A Padova una delle piazze più belle d’Europa?

di Corrado Poli*

Prato della valle è bruttissimo… anzi è talmente bello che non ci curiamo di correggerne alcuni macroscopici difetti tra cui la sciatta organizzazione degli spazi e la preponderanza di un’uniforme grigia coltre d’asfalto. A vederlo oggi, l’appellativo corretto sarebbe “Asfalto della Valle” perché di prato ce n’è proprio poco.

Non è necessario né verosimile abolire tutto il traffico automobilistico, ma un nuovo piano della mobilità dovrebbe cercare di ridurre gli attraversamenti automobilistici. Se il decoro urbano fosse migliore, anche il trasferimento a piedi dal parcheggio del Foro Boario alla Basilica sarebbe più gradevole per i turisti e i padovani. Si dovrebbe operare sulle seguenti opere per renderlo davvero bello come meriterebbe. (a) Studiare l’estensione del verde – nella misura del possibile – attorno alla canaletta e altri luoghi. (b) Sostituire tutto l’asfalto con pavimentazioni più adatte a un contesto urbano di pregio quali pavé, sampietrini, selciato, erba ecc. (c) Rivedere l’arredo urbano e ridurre la presenza fissa di auto, visto che il tram ormai non si può togliere e comunque consente il movimento di persone. (d) Predisporre una colorazione e una strutturazione adatta per l’anello usato come pista di pattinaggio ricreativo e promuoverne un uso intelligente. (e) Pulire la canaletta e poterla usare come piscina per nuotare o per lo meno tenerla pulita. (f) Stimolare la pratica sportiva rigenerando gli attigui spazi storici per lo sport, quali il velodromo, lo Stadio Appiani, il CUS Padova e l’Antonianum, agendo anche sull’ex Foro Boario oggi ridotto a un parcheggio d’asfalto grigio e senza sfumature.

Nonostante la bellezza, oggi Prato della Valle è un’area di risulta, uno spazio vuoto utilizzato in modo confuso a seconda di circostanze e necessità: mercato, eventi, parcheggio, via d’attraversamento, passeggio, giostre ecc.

Il prezioso spazio del Prato della Valle lo si sfrutta passivamente e non lo si usa! Tanto meno lo si pensa urbanisticamente. Le attività si confondono e susseguono occasionalmente senza un’idea. L’area oggi si presta all’attività motoria urbana – spontanea e con corsi all’aperto tenuti da istruttori specializzati in scienze motorie – e a spettacoli sportivi che escono dai ghetti degli spazi dedicati e si inseriscono nella città tra la gente e un rigenerato verde urbano in pieno centro. La presenza di antichi impianti sportivi esalterebbe la vocazione sportiva e quella cultural-ambientale. Secondo le esigenze urbane contemporanee che si stanno affermando, si dovrebbe considerare lo spazio del Prato come una grande area ambientale, ricreativa e sportivaper eventi e pratica diffusa, che include il Monti e l’Appiani, senza pretendere di eliminare, anzi valorizzando il commercio e la viabilità. Il contrario di una politica dello sport che negli ultimi decenni ha spostato le attività sportive dai luoghi in cui la gente vive a posti lontani, inaccessibili e ghettizzati. Proprio ora che la pratica motoria è diventata un’esigenza di quasi tutti i cittadini i quali sono costretti a prendere l’auto e andare all’impianto o al luogo verde disponibile … per poi muoversi. Una follia! Ma così stanno le cose e non c’è speranza di miglioramento se la mentalità antiambientalista (nonostante le roboanti promesse) dell’assessore alla mobilità è tale che ha persino detto ai cittadini di non preoccuparsi: è vero che il nuovo tram distruggerà la migliore pista ciclabile di Padova, taglierà alberi e produrrà una colata di acciaio e cemento nel verde adiacente il Parco Iris, tuttavia potranno andare al parco in tram! Invece di valorizzare le aree verdi o potenzialmente riqualificabili dal punto di vista ambientale, motorio e del decoro urbano, si pensa a grandi infrastrutture oggi inutili, vecchie e brutte. Invece di pensare a riqualificare gli spazi nobili e belli “Asfalto della Valle”, che una volta era un Prato.


yU_FaYi5_400x400* Docente – Scritore

 

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