Giustizia e diritti dell’uomo: un tema di sempre drammatica attualità

Guido Raimondi, appena riconfermato alla Presidenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, ha accettato l’invito dell’Ateneo Veneto a partecipare a un incontro pubblico organizzato per lunedì 29 ottobre 2018 nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto alle 17.30 sul tema “Giustizia e diritti dell’uomo”.

Un tema di drammatica attualità, anche alla luce dei recenti di cronaca giudiziaria, che vede impegnato da sempre Raimondi nella sua funzione di giudice. L’incontro di lunedì prende spunto dal caso vissuto dall’Ambasciatore Claudio Moreno, che nel 1993 – in pieno ciclone “Mani pulite” –  rimase coinvolto come persona informata sui fatti in una indagine sulla cooperazione allo sviluppo. Arrestato e trasferito nel carcere romano di Regina Coeli, restò recluso preventivamente per sei mesi. La vicenda giudiziaria si concluse dopo anni con la piena assoluzione e una completa riabilitazione, ma che ha lasciato nella vita di Claudio Moreno segni indelebili.

Oggi, a 25 anni di distanza, il diplomatico racconta la sua esperienza carceraria nel libro “Un ambasciatore a Regina Coeli”, descrivendo le caratteristiche di una penosa detenzione con regole non scritte, disastrose carenze, drammatiche condizioni di sovraffollamento, precarie condizioni sanitarie, atti di violenza e autolesionismo, suicidi, problemi di giovani e drogati. Moreno fa una descrizione meticolosa e partecipata della vita carceraria in tutti i suoi aspetti quotidiani con gli episodi di sopraffazione e bullismo, le aspettative, i segreti, gli sfoghi e le speranze. Il tutto intercalato con ritratti di personaggi reclusi appartenenti a varie categorie della malavita nazionale o straniera. Un racconto appassionante delle condizioni di degrado e di inciviltà prevalenti allora come oggi in un carcere mandamentale italiano.

Scrive Rita Bernardini nella sua introduzione:

“Quando Claudio Moreno mi ha consegnato le bozze del suo libro, non ricordavo più che avesse avuto un’esperienza detentiva nel carcere romano di Regina Coeli. Erano passati troppi anni (oltre20!) da quella carcerazione e la vicenda l’avevo totalmente rimossa. Per me, in una continuità quarantennale, l’ambasciatore Moreno era (ed è) l’amico, la personalità presente al fianco di Marco Pannella e del Partito Radicale nelle battaglie transnazionali contro lo sterminio per fame nel mondo o per ottenere in sede Onu la moratoria delle esecuzioni capitali.

Ricordo che della legge che fu approvata nel 1985 a seguito della instancabile mobilitazione del Partito Radicale durata oltre cinque anni, Pannella difese solo la parte che consentì all’Italia di salvare centinaia di migliaia di bambini da morte sicura grazie a un serio programma di vaccinazioni messo in atto in collaborazione con l’Unicef. Proprio su questo fronte, decisiva fu la competenza e l’opera di Claudio Moreno che le sofferenze del mondo sottosviluppato, soprattutto africano, le conosceva più di chiunque altro. Nonostante la sua preparazione alle avversità della vita, non deve essere stato facile per l’ambasciatore Moreno finire da incensurato a Regina Coeli per una vicenda giudiziaria che all’esito del processo – e, ahi noi, a distanza di molto tempo – si è poi rivelata del tutto infondata”. 

Guido Raimondi, napoletano, magistrato dal 1977. Dal 1986 al 1989 è stato distaccato presso il ministero degli Esteri al servizio del contenzioso diplomatico. Dal 1989 al 1997 è stato addetto giuridico presso la rappresentanza permanente dell’Italia a Strasburgo. È stato direttore dei servizi giuridici dell’Organizzazione internazionale del lavoro di Ginevra. Succedendo a Vladimiro Zagrebelsky è stato eletto giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo nel gennaio 2010; ne ha assunto la Presidenza nel 2015 e ora è stato riconfermato nel suo incarico fino al 4 maggio 2019 quando giungerà a termine anche il suo mandato di giudice della medesima Corte.

Claudio Moreno è stato Ambasciatore in Mozambico dal 1976 al 1980; in Senegal dal 1980 al 1985; in Tunisia dal 1987 al 1991; in Argentina dal 1991 al 1993. Rientrato a Roma ha ricoperto l’incarico di Presidente del Comitato Diritti Umani dal 1999 al 2001 quando è stato nominato Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Vienna. Nel 2001 Capo della Delegazione ministeriale alla Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo, la discriminazione e le relative intolleranze. Dal 2007 Commissario Governativo per l’Expo Internazionale di Saragozza 2008. È’ Coordinatore Generale della Segreteria per eventi sportivi presso il Ministero degli Esteri. Dal 2010 Commissario Generale per le Esposizioni Internazionali di Yeosu (Corea) e Venlo (Olanda).


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