L’autunno d’oro dell’arte: cosa vedere in Veneto

di Maurizio Cerruti*

Autunno stagione d’oro per l’arte in Veneto. Nella vasta offerta di questa fine 2018 ecco per voi alcuni appuntamenti particolarmente interessanti.
VECCHINE A CA’ PESARO. Come in un “feuilleton” di Carolina Invernizio sembra la storia a lieto fine di sei sorelle che si sono lasciate neonate nel lontano 1903 e si ritrovano tutte insieme, felicemente, 115 anni dopo.

Si tratta delle sei tele del “Poema della vecchiaia” di Angelo Morbelli presentate alla 5° Esposizione Internazionale d’Arte (oggi Biennale Arte) di Venezia. Vendute e disperse, le sei tele sono il fulcro di una mostra dal 20 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019 al secondo piano del museo veneziano di Ca’ Pesaro. Il soggetto è quello delle “vecchione” – così le definì Morbelli – del Pio Albergo dei Poveri di Milano intitolato al donatore del palazzo, il principe Trivulzio. Anziane ospiti con scialli rossi e fazzolettoni neri in testa, ritratte in chiaroscuro a tavola, che fanno la calza, pregano, parlottano. Sei scene tristi, di serena e rassegnata attesa della fine. Sei capolavori del divisionismo, tecnica cara al pittore piemontese (Alessandria 1853, Milano1919) alchimista di luce e colori.
CALZETTE DALL’URUGUAY. La mostra di Ca’ Pesaro nasce su iniziativa del banchiere italo-svizzero Paolo Cornaro (Cornèr Banca di Lugano) collezionista d’arte italiana dell’Otto-Novecento. Dopo aver comprato nel 2016 una delle tele a un’asta londinese (“Vecchie calzette” trasferita in Uruguay nei primi anni del ‘900 e mai più esposta al pubblico) su stimolo della sua “consigliera artistica” Giovanna Ginex, Cornaro si lancia nella sfida di riunire tutto il ciclo. Si rivolge ai Musei Civici veneziani diretti da Gabriella Belli, che a Ca’ Corner già espongono uno dei sei dipinti e un altro capolavoro di “arte sociale” del Morbelli, “Il Natale dei rimasti”. Da altre collezioni arrivano i quattro quadri mancanti della serie, ed ecco che nasce questa piccola ma straordinaria mostra che espone diverse altre opere di Morbelli e di pittori a lui vicini: Nono, Tito, Claus, Zuloaga, Zorn, Selvatico. Nelle bacheche ci sono lettere autografe di Morbelli e altro materiale documentario dell’Esposizione del 1903 messi a disposizione dall’Archivio storico della Biennale di Venezia. La mostra su Morbelli e quella attigua dedicata allo stilista Elio Fiorucci sono visitabili con il biglietto del museo di Ca’ Pesaro (intero: 14 euro). Orario invernale 10-17 (chiuso lunedì), Info: capesaro.visitmuve.it. Il pregevole catalogo è di Skira per Banca Cornèr con saggi di Ginex, Barisoni, Hecker, Poldi.

LIDO & MURANO, POP ART. Al Lido di Venezia, esposta alla visione di tutti, c’è una nuova opera d’arte senza precedenti per dimensioni e caratteristiche. E’ il maxi-mosaico di tremila piastrelle in vetro di Murano firmato da Joe Tilson, 90enne artista londinese che è stato uno dei precursori della pop art. Collocata sul lato est-sud dello storico hotel Ausonia & Hungaria del Russo Group di Teodoro Russo, l’installazione copre quasi 400 metri quadri e “dialoga” con le facciate sul Gran Viale rivestite di preziose maioliche liberty (1916) capolavoro del ceramista bassanese Luigi Fabris. Il murale (2018) di Tilson accosta, secondo il suo stile, segni e simboli dai colori vivaci. L’operazione ha avuto l’apporto determinante dello storico dell’arte Enzo Di Martino e del progettista Claudio Rebeschini, con la supervisione della Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
FACCIATE SUPERSTAR. La fusione una a una con metodi diversi, anche sperimentali, delle piastrelle è stata una grande sfida per la Vetreria Ferro di Murano che le ha prodotte. La nuova facciata “è un sogno che si realizza”: è il commento di Teodoro Russo che aveva acquistato e poi rilanciato l’Ausonia & Hungaria circa 11 anni fa. Risale al 2007 il primo grande restauro dell’albergo a partire dalle spettacolari facciate liberty in ceramica gravemente danneggiate dai soldati tedeschi in fuga nel 1945 e lasciate per decenni in abbandono. Ora stanno per partire nuovi grandi lavori per portare l’hotel da 4 a 5 stelle lusso. La nuova installazione di Joe Tilso vuol essere il segnale pirotecnico di avvio di una nuova stagione che riporti il Lido alla sua epoca d’oro, non semplicemente conservando e recuperando il meglio del passato, ma combattendo il degrado con l’innovazione di qualità.
L’ARTE DEL RIUSO. A Treviso, fino al 10 febbraio 2019, il Museo S. Caterina, la Casa Robegan e Ca’ dei Ricchi, ospitano “Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea”. La mostra documenta il cammino creativo degli artisti nel 20mo e 21mo Secolo che hanno utilizzato per le loro opere oggetti di uso comune, compresi gli scarti. Duchamp, Manzoni, Man Ray, Rotella, Cragg, Hirst, Christo, Burri sono fra gli artisti con le loro opere sorprendenti, dissacranti, profetiche hanno lasciato un segno profondo nella cultura occidentale dai primi decenni del Novecento ad oggi. A cura di Treviso Ricerca Arte, Comune di Treviso e Musei Civici. Ingresso intero 6 euro (4 ridotto). Info: reuse@trevisoricercaarte.org.
VOLTI DEL 500 A TREVISO. A Ca’ dei Carraresi prosegue “Da Tiziano a Van Dyck, il volto del ‘500” (curatore Ettore Merkel). Fino al 3 febbraio 2019 esposte oltre cinquanta opere della collezione che l’architetto Giuseppe Alessandra ha realizzato nell’arco di circa sessant’anni. Fra i pezzi forti in mostra ci sono il Cristo portacroce attribuito a Giorgione, una pala di San Paolo di Girolamo Santacroce, un Ippolito de’ Medici di Sebastiano del Piombo. E inoltre ritratti attribuiti a Tiziano, Tintoretto, Lotto, Veronese, Raffaello, Van Dick. Biglietto intero 12 euro; orari 10-18 tutti i giorni, 10-20 sabato e domenica (info: www.casadeicarraresi.it).
GAUGUIN A PADOVA. Fino al 27 gennaio 2019 sono in mostra a Padova i capolavori del museo danese Ordrupgaard di Copenaghen. “Gauguin e gli Impressionisti” è la mostra organizzata dalla Fondazione Bano e dal Comune di Padova a Palazzo Zabarella. Si tratta di opere di Cézanne, Degas, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse che il museo Ordrupgaard in via eccezionale – sono in corso lavori di ristrutturazione – ha prestato a quattro prestigiose sedi internazionali (in Italia, appunto, allo Zabarella a Padova). Una “tournée” irripetibile di capolavori dell’impressionismo francese – oggi appartenenti allo Stato danese – che il banchiere Wilhelm Hansen e la moglie cominciarono a collezionare tra la fine dell’800 e il 1918. Orari: da martedì a domenica 10-19. Intero 13 euro. Info: www.zabarella.it.
ARTE E MAGIA A ROVIGO. Il capoluogo polesano si conferma come un’interessante meta culturale con la mostra a Palazzo Roverella (fino al 26 gennaio) dedicata ad “Arte e Magia, il fascino dell’esoterismo in Europa” a cura di Francesco Parisi. Fondazione Cariparo, Comune e Accademia dei Corcordi presentano una suggestiva rassegna sulle correnti artistiche esoteriche in voga tra il 1860 e il 1930, e sull’influenza della magia e dell’irrazionalismo per l’arte di quegli anni, e in particolare per il Simbolismo. Segreti iniziatici, architettura esoterica, spiritismo, telepatia, demoni, streghe, animali notturni: è ricchissimo di suggestioni il percorso della mostra che oltre ad opere figurative comprende libri, illustrazioni e documenti. Orari: lunedì-venerdi 9-19, sabato e domenica 9-20. Intero 12 euro. Info: www.roverella.it.


RONIS AI TRE OCI. Alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca (Venezia) continua la mostra fotografica dedicata al francese Willy Ronis (1910-2009). Esposte 120 immagini “vintage”, fra cui una decina di inedite nella Venezia del Dopoguerra, che documentano la carriera di uno dei grandi interpreti della fotografia del Novecento, esponente del realismo e della corrente umanista, che metteva al centro la condizione umana con una particolare attenzione alle lotte sociali e ai ceti svantaggiati. Info: www.treoci.org. Fino al 6 gennaio 2019 (biglietto intero 12 euro).
LICINI AL GUGGENHEIM. È dedicata a Osvaldo Licini, artista marchigiano protagonista dell’arte italana della prima metà del secolo scorso, la mostra d’autunno della Fondazione Gugenheim di Venezia: oltre cento opere in 11 sale espositive ripercorrono il tormentato cammino artistico di un pittore in perenne crisi, segnato da repentini cambiamenti stilistici. Non a caso il titolo della mostra è “Che un vento di follia totale mi sollevi”. Fino al 1° gennaio 2019. Orari: 10-18 tutti i giorni (chiuso martedì). Intero 15 euro. Info: www.guggenheim-venice.it.
MAGNANI AL MOCENIGO. Palazzo Mocenigo, una delle sedi espositive della Fondazione Musei Civici di Venezia, che già dedica un’importante parte dei suoi spazi espositivi permanenti all’arte del profumo, presenta (fino al 17 marzo 2019) i preziosi flaconi antichi della Collezione Magnani che consta di 850 pregevoli pezzi: dai rari balsamari della Roma imperiale, ai delicati manufatti del 17° e 18* secolo, veneziani, tedeschi, francesi, per arrivare ai prodotti ottocenteschi – da Murano alla Boemia – e a quelli Liberty dei primi del 900. In una vetrina esposti antichi libri sui profumi e la cosmesi. Orari: invernale 10-16 (chiuso il lunedì). Intero 8 euro. Info: mocenigo.visitmuve.it
ZANETTI AL REZZONICO.La personalità straordinaria di Anton Maria Zanetti (1679-1767) grande collezionista, mecenate, promotore dell’arte veneta del Sei-Settecento, è l’oggetto della mostra organizzata a Ca’ Rezzonico, il sontuoso palazzo in Canal Grande che è la sede del Museo del Settecento Veneziano, intitolata “La vita come opera d’arte”. La vita di Zanetti, mmico di artisti come Canaletto, Rosalba Carriera, Sebastiano e Marco Ricci, G.B. Tiepolo, e a sua volta abile disegnatore e incisore, viene ripercorsa attraverso libri, lettere e incisioni e disegni raramente esposti al pubblico, e attraverso opere di Tiepolo, Ruccum Palma il Giovane a lui appartenute. Orari: invernale 10-17 (chiuso martedì). Intero 10 euro. Info: rezzonico.visitmuve.it.
MOSAICI AD AQUILEIA. Il Museo archeologico nazionale di Aquileia si è arricchito di due mosaici romani appena tornati da un accurato restauro nell’ambito del programma “Restituzioni”. Si tratta di un pavimento con la raffigurazione di Nereide e di uno con pesci realizzati duemila anni fa. È l’occasione per visitare, o rivisitare, la ricchissima collezione del museo rinnovato completamente propri quest’anno. Orari: martedì-sabato 8,30-19,30. Intero 7 euro. Info: www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it.


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