Autovie Venete: massima sicurezza e indagini costanti su ponti e viadotti

di Lucio Leonardelli*

Sono 338 i manufatti (ponti, viadotti, sottopassi e sovrapassi) distribuiti sulla rete autostradale gestita da Autovie Venete, strutture che, come rileva una nota della SpA, la Concessionaria monitora costantemente. A questi si aggiungono ulteriori 975 opere minori.

Le indagini, molto accurate, vengono effettuate da team di tecnici e prevedono due diverse tipologie di controlli: visivo e strumentale. Il controllo visivo della struttura, se svolto con accuratezza e – come avviene in Autovie Venete – sulla base di precise schede tecniche sempre aggiornate – consente di verificare la presenza di criticità anche piccole. La verifica strumentale poi, aggiunge ulteriori informazioni e dati utili per valutare la necessità di eventuali interventi.

Maurizio Castagna*Maurizio Castagna

Per i ponti dal difficile accesso vengono utilizzati appositi natanti oppure dei mezzi speciali, una sorta di camion muniti di passerella semovente – il nome tecnico è by bridge – che scorrendo esternamente sotto la campata nonché da un lato all’altro della struttura assicurano la visibilità e la mobilità necessarie per gli accertamenti.

Le ispezioni, sottolinea la nota della Concessionaria, vengono effettuate in base a una serie di criteri (anche la periodicità varia a seconda dei casi) che prendono in considerazione parametri relativi allo stato del manufatto: non tanto e non solo la vetustà, quanto il comportamento dei materiali che dipende molto dal carico di traffico e dalle sollecitazioni provocate dai transiti, soprattutto se si tratta di trasporti eccezionali.

In caso di eventi particolari, tipo piene di fiumi, incendi, terremoti o incidenti stradali, i sopralluoghi e i controlli vengono effettuati immediatamente e approfonditi struttura per struttura. Importanti e utili, nel campo della prevenzione, le collaborazioni che Autovie mantiene con diverse università italiane, per costruire modelli di riferimento.

Utilizzando appositi sensori o predisponendo prove di carico ad hoc, viene monitorato il comportamento della struttura in condizioni limite. Questo consente, attraverso la rielaborazione dei dati e la simulazione al computer, di ottenere un modello che ripropone il comportamento della struttura in situazioni diverse.

Studi analoghi, molto molto accurati, sono stati effettuati – prima dell’apertura dei cantieri – dal team di tecnici di Autovie, sia sul tratto di A4 interessato dai lavori della terza corsia, sia sul nodo di Palmanova dove la A4 si interconnette con la A23. Qui, in particolare, sono state sviluppate una serie di simulazioni per verificare la sicurezza dei ponti del nodo.

“Fra i tanti manufatti presenti sulla rete – evidenzia il Presidente e Ad Maurizio Castagna – l’osservato speciale resta il ponte sul fiume Tagliamento, il cui rifacimento è compreso nei lavori della terza corsia. Si tratta di un ponte la cui costruzione risale al 1964 privo della corsia di emergenza e sottoposto a una pressione molto elevata a causa dei crescenti flussi di mezzi pesanti in transito.

In questo caso – spiega Castagna – i controlli sono ancora più accurati e frequenti cosa che, negli anni, ha portato a una diminuzione dei limiti di carico proprio per garantire la sicurezza.”

Una misura, questa, adottata anche, temporaneamente, sul nodo di Palmanova. Attualmente, infatti, possono transitare carichi non superiori alle 56 tonnellate.

“ Con la costruzione del nuovo ponte sul Tagliamento (due viadotti affiancati da un chilometro e mezzo l’una) e con il completamento del restyling funzionale del nodo di Palmanova – rimarca Castagna – l’asse autostradale potrà reggere agevolmente carichi ben superiori e molti dei mezzi pesanti che ora devono attraversare i centri abitati potranno transitare in autostrada.

Il settore dei transiti eccezionali rappresenta un ambito a sé. In questo caso, infatti, ogni singolo trasporto e relativo percorso, viene analizzato accuratamente prima del rilascio dell’autorizzazione, proprio perché -a seconda del peso e delle dimensioni – è indispensabile controllare l’adeguatezza dei tratti stradali che il carico deve percorrere.”

La concessionaria fa notare che l’area di Autovie Venete che si occupa della manutenzione dei manufatti, proprio in questo periodo sta aggiornando il sistema di gestione degli interventi – il Bridge Management Sistem (BMS) – adeguando la tecnologia agli standard più avanzati. Ciò consentirà di utilizzare il sistema anche sui device mobili (tablet e smartphone) il che agevolerà notevolmente la pianificazione e l’esecuzione di ispezioni e controlli.

Oltre 800 mila euro all’anno, in media, è l’investimento di Autovie in questo ambito, area considerata strategica dalla Concessionaria, una delle cui priorità è la sicurezza che viene garantita anche dal mantenimento di un’elevata qualità dell’infrastruttura.


IMG-20180515-WA0026-1*Giornalista

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