Pordenone, mai così bene l’edilizia dal 2011. Scricchiola il commercio al dettaglio

(LL) – Se nel Pordenonese riprende con continuità e brillantezza di performance anche l’Edilizia, il sospiro di sollievo in parte trattenuto sino ad oggi e forse anche per scaramanzia, può essere finalmente tirato senza ulteriori indugi.

Perché, come precisa il Presidente della CCIAA di Pordenone, Giovanni Pavan analizzando i dati dell’indagine congiunturale trimestrale commissionata dall’Ente a Questlab Srl su un campione particolarmente significativo di aziende del Pordenonese, «l’Edilizia è da sempre l’anello primario di una lunga filiera cui sono agganciati sottosettori storicamente strategici: le professioni tecniche, le realtà imprenditoriali in tutte le proprie articolazioni e dimensioni, il mondo dell’artigianato, delle società di ingegneria e, più in generale, tutto quanto ruota attorno a questo grande comparto».

Si confermano positivi anche gli andamenti di manifatturiero, legno-arredo e metalmeccanica. Arranca maggiormente, come peraltro evidenziato dalla precedente indagine, anche il Commercio, con vendite stazionarie rispetto allo stesso trimestre – la variazione tendenziale, pari a +0,4%, è infatti la più bassa osservata da inizio 2015. Per contro l’occupazione aumenta.

Come in passato, anche in questa occasione Pavan ha ricordato che «l’indagine congiunturale trimestrale, a Pordenone, è in vigore dal 2005, «un termometro di valutazione complessiva del sistema economico-produttivo offerto al territorio.

Un accordo stipulato nel 2012 con Unioncamere consentiva un commento più ampio, cosa che dal 2016 non è più possibile garantire. Camera di Commercio di Pordenone – ha concluso – proseguirà comunque sin quando possibile ritenendo preziosa e non disperdibile quest’occasione di analisi, almeno localmente».

Nel Manifatturiero si evidenzia anche in questo trimestre un andamento complessivo di crescita; infatti le variazioni tendenziali (cioè rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente) dei principali indicatori sono positive e si mantengono sui livelli del trimestre precedente.

Nel dettaglio: la produzione aumenta del +3,0% (nel precedente trimestre era +3,1%), il fatturato totale del +4,8% e il fatturato estero del +8,4% (entrambi i risultati sono gli stessi osservati nel trimestre precedente).

Migliora invece la dinamica degli ordini con quelli interni che registrano un +1,2% e quelli esteri un +4,1% (nel trimestre precedente la crescita aveva subito un deciso rallentamento e il tasso si era fermato rispettivamente al +0,6% e al +1,8%).

Ancora positiva anche la variazione tendenziale dell’occupazione che è pari al +1,2%.

Su buoni livelli il grado di utilizzo degli impianti che si attesta al 72% e supera abbondantemente l’80% nelle imprese di dimensioni maggiori (oltre i 50 addetti). Risulta sempre molto significativa la propensione all’export: la quota di export sul totale fatturato dalle imprese manifatturiere è infatti pari al 48,9% (sfiora il 75% nella meccanica, e arriva all’81% nella grande industria).

Per quanto riguarda le previsioni per il terzo trimestre del 2018 si osserva una situazione di sostanziale stabilità, con oltre il 40% degli intervistati che si attendono indicatori stazionari. Le aspettative però sono poco significative, dato che nel terzo trimestre si concentrano le chiusure aziendali per ferie: per questo motivo analoga quota degli intervistati prevedono che la produzione, il fatturato e gli ordini interni subiranno un calo.

Sottosettore legno-arredo:tutti positivi gli indicatori tendenziali del legno-arredo, per il quale rispetto ad un anno fa: la produzione cresce del +4,9%, il fatturato del +5,7%, il fatturato estero del +7,7%, gli ordini esteri del +1,7%, quelli interni del +1,4% e l’occupazione del +1,2%.

Sottosettore metalmeccanica: decisamente buona anche la performance della metalmeccanica, sottosettore in cui spicca la crescita degli ordini esteri pari a +6,2%, mentre quelli interni rimangono sui valori dell’anno precedente, segnando un modesto +0,4%. La produzione cresce del +4,6%, il fatturato totale del +7,1% e quello estero del +7,8%. Infine l’occupazione registra un aumento del +1,0%.

Relativamente al Commercio al dettaglio il settore appare in sofferenza, con vendite stazionarie rispetto allo stesso trimestre 2017. Infatti la variazione tendenziale, pari a +0,4%, è la più bassa osservata da inizio 2015. Per contro l’occupazione aumenta ad un buon tasso, pari al +1,4%.

La dinamica dei prezzi è in ripresa, con i prezzi di approvvigionamento (+2,9%) che crescono più dei prezzi di vendita (+2,2%).

In quanto alle previsioni, oltre il 56% degli imprenditori intervistati si esprime nel senso di una stabilità delle vendite. Tra gli altri imprenditori si osserva una leggera prevalenza dei pessimisti – coloro che prevedono cali oltre il -2% – sugli ottimisti – che si attendono un tasso di crescita superiore al +2% -; infatti i primi superano i secondi di circa 4 punti percentuali.

Nel settore delle Costruzioni, dopo anni di fortissima crisi, nel corso del 2017 si è registrato più di un segnale di risveglio del settore. L’avvio del 2018 conferma questa tendenza ed in particolare nel 2° trimestre il tasso di crescita del fatturato è il più alto osservato dal 2011 (+5,5% rispetto al secondo trimestre 2017). Positivi anche i dati della produzione che cresce del +1,9% e delle commesse, pari a +1,3% rispetto al corrispondente periodo 2017.

Dopo un decennio di valori negativi, sembra finalmente ripartire anche l’occupazione che aumenta del +2,1%.

Per  il terzo trimestre del 2018 gli intervistati si attendono una sostanziale stabilità di tutti gli indicatori presi in esame (produzione, fatturato, commesse), però con una prevalenza dei pessimisti (circa il 20% degli intervistati) sugli ottimisti (che rappresentano, a seconda degli indicatori, percentuali comprese fra il 9 e il 16%).

“Non posso che esprimere soddisfazione per i segnali di ripresa economica evidenziati nel Pordenonese. Si tratta di dati positivi che non mi sorprendono perché confermano le informazioni raccolte durante i contatti avuti con gli operatori economici.”
Questo il commento ai dati dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini il quale ha  rimarcato che “non è facile superare il pessimismo derivante da dieci anni di crisi e sia in Friuli Venezia Giulia che nell’intero Paese, c’è bisogno di liberare energie positive a favore di chi fa impresa.”

 

“ Non servono lacci e lacciuoli burocratici – ha aggiunto – che impediscono lo sviluppo, ma maggiore flessibilità, la quale non deve essere assolutamente intesa come elemento di sfruttamento dei lavoratori ma come strumento di sviluppo e generatore d’occupazione. In tal senso dobbiamo guardare con attenzione alle riforme attuate dalle nazioni che in questi anni sono cresciute economicamente per rendere le imprese regionali più competitive”.

 

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