Golf. A Praga Pavan vince, Manassero soffre

di Pietro Ruo*
A 29 anni, dopo una laurea in Texas e due figli, Adrea Pavan, romano, ma dal
cognome di chiara origine veneta, ha vinto la sua prima gara nell’European tour. Il
torneo, non era di quelli con il montepremi tra i più alti, ma la sua vittoria vale
davvero molto, al di là degli oltre 160mila euro che ha incassato. A contendergli titolo fino all’ultimo, infatti, non era un giocatore qualsiasi, ma l’irlandese Padraig Harrington, vincitore in carriera di ben 24 tornei di cui tre Major, compresi due Open Championship nel 2007 e nel 2008, per non parlare delle sua partecipazioni alla Ryder Cup. L’irlandese non è più giovanissimo, essendo nato nel 1971, ma il torneo di Praga sembrava per lui una nuova occasione per tornare alla vittoria. E’ stato, infatti, soltanto nelle ultime buche che ha ceduto a Pavan. In vantaggio di due colpi, ha cominciato a sbagliare qualche putt di troppo mentre l’italiano trovava lo spunto per due veri e propri miracoli sui green, tanto da concludere con due colpi di vantaggio su Harrington.
Vittoria meritata e sofferta per un giocatore diventato professionista nel 2010 ma
che per due volte salito nel circuito maggiore dell’European tour, per altrettante
volte era stato retrocesso. Ora, con questa affermazione può stare tranquillo per
almeno un paio d’anni. Tuttavia, se saprà mantenere l’attuale livello di gioco e lo
stato di forma, sicuramente potrà prendersi qualche altra bella soddisfazione. Chi
invece continua a soffrire, purtroppo, è Matteo Manassero. A Praga è uscito ancora
una volta al taglio e nella classifica della Race to Dubai, è scivolato molto indietro in
classifica, tanto da rischiare la retrocessione. Per fortuna ci sono ancora alcuni tornei in cui sarebbe sufficiente un buon piazzamento per salvare una stagione
decisamente al di sotto delle aspettative, ma soprattutto del valore di un ragazzo di
24 anni, il cui talento rimane comunque indiscutibile.
Qualche riga infine su quanto avviene nei circoli del Triveneto. Il mese di settembre,
rappresenta infatti, il periodo in cui si svolgono i tornei più interessanti e dove la
presenza di sponsor di richiamo inducono un po’ tutti gli amanti dell’agonismo a
scendere in campo. L’occasione di aggiudicarsi quella che qualcuno con ironia
chiama la “coppa fragola”, per chi gioca a golf soltanto per passione, è pur sempre
un bel riconoscimento delle proprie capacità.


Cattura*Giornalista

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