Franceschi (Grafica Veneta): “Tagli all’editoria, una minaccia alla democrazia”

“Non figura nel programma e non è tra le priorità del governo giallo-verde ma era ben presente nel programma dei Pentastellati e più volte Di Maio in campagna elettorale ha ribadito “ basta ai giornali finanziati con i soldi pubblici”. Ora l’insistenza con cui il sottosegretario con delega al l’editoria Vito Crimi ribadisce la volontà di abolire i finanziamenti ai quotidiani e all’editoria il provvedimento sembra imminente”.

Sono le parole di Fabio Franceschi presidente di Grafica Veneta, l’azienda padovana che da piu’ di un decennio opera nel settore editoriale internazionale.
“Fa riflettere – continua Franceschi –  soprattutto il sarcasmo con cui, ancora una volta, vengono trattati gli imprenditori da parte del vice presidente del Consiglio che qualche giorno fa ha dichiarato che i giornali dei “prenditori editori” ogni giorno inquinano il dibattito pubblico, che lo fanno grazie al denaro della collettività e che in legge di bilancio verrà portato il taglio dei contributi pubblici”.
“Spero che la Lega si ricordi che nel periodo – ben 17 anni – in cui il suo giornale, La Padania, è stato in edicola prima di chiudere,  ha incassato la bellezza di 61 milioni e Salvini che ha lavorato per anni nelle sue redazioni diventando anche giornalista pubblicista, non permetta l’approvazione di questo provvedimento barattandolo magari con qualche altra misura”.
Secondo Franceschi, le continue minacce del Movimento 5 Stelle suonano come censura contro la libertà di informazione. Un provvedimento del genere metterebbe ancora più in crisi un mercato editoriale che invece necessita di sostegni per le imprese, che ha l’urgenza di innovare il sistema distributivo, di finanziare progetti e processi di ristrutturazione e riorganizzazione anche a garanzia dell’occupazione e sarebbe una mazzata mortale all’informazione autonoma e indipendente.
“Lo ha ribadito pure il Presidente Mattarella – conclude Franceschi con fermezza – che “una stampa libera è garanzia di democrazia”.


 

Rispondi