Al via la stesura del primo piano di utilizzo del demanio ad uso diportistico

(LL) – Ha preso il via oggi da Trieste il percorso di condivisione con il territorio che porterà la Giunta Fedriga alla stesura del primo piano di utilizzazione del demanio a uso diportistico (Pud), ovvero lo strumento regionale programmatico e gestionale deputato a identificare le aree del demanio marittimo statale destinate a fini commerciali, produttivi, turistici ed economici oppure a enti senza scopo di lucro.
“Il nostro obiettivo – ha affermato l’assessore al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, intervenendo all’incontro organizzato nella sede della Regione con i soggetti pubblici coinvolti – è principalmente quello di garantire l’omogeneità delle aree e una fondamentale semplificazione di tutte le procedure”.

“Abbiamo scelto – ha aggiunto l’assessore – di condividere l’avvio della fase di costruzione con le amministrazioni locali, la Capitaneria di Porto e PromoturismoFvg perché crediamo che dal confronto possano giungere le giuste e necessarie osservazioni che porteranno alla predisposizione di un piano completo ed esaustivo”.

Il Pud coinvolge 9 Comuni della regione per complessive 71 concessioni suddivise fra Trieste (20), Duino Aurisina (17), Monfalcone (11), San Giorgio di Nogaro (10), Grado (5), Torviscosa (3), Lignano Sabbiadoro e Muggia (2), Staranzano (1).

“I soggetti che vivono quotidianamente la situazione del diporto nautico o che hanno a che fare con le associazioni senza scopo di lucro e le associazioni sportive operanti nelle aree demaniali – ha evidenziato Zilli – sono i portatori d’interesse più accreditati per fornire le informazioni utili a rivedere tutto il sistema”.

Tra le richieste pervenute dai vari amministratori, la presenza di un quadro di riferimento normativo certo, la revisione delle aree concesse alle attività di pesca, il potenziamento dell’integrazione della portualità a uso diportistico con il sistema turistico e quella dei servizi cantieristici connessi alla nautica da diporto con il sistema industriale e artigianale.

Inoltre, valorizzazione delle tipicità dei luoghi in chiave ambientale e culturale, ottimizzazione dei trasporti e sinergia tra le associazioni al fine di creare una vera e propria rete.

“Questo primo passaggio – ha commentato l’assessore – si è già rivelato molto utile ma – ha concluso Zilli – ne seguiranno altri anche con i privati coinvolti nelle concessioni”.


 

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