Celebrato a Bannia di Pordenone Fedriga il 62° anniversario della tragedia di Marcinelle

(LL) – “La grande battaglia per ottenere più sicurezza sul lavoro deve essere oggi culturale: occorre fare capire a tutti i livelli che non è una perdita di tempo ma è una garanzia di vita, che in caso di responsabilità per omissioni ci saranno conseguenze da pagare e che risarcire è civiltà”.
Lo ha sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga intervenendo oggi in occasione della cerimonia per il 62° anniversario della tragedia di Marcinelle.

La commemorazione ufficiale, che mantiene il suo carattere itinerante nel ricordo dei sette minatori friulani tra i 262 morti l’8 agosto del 1956 nel disastro minerario in Belgio, è stata organizzata quest’anno dalla Federazione maestri del lavoro d’Italia-Consolato del Friuli Venezia Giulia a Bannia di Fiume Veneto, ultima residenza di Pietro Basso.

Aveva 26 anni Basso quando morì a Bois du Cazier, assieme a altri 136 italiani, “e oggi – ha ricordato il console Mario Caporale – non riposa in un cimitero perché le sue spoglie non vennero trovate, polverizzate dal grande calore di quell’inferno del ’56”.

Alla famiglia di Basso, alla nipote Maria Carmen, Fedriga ha rivolto un particolare ringraziamento, ricordando poi le altre vittime friulane insignite con la Stella al merito del lavoro alla memoria: Mario Buiatti di Udine, Ruggero Castellani di Ronchis, Lorenzo De Santis di Flaibano, Ferruccio Pegorer di Azzano Decimo, Piccolo Ciro Natale di Povoletto e Armando Zanelli di San Giorgio di Nogaro.

Per il governatore ricordare Marcinelle rappresenta oggi un monito forte più che mai davanti a due priorità: la sicurezza, che deve essere garantita in ogni condizione a chi lavora, e la giustizia, perché nessuna responsabilità sulle vite dei lavoratori deve restare impunita.

“Dopo sessantadue anni siamo ancora a domandarci perché si può morire per guadagnarsi il pane in un duro lavoro, a interrogarci su una tragedia ancora più amara perché le ricostruzioni giudiziarie sono state sommarie, imprecise, omissive e tali da lasciare un’amara incertezza nelle famiglie di chi ha perso i suoi cari”, ha affermato Fedriga.

“La battaglia per la sicurezza sul lavoro è difficile: malgrado norme e leggi nazionali e regionali – ha evidenziato il governatore – non si è potuto impedire che si verifichino tragici eventi: anche nella nostra regione ne sono accaduti nei mesi scorsi”, ha ricordato Fedriga, riaffermando l’importanza dell’impegno, a tutti i livelli, di una capillare diffusione della cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Fedriga ha indicato poi nella rete solidale che si stringe ogni anno in occasione della commemorazione un alto valore di cui il Friuli Venezia Giulia può andare fiero.

“Penso che un dolore così profondo come la perdita di un proprio caro sia per chi resta più sopportabile grazie alla solidarietà della nostra comunità: una comunità – ha aggiunto Fedriga – che sono orgoglioso di poter rappresentare in una cerimonia come questa, dal bellissimo carattere itinerante, in grado di abbracciare idealmente tutti i territori e i familiari di chi fu coinvolto nella sciagura di Marcinelle”.

Nel corso della cerimonia il sindaco di Fiume Veneto, Jessica Canton, ha dato lettura del messaggio della senatrice Francesca Alderisi che ha ricordato come in occasione della Giornata in ricordo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo sia importante “tenere viva l’attenzione sul grande tributo umano dei nostri corregionali”.

Al termine della commemorazione, a cui erano presenti numerose autorità civili, militari e religiose, tra cui il vescovo emerito Ovidio Poletto, i consiglieri regionali Christian Vaccher e Franco Iacop, si è tenuta la santa messa di suffragio e la deposizione della corona al monumento ai Caduti

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