Cav, software innovativi nella rete autostradale che gestisce circa 80 “opere d’arte”

di Lucio Leonardelli*

“I ponti e i viadotti che si trovano sulla nostra rete in concessione sono monitorati costantemente con software innovativi mentre gli utili vengono reinvestiti in opere pubbliche”: così Luisa Serato, presidente di Cav Concessioni Autostradali Venete, interviene in merito al dibattito che si innescato successivamente al disastro relativo al crollo del viadotto Polcevera a Genova.

La società, che ha come soci la Regione Veneto e Anas, con una quota paritaria del 50% ciascuno, nata inizialmente per la gestione del Passante di Mestre e alla quale è stata successivamente affidata in concessione la rete della ex società Venezia – Padova, ha in carico circa 80 cosiddette “opere d’arte” (viadotti, ponti, cavalcavia) nei suoi circa 77 chilometri di tratte autostradali, svincoli e raccordi in gestione.

Luisa Serato 2sede CAV

“ Il monitoraggio e la manutenzione di queste opere – sottolinea la presidente – sono costanti e approfondite, soprattutto dopo la firma di un accordo, avvenuto alcuni anni fa, tra la Società concessionaria e il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Padova.

La collaborazione – prosegue Serato – consiste nell’utilizzo di un software basato sull’osservazione ed il monitoraggio continui dei vari elementi che compongono queste opere. I risultati del monitoraggio alimentano un database che successivamente, attraverso un algoritmo messo a punto dall’Università, fornisce un riscontro dello stato del manufatto, sulla base del quale viene poi definito il programma di manutenzione. “

In questo modo, quindi, le circa 80 opere d’arte in gestione a CAV (tra cui i ponti sulla A4, compresi quelli recenti del Passante di Mestre e sulla A57, con lo storico viadotto della Tangenziale di Mestre), sono costantemente tenuti sotto stretta osservazione.

In merito, inoltre, alla discussione che si è generata attorno al sistema delle concessioni autostradali, CAV sottolinea la peculiarità del proprio assetto societario e della mission, che la rende unica nel panorama delle concessioni autostradali italiane.

«La Società – spiega la presidente – è partecipata al 50% da Anas e al 50% dalla Regione Veneto e ha per previsione statutaria il reinvestimento complessivo degli utili in nuove infrastrutture sul territorio del Veneto, su decisione della Regione di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non è prevista, pertanto, alcuna redistribuzione dei dividendi fra i soci (Anas e Regione)».


IMG-20180515-WA0026-1  *Giornalista

 

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