Scomparso a Trieste Stelio Spadaro, esponente della sinistra, inventore della candidatura a sindaco di Riccardo Illy

di Lucio Leonardelli*

E’ morto ieri sera a Trieste, Stelio Spadaro, storico esponente della sinistra giuliana. Nato a Isola d’Istria nel 1934, Spadaro ,insegnante di storia e filosofia al liceo Galilei a Trieste, fu protagonista della svolta che portò alla trasformazione del Partito comunista in Partito democratico della sinistra (Pds), diventando nel 1991 il primo segretario del Pds del capoluogo regionale, incarico che mantenne anche al momento della nascita dei Democratici di sinistra nel 1998.

Politico di lungo corso, a lui, che si professava mazziniano, si deve soprattutto il merito di aver avviato avviato all’interno della sinistra italiana la discussione sul tema delle foibe e degli eccidi dei comunisti titini nella Venezia Giulia. Anche per questo non fu esente da critiche da una parte della sinistra per aver promosso incontri come quello storico Violante – Fini nel 1988 e il suo dialogo con lo storico esponente della destra triestina Roberto Menia.

A lui si deve, peraltro, la primogenitura della candidatura di Riccardo Illy a Trieste che poi, ancorchè a guida di una lista civica, fu il primo sindaco di centrosinistra ad amministrare la città giuliana.

Roberto Cosolini, sindaco fino alla scorsa legislatura e attuale consigliere regionale Pd, ricorda che “Spadaro fu capace di unire due mondi, quello della politica e della società civile, con l’intuizione di aver aperto una stagione importante, quella del civismo di sinistra, a sostegno di Riccardo Illy”.

“Grazie all’intelligenza politica di Stelio Spadaro (in tandem con Elettra Dorigo e con la “regia” di Tina Anselmi) 25 anni fa Trieste – sottolinea in una nota l’ex senatore Pd e attuale vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo – divenne innovativo laboratorio politico sperimentando un inedito centrosinistra in appoggio alla candidatura di Riccardo Illy.
Negli anni successivi il “professor” Spadaro si distinse per ulteriori posizioni innovative capaci di anticipare i tempi – e per questo non sempre apprezzate neppure dal suo partito. Voglio ricordarlo anch’io per il contributo offerto alla modernizzazione della sinistra triestina e regionale.
Su alcuni temi abbiamo avuto visioni differenti. Ma da lui – conclude Russo – ho imparato che sulle grandi questioni che investono il futuro della nostra città destra e sinistra hanno il dovere di dialogare e trovare un punto di incontro. Ed è un insegnamento che non dimenticherò mai. “


IMG-20180515-WA0026-1    *Giornalista

 

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