L’Ateneo Veneto,  l’Ospizio Marino e l’Ospedale al Mare

Domenica 21 ottobre alle ore 11  nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto  si riprenderà l’antica tradizione delle adunanze accademiche con soci relatori che espongono  alcuni temi  importanti per la storia e il futuro della città. Si comincia con Nelli-Elena Vanzan Marchini che ripercorrerà con immagini e filmati  i momenti  della nascita   del Comitato promotore dell’Ospizio Marino al Lido.

Era il 4 giugno 1868 quando  il presidente Giacinto Namias  invitò  nell’Aula Magna dell’Ateneo il medico fiorentino Giuseppe Barellai a parlare della “scrofola”, la tubercolosi ossea e ghiandolare che colpiva i bambini delle classi povere e che in molti casi si risolveva con i bagni marini e soprattutto con il soggiorno all’aria buona e  una sana alimentazione.  La filantropia veneta raccolse i fondi sufficienti a costruire nel 1870 l’Ospizio Marino in legno al Lido in zona  “le Quattro Fontane” su progetto di Giambattista Meduna. Tre anni dopo fu riedificato l’edificio in muratura per 450 bambini che venivano accolti  per tre mesi nella stagione dei bagni.

L’Ateneo  fu anche uno dei patroni del nuovo Ospizio Marino sorto  nel 1921 su un vasto appezzamento sulla  spiaggia donato dalla Compagnia Italiana Grandi Alberghi  in zona “La Favorita”. Il generoso dono fu  ispirato dalla necessità di allontanare dal Grande Hotel Excelsior , aperto nel 1908,  la vista dei  poveri corpicini sofferenti  degli ospiti del vecchio  Ospizio Marino.  Anche in quel frangente l’Ateneo fu uno dei promotori  della  città della cura che, attiva tutto l’anno, crebbe nella spiaggia e nel sole e si trasformò nel 1933 in Ospedale al Mare per tutte le età della vita e per una molteplicità di patologie trattate con le risorse climatico-ambientali.  Il nosocomio  nel 1958 divenne  Ospedale Generale di 1ma categoria con 1400 posti letto in un Lido stazione climatica e residenziale sempre più popolosa . I soci dell’Ateneo, medici e filantropi,   pilotarono queste trasformazioni con le loro competenze , promossero la vita scientifica della Scuola Italiana di Talassoterapia, dell’istituto Metereologico, della Rivista.  Nel 1960 fu presentato  il progetto per  un nuovo ospedale da Ettore Rossi di Milano, ma ne venne realizzato un solo blocco  che venne chiamato appunto “Monoblocco”.   L’accorpamento  dell’Ospedale al Mare agli Ospedali Civili Riuniti nel 1980 avviò la contrazione dei servizi nei 33 edifici distesi sul parco che comprendono la chiesa e il teatro. Il passaggio della proprietà del più grande quartiere della città sulla spiaggia e sul mare all’Azienda Sanitaria  ne comportò  l’abbandono dal 2001 e il crescente degrado fino alla  liquidazione annunciata nel 2006. Poi  ci fu  la vendita dalla USSL al Comune e dal Comune a Cassa Depositi e Prestiti. A questo punto la storia cede il passo alla programmazione di uno sviluppo sostenibile per l’ambiente, per il Lido e per Venezia.

L’incontro si svolgerà secondo un percorso storico e come una passeggiata fra i luoghi della filantropia e della cura talassoterapica. Oltre alle immagini e a brevi filmati  che illustreranno la relazione di Nelli Vanzan Marchini, il Consiglio d’Europa  esporrà tre pannelli realizzati  per le passeggiate patrimoniali all’Ospedale al Mare nel  2016 e 2017.  Interverrà il socio e direttore dell’AVAL Claudio Scarpa, il pubblico è invitato a partecipare.

L’Ateneo Veneto,  l’Ospizio Marino e l’Ospedale al Mare

 Domenica 21 ottobre 2018 ore 11

relazione con immagini di Nelli-Elena Vanzan Marchini


 

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