La Commedia umana, Omero e la sua pedalata verso il mondo degli adulti

di Daniela Boresi*

Ci sono libri che vanno letti. A prescindere dall’età. Ce ne sono moltissimi, datati e moderni. Uno su tutti è un romanzo scoperto in gioventù, riletto in età matura e ripreso in mano recentemente con non poca fatica visto che è quasi introvabile.

E’ “La commedia umana” di William Saroyan, apprezzato scrittore americano che in questa storia familiare riesce a condensare tutta la sua maestria nel mettere le parole a servizio delle emozioni.

E’ la storia semplice di un ragazzino semplice in una cittadina altrettanto semplice. Ciò che è complesso è il periodo storico, gli Stati Uniti si trovano in guerra. E quello che rende il tutto ancora più difficile è l’età. Un’adolescenza prematura resa tale dalla partenza del fratello per il fronte che già si è preso il padre. Omero vive a Itaca e ha un fratellino che si chiama Ulisse, nomi che declinano alla perfezione il senso del viaggio che attraversa tutto il libro. Un viaggio in una provincia scossa dal conflitto, un percorso a tratti stupefacente a volte doloroso nella crescita.

Omero passa dal disincanto alla maturità forzata, attraverso le lunghe pedalate per portare a casa delle madri i telegrammi: un triste e composto rituale, foglio in una mano e cappello nell’altra in segno di rispetto per la perdita. Omero pedala verso il mondo degli adulti e cresce: entra ed esce dall’ufficio postale con una spensieratezza che si spegne pagina dopo pagina.  Ma i telegrammi non sono tutti uguali.

Non è un libro di guerra, non è una introspezione nelle fasi della vita e non è neppure una saga familiare. E’ un po’ di tutto questo, in una America scossa dal dolore silenzioso del Secondo conflitto mondiale che si porta via la meglio guoventù, Omero e la sua famiglia che si assottiglia sempre di più non si rassegnano e soffocano le lacrime. Crescere è anche questo. Lo consiglio a chi ha voglia di un pensiero leggero ma mai banale, ai ragazzini che annaspano tra cellulari e computer nutrendosi di virtuale, a chi pedala forsennatamente in tondo per paura di raggiungere una meta e a tutti gli Omero che non sanno di esserlo.

La Commedia umana – William Saroyan – Ed. Marcos y Marcos


me-2*Giornalista

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