Veneto, via libera a 20 milioni di euro per sostenere l’artigianato

(GiGa) – Boccata d’ossigeno per l’artigianato del Veneto. Il Consiglio regionale ha approvato un progetto di legge (n. 302 di iniziativa della Giunta) che prevede lo stanziamento di 20 milioni per la tutela, lo sviluppo e la promozione del settore.

Il provvedimento, relatore il presidente della Terza commissione Sergio Berlato (Fdi-Mcr), correlatrice il consigliera Cristina Guarda (lista Alessandra Moretti presidente) cancella la legge regionale datata 1987, e riforma in modo organico, la disciplina di settore, con una dotazione finanziaria di oltre 20 milioni di euro ai fini della promozione dell’artigianato e a sostegno delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni. Se da un lato viene confermato il ruolo delle Camere di Commercio in materia di gestione dell’albo delle imprese artigiane – dice l’assessore – dall’altro si introduce la figura del maestro artigiano (titolo attribuito dalla Regione) operante nella cosiddetta bottega scuola, scelta finalizzata alla trasmissione delle conoscenze e dei mestieri.

Soddisfatto il governatore Luca Zaia: “Abbiamo voluto che questa legislatura regionale fosse caratterizzata anche da uno strumento normativo pensato per promuovere in maniera peculiare il ruolo economico, sociale e culturale delle imprese artigiane. Sono imprese che costituiscono ancora oggi un volano fondamentale dell’economia veneta e rappresentano un serbatoio occupazionale che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare, oltre che un patrimonio in termini di creatività e tradizione da non disperdere. La legge riconosce quindi il ruolo dell’artigianato veneto”. Se da un lato, spiega il presidente, si punta alla semplificazione delle procedure burocratiche, “dall’altro lo strumento normativo vuole sostenere il settore, che ha conosciuto un lungo periodo di crisi con la chiusura di migliaia di imprese. L’obiettivo comune è far conoscere meglio e di più la qualità del prodotto artigianale veneto nel mondo e favorire la crescita del settore”.

Di momento storico per l’economia della regione parla l’assessore Roberto Marcato, per il quale “era giusto approvare una norma di rilievo straordinario che potesse essere di aiuto per tutto il settore, peraltro scritta assieme agli stessi artigiani. Anche la dotazione finanziaria è importante, ma la soddisfazione più grande si è avuta con la condivisione del provvedimento da parte di tutte le forze rappresentate in Consiglio. Al centro del sistema ci sarà la figura del maestro artigiano e la bottega scuola, due innovazioni che consentiranno alle nuove generazioni di continuare il lavoro dei padri: la trasmissione di sapere tra generazioni è determinante per continuare a fare impresa, così come l’aver messo a sistema attraverso la nuova legge il mondo dell’impresa, dell’istruzione e dell’università, un partner scientifico, quest’ultimo, decisivo per restare competitivi a livello economico nel mondo”.

Per Sergio Berlato si tratta di una legge “innovativa per un settore economico che costituisce la spina dorsale dell’economia veneta, per dare maggiore competitività alle imprese attraverso la sburocratizzazione che troppo tempo fa perdere ai nostri imprenditori”. Puntualizzazione polemica: “Abbiamo approvato un provvedimento che nulla ha a che vedere con le decisioni prese a livello nazionale, ad esempio il decreto dignità e quella relativa al reddito di cittadinanza: il Veneto va in direzione opposta, guarda al mondo delle imprese senza concessioni alla visione tipica di una sinistra ormai sorpassata”. Di sinergie con l’istituzione regionale parla Cristina Guarda, ed è con questo “spirito di coesione – spiega – che siamo arrivati ad approvare il progetto di legge apprezzando quelle politiche che sono capaci di tracciare obiettivi lungimiranti e con processi partecipati. Una prassi che mi auguro venga mantenuta anche in futuro, abolendo i contribuiti a pioggia e le valutazioni tramite griglie di punti.

Anche per il Pd si tratta di una legge importante “frutto di un lavoro condiviso in commissione e che dà risposte, sia in termini normativi che economici, al mondo dell’artigianato che le attendeva da troppo tempo”. Per i dem il provvedimento “rimette al centro l’universo della piccola impresa, particolarmente radicata nella nostra regione”. Ma non tutto è compito: “Ora la legge va implementa e sollecitiamo la Giunta a intervenire con tempestività: per esempio la semplificazione annunciata deve essere un fatto reale, non solo nominalistico. I venti milioni di euro, invece, rappresentano un investimento sostanzioso a sostegno degli artigiani e la clausola valutativa, aggiunta in corso d’opera, fa sì che ci possa essere un monitoraggio continuo, in modo da intervenire se alcuni punti non dovessero poi corrispondere alle esigenze delle imprese”.


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