Volontariato a Padova: legato a territorio e in crescita

Il Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova ha presentato alle organizzazioni no profit e alla cittadinanza la terza edizione del rapporto sul volontariato padovano. La fotografia che ne esce è di un Terzo Settore capillare, fortemente legato al territorio; un volontariato in crescita, sia nel numero di organizzazioni che di volontari che si caratterizza per realtà di piccole dimensioni economiche che operano in molti ambiti diversi e che vivono per lo più grazie a contributi privati e all’apporto dei volontari.

Il report 2018 nasce in un momento storico di profonda trasformazione, dovuto alla Riforma del Terzo Settore in atto. Per questo nel rapporto si è fotografato l’assetto giuridico ed organizzativo consolidato pur sapendo che sono alle porte sostanziali modifiche organizzative.

Per il presidente del CSV Padova, Emanuele Alecci: “sono stati proprio gli studi promossi dal nostro Centro a convincerci che i tempi erano maturi per un salto di qualità culturale. E sono stati proprio i segnali, i fermenti innovativi che abbiamo monitorato in questi ultimi anni, che ci hanno convinti per la candidatura di Padova a capitale europea del volontariato. Approfittiamo di questo studio per promuovere e riproporre spazi di elaborazione culturale che possano favorire il coinvolgimento dei cittadini all’esperienza educativa del volontariato”.

I DATI

Il Veneto risulta essere la terza regione per numero di enti no profit presenti, con un totale di 29.871 organizzazioni, preceduta soltanto da Lombardia e Lazio; a Padova le organizzazioni sono 6.374. Rispetto alla precedente annualità vi è un incremento di 270 unità che costituiscono principalmente organizzazioni nuove nate e in minima parte l’emersione di realtà già esistenti in maniera informale.

Il capoluogo di provincia mantiene il numero maggiore di organizzazioni, il 30% del totale.  All’interno della cintura urbana, oltre al quartiere centro – che mostra sempre la maggiore densità associativa -, si distinguono le zone est e sud-est – Camin, Forcellini e Guizza, Voltabarozzo, Bassanello – che mostrano il maggior numero di organizzazioni nonché l’incidenza maggiore sul totale della loro popolazione residente. Padova e il Veneto confermano il trend nazionale, con la presenza maggiore di associazioni, seguite a distanza da cooperative sociali e fondazioni.

La macro area “cultura e ambiente” è rappresentata in provincia da 2.345 enti del Terzo Settore, seguita dall’area “sport” con 1 organizzazione su 6 impegnata in attività di promozione sportiva. L’area “sociale” e “socio sanitaria” copre il 20% del campione totale, riconfermando la situazione 2017. Notevole impegno è rappresentato anche nelle aree aggregazione parrocchiale, cooperazione sociale, tutela dei diritti civili, soccorso e protezione civile. Come l’anno precedente anche nel 2018 le organizzazioni hanno un volume di entrate principalmente di piccola entità (inferiore ai 30.000 euro), con un lieve ulteriore aumento percentuale (76% contro il 70% del 2017).

Il totale dei volontari attivi, se pur è un dato difficile da monitorare, è stimato in 280.000 volontari, corrispondenti al 30 % della popolazione residente.

Nel report annuale 2018 è dato inoltre ampio spazio all’analisi del progetto “RIA – Reddito inclusione attiva”, progetto regionale gestito dai comuni del Veneto per le persone più deboli e difficilmente collocabili nel mondo lavorativo. 253 risultano le persone inserite in attività di volontariato nel corso del 2018, di cui 49,4% donne, 62% di nazionalità italiana, generalmente di bassa scolarità e con famiglia.

 

Cattura

5 per mille

I dati del 5 per mille confermano Padova al primo posto tra le città venete in termini di numero di organizzazioni beneficiarie del 5 per mille. Ricevono il 5 per mille 727 organizzazioni padovane, per un totale di 6,8 milioni di euro. 

La valutazione d’impatto sociale

Vera novità del Report 2018 è il focus sul tema della valutazione d’impatto sociale che per la prima volta è prevista per Legge, essendo stata inserita nel nuovo Codice del Terzo Settore.

Il CSV Padova ha voluto sperimentare un primo processo di valutazione ed emersione dell’impatto sociale generato dalle azioni associative, affidando una ricerca al Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova ed è stata condotta dal prof. Massimo Santinello e da tre ricercatori, Marta Gaboardi, Irene Geraci e Natale Canale.

Il percorso ha coinvolto 8 associazioni vincitrici del Bando per piccole progettualità associative del CSV del 2016 con attività realizzate nel 2017 ed è stato condotto attraverso interviste ed incontri con almeno due referenti per ciascuna associazione. Le associazioni coinvolte sono state: Legambiente Padova, Auser Savonarola gruppo Palestro, Fidas Padova, Centro Veneto progetti donna Auser, Gli amici di San Camillo, Il Ponte, Legambiente “La Sarmazza” Saonara-Vigonovo e Vides Padova. Con le ultime due si è sperimentato l’approccio del photovoice che vede l’uso delle fotografie per testimoniare e raccontare il valore generato.

Dall’analisi è emerso che i progetti hanno avuto benefici diretti sui beneficiari dei progetti – per esempio bambini immigrati, donatori di sangue, studenti delle scuole di secondo grado, anziani, etc..-, e sono stati identificati dei benefici per le associazioni e per i volontari in termini di aumento della loro motivazione e miglioramento delle relazioni sociali. Siamo certi che il lavoro prodotto rappresenti un esempio significativo a livello nazionale di come tradurre nel concreto quanto indicato dalla normativa.

 


 

 

 

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