Serracchiani su A4: “Il Ministero non espropri il Friuli Venezia Giulia della concessione autostradale”

(LL) – Dura presa di posizione da parte di Debora Serracchiani, ex presidente della regione Fvg e attuale parlamentare del Pd, in merito a quanto riferito dal presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher il quale, dopo un incontro con il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha reso nota la volontà del Governo di riservarsi la supremazia nel consiglio di sorveglianza delle società che gestiranno l’autostrada del Brennero e di Autovie Venete, per la quale la newco Alto Adriatico.

“Toninelli  – ha detto l’esponente dem – sulle concessioni autostradali fa un gioco pericoloso, che rischia di espropriare di fatto gli Enti pubblici territoriali del controllo sulle infrastrutture e di allungare in modo imprevedibile i tempi per il rilascio del rinnovo delle concessioni in house per Autobrennero e di Autovie Venete.

Un rinvio indeterminato che potrebbe alla fine esporre le infrastrutture all’alea della gara europea. E’ pronta un’interrogazione in cui gli chiedo di rendere conto di questo autentico esproprio e di tornare indietro”.

“In poche parole il Governo – ha spiegato Serracchiani – senza mettere un euro si attribuisce la potestà di avere l’ultima parola sulle grandi strategie delle autostrade mentre lascia alle Regioni, a cominciare dal Friuli Venezia Giulia, la mera gestione degli affari correnti o le grane spinose come quelle causate dal maltempo.

Bisogna che, a prescindere dalla colorazione politica, emerga dalle Autonomie una grande compattezza nei confronti del Governo, al quale deve arriva chiaro il segnale che un pezzo dell’Italia che fa Pil non si fa telecomandare da Roma. E che siamo pronti a ricorrere alla Corte costituzionale per affermare un buon diritto contro l’ingordigia di potere e di denaro delle Autorità centrali”.

“Vogliamo vederci chiaro – ha aggiunto l’ex presidente del Fvg – anche su quanto viene fatto sapere dal Ministero, secondo cui sarebbe la Commissione europea a “imporre” il controllo dello Stato sulle società di gestione. Non si capisce come mai un Governo che ha fatto bandiera dello scontro con l’Europa sia così lesto a ubbidire a simili richieste, se mai sono state avanzate in questi termini”.


 

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