Regionalismo: i dem del Nord danno la sveglia ai vertici del Pd nazionale

di Giorgio Gasco*

Il Partito Democratico del Nord dà la sveglia ai vertici nazionali sul regionalismo differenziato. Tenta, così, di rimettersi in marcia il fronte settentrionale del partito, su un argomento ormai consegnato nelle mani della Lega, ma che ogni tanto torna a galla nel dibattito interno nella speranza di smuovere la struttura nazionale dem affinché ritrovi il bandolo di un progetto politico, che ancora non si vede.

Mentre tutta l’attenzione è rivolta alle sorti del governo a guida Salvini-Di Maio c’è il rischio di perdere di vista una delle poche cose, forse l’unica, che può procedere legislativamente in modo più spedito visto che non si parte da zero.

Dal punto di vista del centrodestra che opera in “periferia”, l’obiettivo è quello di riprendere in mano il rapporto con la società, in un territorio, il Nord, dove la presenza straripante della Lega è visibile e concreta più che nel resto d’Italia. I democratici si sono fatti letteralmente scippare la bandiera del regionalismo, la quale, almeno a parole, è presente da anni nel dna del partito senza mai riuscire a generale cellule complete.

Di qui nasce l’iniziativa dei consiglieri regionali del Pd di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna: le prime due regioni governate dalla Lega (rispettivamente, Luca Zaia e Attilio Fontana), la terza dal dem Stefano Bonaccini. Tre regioni dove la strada per ottenere una maggiore autonomia dallo Stato è già stata aperta: in Veneto e Lombardia con un referendum, in Emilia Romagna con un semplice atto amministrativo. Il governo Gentiloni ha avviato le trattative, arrivando alla definizione di una pre-intesa con i tre governatori, lasciando, poi, l’impegno di proseguire all’attuale esecutivo Lega-Cinquestelle che ha già provveduto a riaprire i “cantieri” dell’autonomia attraverso il ministro competente, Erika Stefani, leghista vicentina.

Da ieri è sul tavolo dei vertici nazionali del Pd una lettera che porta le firme di tutti gli eletti dem nei consigli regionali di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. I destinatari: il segretario Maurizio Martina e i capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci. “Tanti annunci, ma alla prova dei conti pochi fatti – questo l’incipit della lettera – Sull’autonomia serve un deciso scatto in avanti: si riparta dalla pre-intesa raggiunta col precedente governo per dare finalmente concretezza a quelli che fino ad oggi sono stati solo slogan”. Ecco perché, spiega Stefano Fracasso, capogruppo dem all’assemblea veneta, “ci rivolgiamo al segretario Martina che, da bergamasco, conosce le ragioni di una autonomia responsabile e solidale. Se Lega e M5S tradiscono le attese del Nord, sia il Pd a farsene carico”. Proprio Martina, che a fine anni Duemila, da giovane segretario dem della sua regione, aveva sposato il progetto di un fronte del Nord da contrapporre al governo di centrodestra, come portatore delle esigenze dell’area settentrionale del Paese.

Nella lettera, aggiunge il capogruppo Pd in consiglio regionale del Veneto, si ribadisce “il valore di un’autonomia del decentramento e della prossimità, nel quadro nell’unità della Repubblica e della solidarietà nazionale, ricordando che il regionalismo differenziato era stato inserito in Costituzione su iniziativa del centrosinistra”. Storicamente vero. Però, lo ammette Fracasso, “il percorso di riconoscimento di maggiore autonomia, dopo le valenze isolazioniste e populiste con cui la Lega ha caricato tali iniziative, è ora frenato dal nuovo contesto politico, segnato da evidenti contraddizioni tra spinte liberiste (flat tax) che guardano al Nord e proposte assistenzialistiche (reddito di cittadinanza) rivolte al Sud, alle quali occorre contrapporre le capacità di autogoverno delle autonomie locali, la piena responsabilizzazione della politica nei territori e la capacità di relazione con contesti sociali ed economici differenziati che esprimono domande di governo specifiche”.

La morale alla fine della lettera recita così: “La realtà è che l’autonomia non sembra essere tra le priorità dell’attuale maggioranza di governo che dimostra anzi un deciso profilo nazionalista e centralista”. Ultimo messaggio, la sceglia al partito nazionale affinché “prenda l’iniziativa per portare fino in fondo il percorso dell’autonomia. Solo così possiamo rispondere alle aspettative del Nord che la Lega di Salvini e i CinqueStelle stanno tradendo”.


gasco*Giornalista

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