicenza non aveva superato gli stress test della BCE che ha ritenuto che l’istituto di credito necessitava di un immediato aumento di capitale, a dimostrazione del fatto che la Banca non versava in solide condizioni economiche e, pertanto, l’investimento non era affatto sicuro.

“Dal 25 giugno dello scorso anno – prosegue l’esponente di Forza Italia – il Governo ha posto in liquidazione coatta amministrativa la Banca Popolare di Vicenza e, conseguentemente, gli investitori hanno visto perdere il proprio investimento. La liquidazione ha ceduto tutte le posizioni creditorie a favore di SGA S.p.A., società di recupero crediti, la quale ha inviato agli investitori le diffide di pagamento per il rientro dell’esposizione. E ciò anche a coloro che hanno contratto finanziamento al solo fine di acquistare le azioni della Banca Popolare di Vicenza.

“Diversi Tribunali hanno già dichiarato la nullità del finanziamento per violazione dell’art. 2358 Codice Civile, il quale vieta alle società emittenti, direttamente o indirettamente, di accordare prestiti, né fornire garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle proprie azioni”. “Da qui – conclude Piccin – la necessità di bloccare il recupero dei suddetti crediti, a tutela di risparmiatori, famiglie ed imprese”.


IMG-20180515-WA0026-1*Giornalista

 

 

Rispondi