Lavori per la terza corsia sulla A4: stasera chiuso il tratto tra Latisana e il nodo di Palmanova

di Lucio Leonardelli*

Continuano a ritmo accelerato gli interventi inseriti nel programma della costruzione della terza corsia della A4. Le opere riguardano nel complesso sia il terzo lotto fra Alvisopoli e Gonars, 27 chilometri di strada dove già si può intravedere l’allargamento delle carreggiate in entrambi i sensi di marcia, sia il primo sub lotto (Gonars – Palmanova) del quarto lotto (Gonars – Villesse).

Questi lavori comporteranno, come era già avvenuto con esito positivo la scorsa settimana, la chiusura del tratto Latisana e nodo di Palmanova in entrambe le direzioni di marcia dalle 20,00 di oggi fino  alle 9,00 di domenica 30

La chiusura consentirà di spostare il traffico dalle attuali carreggiate a quelle nuove. Una volta riaperta l’autostrada, infatti, la circolazione verrà convogliata, attraverso un percorso delimitato da new jersey e apposite segnaletiche verticali e orizzontali, sul nuovo manto stradale, nel tratto compreso tra il cavalcavia in località Valderie e il sottopasso Pedrina (solo nella carreggiata ovest in direzione Venezia) e tra lo svincolo di San Giorgio di Nogaro e la fine del lotto (Gonars) in entrambe le direzioni di marcia. Saranno chiuse dalle 17,00 di sabato fino al termine dell’attività anche le aree di servizio di Gonars Sud e di Gonars Nord.

Nel frattempo, è’ iniziato il collaudo del nuovo ponte sul fiume Tagliamento, che congiunge il Friuli Venezia Giulia al Veneto. Per due giorni, giovedì e venerdì, sono stati fatti stazionare sul primo troncone, lungo 500 metri, dell’impalcato ben 24 camion pieni di ghiaia per un peso complessivo di 42 tonnellate l’uno. Le prove continueranno a metà ottobre e riguarderanno gli altri due tronconi dell’infrastruttura.

Il test consisteva nel sollecitare con mezzi pesanti, riempiti con materiale inerte, due campate, rispettivamente lunghe 64 e 81 metri, tra le pile 13 e 14, e tra la 14 e la 15. Il peso trasportato dai camion era maggiore rispetto alla media di ciò che andrà a sopportare l’intero manufatto una volta aperto al traffico.

Gli autocarri sono stati disposti su quattro file, mentre i topografi dal basso misuravano gli abbassamenti eventuali del viadotto, in corrispondenza dei sostegni, ottenuti per effetto del carico posizionato sopra, confrontandoli con il valore teorico di calcolo dato dal progettista. Sofisticato anche il tipo di strumentazione adottato dai tecnici, dalle mire ottiche (quattro per ognuna delle tredici sezioni monitorate) ai comparatori, entrambi speciali sensori in grado di verificare le deformazioni teoriche attese dal progettista.

Le operazioni sono proseguite per circa nove ore per giornata e sono state suddivise in due momenti: flettente (con i 24 camion), per verificare il movimento longitudinale del ponte, e torcente (con 10 camion posizionati su due file su un unico lato del viadotto) per testare il movimento trasversale. Ogni prova di carico è stato ripetuta due volte.

 In soli 10 mesi tutti gli oltre 550 conci (manufatti a forma trapezoidale del peso di circa 80/110 tonnellate) che compongono il primo dei due viadotti che verranno costruiti sul fiume Tagliamento (i conci saranno, quindi, in totale 1.114) sono stati varati. Il varo è un intervento composto da più fasi che partono dallo spostamento del concio, utilizzando un carrello di trasporto, per poi proseguire con la presa in carico da parte del carro varo che solleva, sposta e allinea il concio con i precedenti.

Per sigillare i giunti che tengono legati i conci, sulla loro superficie viene spalmata la resina che li tiene “incollati”.

Tutti i conci hanno dei fori attraverso i quali vengono fatti passare dei cavi di acciaio, messi in tensione (la cosiddetta tesatura) dai martinetti (strumenti che consentono la moltiplicazione della forza applicata, sfruttando il principio della leva). A questo punto, tutto il nuovo viadotto è completo nella sua struttura principale. Superato l’intero collaudo bisognerà procedere all’impermeabilizzazione del calcestruzzo di cui è composta la soletta, operazione che viene effettuata con una colata di bitume dello spessore di un centimetro (la definizione tecnica è cappa asfaltica), all’asfaltatura e alla posa dei giunti di dilatazione.

Successivamente con il posizionamento dei new jersey centrali e la predisposizione segnaletica di cantiere (gialla) verticale e orizzontale, il viadotto sarà pronto a “ospitare” il traffico che, dal vecchio ponte, verrà spostato qui. La circolazione sarà a doppio senso di marcia e quindi, a tutti gli effetti, il manufatto sarà considerato ancora “cantiere”.

Lo spostamento del traffico è previsto per novembre. I tempi molto rapidi di esecuzione di questa importante parte del ponte, sono un obiettivo fortemente voluto dal Commissario straordinario per l’emergenza in A4 e presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e da Autovie Venete, obiettivo raggiunto senza mai “abbassare la guardia” sulla sicurezza dei lavoratori.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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