Aeroporto di Trieste: pubblicata la gara per la cessione del 55% delle quote della società che lo gestisce

di Lucio Leonardelli*

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relativa documentazione, è stato dato il via oggi alla gara europea per la cessione del 55% delle quote della società Aeroporto Friuli Venezia Giulia Spa con l’obiettivo di portare  alla  di un partner industriale che affiancherà l’attuale socio unico – Regione Friuli Venezia Giulia – nella gestione e nello sviluppo di Trieste Airport.

Data ultima per la presentazione delle offerte sarà l’11 gennaio 2019, mentre la prima seduta pubblica avrà luogo lunedì 14 gennaio, con l’obiettivo di perfezionare il trasferimento delle azioni entro il mese di marzo 2019. In base alla valutazione espressa dall’advisor indipendente Kpmg e relativa al valore dell’asset, la base di gara è di 32,5 milioni di euro per il pacchetto del 55% delle azioni della società.

Gli investitori dovranno impegnarsi a migliorare le previsioni del piano industriale 2018/2023 della società, in termini di incremento dei passeggeri complessivi, miglioramento dell’Ebitda e del valore degli interventi e delle previsioni di investimento previsti nel piano stesso.

L’acquirente dovrà altresì incrementare i livelli occupazionali in presenza di un aumento del Work Load Unit. Il nuovo partner sarà quindi individuato in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in cui sarà maggiore il peso dell’offerta tecnica (75 punti) rispetto quella economica (25 punti). Spetterà all’acquirente, d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, il diritto di designazione dell’amministratore delegato della società.

«Siamo convinti che la possibilità di inserire Trieste Airport in un network più ampio sarà la chiave di volta per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che abbiamo delineato nel piano industriale”, ha affermato il presidente della società Antonio Marano.

Aggiungendo che “l’affiancamento di un primario operatore di settore al socio pubblico Regione Friuli Venezia Giulia rappresenta il modello ideale di gestione e sviluppo per l’infrastruttura: la soluzione perfetta per valorizzare le leve del turismo e della mobilità regionale, in capo alla Regione, e quelle commerciali, afferenti all’investitore privato, per far sì che questa infrastruttura rappresenti sempre di più un pivot strategico per lo sviluppo del territorio».

“L’obiettivo – ha detto da parte sua il Governatore del Fvg Massimiliano Fedriga – è assicurare ai nostri cittadini la migliore mobilità a costi contenuti, attraendo a questo scopo nuovi vettori aerei per collegare Trieste e tutta la regione al resto dell’Europa e, naturalmente, a molte più destinazioni in Italia”.

“Il bando per Trieste Airport –  ha evidenziato Fedriga – è stato sostanzialmente modificato rispetto alle scelte della Giunta regionale precedente, puntando in primis a identificare un partner industriale per la Regione che sia realmente in grado di sviluppare il trasporto da e per il Friuli Venezia Giulia”.

“Mi auguro – ha aggiunto – che questa gara richiami entro il prossimo 11 gennaio una forte partecipazione per garantire le necessarie opportunità di sviluppo al nostro territorio. Con l’assoluta volontà di erogare un servizio essenziale per la comunità abbiamo infatti operato una scelta coraggiosa che, nel nostro caso, pone giustamente in secondo piano la gestione del potere in ogni sua sede”.

Al riguardo è intervenuta anche Debora Serracchiani, già alla guida della regione e ora parlamentare Pd, la quale, rispetto a quanto dichiarato dal suo successore, in una nota ha affermato che “il partner industriale è sempre stato l’obiettivo della giunta di centrosinistra e sarebbe stato davvero bizzarro se Fedriga avesse cambiato indirizzo, quindi corretta la scelta in continuità”.

Per Serracchiani “il fatto che la percentuale delle quote da cedere sia stata alzata al 55% non è un titolo di merito né una questione di ‘coraggio’, ma la presa d’atto di una risposta del mercato. Ciò che dobbiamo augurarci è che il vincitore della gara sia realmente interessato a rendere competitivo lo scalo e non piuttosto a tenere sotto controllo un potenziale concorrente. Altrimenti – ha concluso – per andare in Europa con l’aereo dovremo prima prendere il treno”.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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