Ferriera di Trieste. Serracchiani: “I dati rivelano che il nostro lavoro ha dato risultati”

(LL) – “Un lavoro lungo e complesso, che è stato portato avanti con determinazione tra molti ostacoli e che ha aperto la strada a risultati tangibili, cioè a qualcosa di radicalmente diverso dagli annunci”. Lo ha affermato la deputata del Pd Debora Serracchiani, già Commissario straordinario per l’Area della Ferriera di Servola, commentando i dati emersi dal monitoraggio effettuato, attraverso i dati dell’Arpa Fvg e con la consulenza di personale dell’Università di Trieste, dalla Procura della Repubblica di Trieste su inquinanti ed emissioni sonore.

Per Serracchiani “non è affatto il momento di far festa, ma anzi bisogna che la Giunta regionale in carica si rimbocchi le maniche e prosegua su questo percorso di bonifica ambientale e di completo abbattimento delle polveri, del benzene e del rumore, tenendo conto della percezione degli abitanti che non sono tenuti a reagire come le centraline”.

“Ci hanno detto che eravamo assassini e servi di Arvedi e invece – puntualizza Serracchiani – abbiamo tenuto il fiato sul collo alla proprietà, intervenendo con prescrizioni a ogni sbandata e imponendo il rispetto di termini precisi: questo oggi viene attestato da un’autorità terza e insospettabile”.

“Proprio a partire da questi dati – aggiunge la parlamentare dem – la discussione sul futuro dell’area a caldo potrà essere affrontata con maggiore concretezza e libertà. Ovviamente avendo cura che i lavoratori siano sempre coinvolti dalle istituzioni e dalla proprietà”.

Secondo quanto riportato oggi ne Il Piccolo di Trieste, la Ferriera ,almeno per quanto riguarda il benzene e le polveri sottili, inquina sempre meno e le sostanze emesse dallo stabilimento della Siderurgica triestina sono nei limiti previsti dalla legge.

Il quotidiano triestino sottolinea che a dirlo è la Procura in un dossier che raccoglie i dati prodotti dall’Arpa su richiesta della stessa magistratura. Il palazzo di giustizia si è avvalso di una consulenza tecnica della professoressa Sabina Licen, peraltro docente del Dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Trieste.

Negli ultimi mesi, secondo il documento in mano alla Procura, “i valori dimostrano un trend in progressivo miglioramento, fino a raggiungere un numero di sforamenti sia giornalieri che orari «pressoché nullo».


 

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