Formazione cavallo di battaglia per i suinicoltori per assicurare il benessere animale

 “Parlare di benessere animale, non soltanto di qualità delle produzioni e di efficienza produttiva, significa guardare al futuro, ascoltando ciò che il consumatore chiede e rispondendo con adeguati percorsi formativi per la crescita degli allevatori. Arrivare a parlare di questi temi è già un primo importante risultato, cui seguiranno interventi per sensibilizzare i suinicoltori veneti, affinché si arrivi ad un livello crescente di produzioni caratterizzate da principi etici e di sostenibilità in un regime di equilibrio”.

Con queste parole il presidente della sezione dei suinicoltori di Arav, Maurizio Milani, è intervenuto martedì sera nella sede di Arav in via Da Vinci 52 a Vicenza, in occasione del convegno sul tema “Benessere dei suini in allevamento”, al quale hanno preso parte numerosi allevatori dalla provincia di Vicenza e non solo, in quanto la prossima settimana un analogo incontro avrà luogo nel Veronese e nel Trevigiano, per favorire la partecipazione degli addetti ai lavori nei territori.

Nel corso della serata è stato presentato il progetto attivato dal Consorzio del Prosciutto di Parma, dal titolo: “Benessere dei suini in allevamento”, realizzato in collaborazione con CRPA di Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Milano (Laboratorio di Benessere animale, Etologia applicata e Produzioni sostenibili) ed Anas, finalizzato a rafforzare e diffondere tecniche di allevamento sempre più rispettose del benessere animale, favorendo uno sviluppo economico etico e sostenibile del settore suinicolo.

Ad aprire i lavori è stato Alessandro Gastaldo del CRPA di Reggio Emilia, che ha evidenziato l’importanza di fare questo salto di qualità nelle produzioni, guardando al benessere animale non come ad un ulteriore costo, ma come ad una possibilità offerta per efficientare il proprio allevamento.

“Il benessere animale, rispettando le norme di legge, ma anche rispondendo ad una precisa conoscenza degli animali, si realizza attraverso tre tipologie di interventi – spiega Gastaldo – dai materiali manipolabili (paglia, rastrelliere e manodopera), che comportano costi modesti; alla castrazione, indispensabile per produrre carni e prosciutti non contaminati dal verro e quelli relativi alla stabulazione, quindi la dimensione dei box, che a norma di legge dovrebbero essere di un metro quadrato, ma che è consigliabile vengano portati ad 1,50 mq per garantire il benessere animale”.

Concetti che hanno catturato l’attenzione del numeroso pubblico di allevatori accorsi per saperne di più e che, al termine della serata formativa, sono tornati a casa con una maggior consapevolezza ed un attestato di partecipazione da esibire in caso di controlli.

Sara Barbieri, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano, è intervenuta soffermandosi più nello specifico sugli aspetti tecnici che gli allevatori possono osservare per realizzare il benessere animale, considerando la base di tutto, ossia il rapporto uomo-animale-ambiente.

“La serata si è conclusa con soddisfazione dei partecipanti – conclude il presidente Milani – e riteniamo che la nostra regione possa fare molto per crescere sul versante del benessere animale. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che con 600mila suini macellati ogni anno siamo i quarti produttori a livello nazionale, dopo Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna”.


 

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