In Veneto prima donazione a cuore fermo: prelevati polmoni, fegato e reni

Per la prima volta in Veneto, è stata portata a termine una procedura di donazione a cuore fermo (organo, quindi, non trapiantabile) grazie alla quale sono stati resi disponibili polmoni, fegato e reni per pazienti che si trovavano in lista d’attesa.

“La donazione di organi a cuore fermo – precisano gli esperti del Centro Regionale Trapianti – dopo diagnosi di morte con criterio cardiologico, si è così affiancata definitivamente a completare la realtà regionale già consolidata della donazione a cuore battente, dopo diagnosi con criterio neurologico. Essa rappresenta una ulteriore opportunità, resa pienamente possibile dalla normativa vigente e dalle attuali tecnologie, per offrire, dopo la diagnosi di morte, a coloro che si sono espressi in vita a favore della donazione, l’opportunità di vedere concretizzata la loro volontà, nonché un potente strumento per l’ampliamento della proposta di organi destinati ai pazienti in lista d’attesa al trapianto. In Veneto, il programma di donazione a cuore fermo è attivo dall’inizio del 2017 presso l’ Azienda Ospedaliera di Padova; nello scorso anno erano stati gestiti 4 potenziali donatori a cuore fermo, ma, a seguito delle valutazioni di idoneità degli organi e di  sicurezza per i riceventi, non era stato possibile procedere al  loro impiego per trapianto”.

“Questo importante risultato per la storia trapiantologica del Veneto – aggiungono al CRT – è stato il frutto della perfetta interazione di tutti i professionisti, medici e infermieri appartenenti al Coordinamento trapianti e ai Centri di trapianto dell’ Azienda Ospedaliera di Padova, con il coordinamento di tutta la Direzione della struttura e il supporto del personale del Coordinamento Regionale Trapianti del Veneto e della Rete Nazionale Trapianti. Il processo di donazione e trapianto ha visto coinvolti tutti i gruppi trapiantologici dell’Azienda: il Centro Trapianti di Cuore diretto dal Prof. Gerosa, che ha curato gli aspetti relativi alla perfusione degli organi, il Centro Trapianti di Polmone diretto dal Prof. Rea, il Centro Trapianti di Fegato diretto dal Prof. Cillo e il Centro Trapianti di Rene e Pancreas diretto dal Prof. Rigotti”.

Gli organi donati sono stati valutati, prima di procedere al trapianto, mediante dei dispositivi chiamati “macchine di perfusione” per definirne l’idoneità e la sicurezza ai fini del trapianto. Oltre al Veneto , le Regioni presso cui il programma è attivo sono: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia. Attualmente in Veneto sono più di 1200  i pazienti in attesa di un organo per trapianto.

“Prima di tutto esprimo cordoglio e gratitudine al donatore e alla sua famiglia per un gesto di generosità che è sempre straordinario. E’ grazie a loro, e all’efficacia e professionalità dell’organizzazione e delle equipe coinvolte, che la sanità veneta ha varcato una nuova frontiera, che potrebbe aumentare il numero di organi da poter trapiantare a malati che attendono di poter tornare a vivere”.

Lo dice il Presidente della Regione, Luca Zaia, apprendendo la notizia che è stata effettuata la prima donazione in Veneto di organi a cuore fermo, grazie alla quale sono stati resi disponibili polmoni, fegato e reni da trapiantare a pazienti che si trovavano in lista d’attesa.

“Come in altre occasioni, con il valore aggiunto che si tratta di una prima volta – aggiunge Zaia – si è messa in moto una macchina tanto complessa quanto delicata che, ancora una volta, ha dimostrato l’efficienza di un’organizzazione come quella trapiantistica di cui andiamo fieri, che non conosce orari, giorni, notti, feste: scatta quando c’è la possibilità di tramutare un lutto doloroso in una speranza di vita per malati gravi. In tutto questo c’è qualcosa di magico, che si replica ogni volta”.

Zaia sottolinea anche l’Importanza del fattore umano: “Rivolgo ancora una volta – dice – i miei complimenti alle equipe dell’Azienda Ospedaliera di Padova che, come sempre, hanno lavorato con competenza e preparazione ai massimi livelli: ingranaggi prestigiosi di una macchina perfetta che solo grandi uomini e grandi donne, oltre alle più moderne tecnologie, possono rendere tale”.

“Da anni, nella sanità veneta, ogni passo avanti è la premessa per farne un altro. Il Sistema Trapianti Regionale e i Centri Trapianti dell’Azienda Ospedaliera di Padova ne hanno dato oggi una nuova dimostrazione. Bravi, competenti, mai domi. Dobbiamo esserne orgogliosi”.

Lo dice l’Assessore alla Sanità, Luca Coletto. Sono risultati – aggiunge Coletto – che non si raggiungono mai per caso, ma con un gioco di squadra formidabile: la generosità del donatore e della sua famiglia, l’organizzazione del Coordinamento Trapianti, l’esperienza e il livello scientifico del Centri dell’Azienda, a cominciare da uomini e donne: da specialisti di chiara fama come Gerosa, Rea, Cillo, Rigotti fino all’ultimo dei loro collaboratori”. “Un patrimonio di qualità umane e professionali e di alte tecnologie – dice Coletto – costruito in anni di lavoro e che troverà sempre tutta l’attenzione, oltre che la gratitudine, da parte della Regione. La perfezione non è di questo mondo – conclude – e nemmeno la nostra sanità è perfetta, ma nessuno può dubitare che, in ogni situazione, tutti danno tutto per arrivare più in là possibile. Come oggi”.


 

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