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Capolavori dalla Russia: Mestre e Venezia unite nel segno dell’Ermitage

di Maurizio Cerruti*
Due mostre “che più diverse non si può”, una a Mestre e una a Venezia, sotto il segno della collaborazione fra i Musei Civici di Venezia e il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Due mostre importanti per  contenuto che in comune hanno soprattutto le date di apertura il 18-19 dicembre 1018 e di chiusura il 24 marzo 2019. La mostra veneziana dal curioso titolo “Futuruins” (sottotitolo: l’estetica delle rovine) è  allestita nel luogo più magico del circuito museale del Comune: Palazzo Fortuny (già Ca’ Pesaro degli Orfei) a San Beneto, in un campiello un po’ “sconto” e appartato, quieta oasi a pochi passi  dagli affollati percorsi pedonali fra Rialto e l’Accademia.

Su tre piani dell’enorme edificio gotico tardo quattrocentesco che agli inizi del Novecento divenne casa, studio e fabbrica di tessuti del pittore-scenografo-imprenditore catalano Mariano Fortùny, sono in mostra 250 oggetti antichi e contemporanei: un miscuglio “dannunziano” apparentemente caotico che però è perfettamente in sintonia con l’ambiente suggestivo di Casa Fortuny. Ci si aggira tra cose antiche e bizzarre collezionate dall’artista, tra le sue riproduzioni di capolavori, foto, sculture e ritratti di famiglia, modelli, schizzi, arazzi, telai e presse da stampa,  pitture murali “liberty” e lampade di scena da lui inventate, a cui si sono aggiunti per l’occasione i prestiti dell’Ermitage e dei musei veneziani: opere antiche e contemporanee,  foto e installazioni varie, che trovano un senso comune grazie  all’avvincente amalgama creato dall’ambiente stesso del palazzo.  L’itinerario è un invito a riflettere sul senso e sui significati delle rovine di ieri e di oggi, e sulla relazione tra passato e futuro. Un percorso, dunque, che va dai primi miti documentati della distruzione, al rinascimento e al neoclassicismo, fino alle rappresentazioni delle devastazioni belliche del secolo scorso per arrivare al 21mo secolo, al terrorismo iconoclasta dell’Isis in Siria (rovine di Palmira) e di al-Qaida a New York (Torri Gemelle).
RUSSI AL CANDIANI. Completamente diversa, come si diceva, è la mostra aperta a Mestre al Centro Culturale Candiani, nell’omonimo piazzale a due passi dalla centralissima Piazza Ferretto. Nel rinnovato centro storico pedonalizzato di Mestre, vicino ad un ampio parcheggio a pagamento comodo per i visitatori, “Venezia e San Pietroburgo. Artisti, principi e mercanti” è quanto di più classico si possa immaginare  per una mostra d’arte. Sono esposte 70 opere provenienti dalle collezioni dell’Ermitage, di cui 20 dipinti di grandi maestri veneti dal Cinquecento al Settecento,  insieme con disegni e pitture provenienti dalle collezioni civiche veneziane: Veronese, Tiziano, Tiepolo, Canaletto, Longhi, Guardi per citare gli artisti più famosi. Opere mai esposte prima d’ora in Italia (o addirittura mai uscite dall’Ermitage) fra cui due Capricci di Carlevarjs, un rarissimo coperchio di cassapanca uscito dalla rinomata bottega di Jacopo Tintoretto anziano, e una grande tela del vedutista Brrnardo Bellotto (nipote del Canaletto) con una grande veduta della città tedesca di Pirna sul fiume Elba. Notevoli anche i disegni:  schizzi e studi di Giambattista Tiepolo, di Pierantonio Novelli, e gli strordinari progetti di Giacomo Quarenghi commissionati sul finire del Settecento da Caterina II all’architetto bergamasco, uno dei principali registi della trasformazione della capitale degli zar  – San Pietroburgo, appunto – per farne la “nuova Roma”, di stampo neoclassico, realizzando il sogno giovanile dell’ambiziosa imperatrice russa.
SCOMMESSA SU MESTRE. Perché una mostra così importante, che avrebbe fatto il pienone a Palazzo Ducale, è stata allestita nelle stanze oscure del Candiani? Al secondo piano di un Centro civico quasi anonimo (ha preso il nome dalla piazzetta dove si trova) nei meandri di un edificio plurifunzionale frequentato soprattutto per il cinema multisala, con negozi, bar e un labirinto di sale e salette destinate a convegni e incontri di  associazioni varie? La risposta sta nella determinazione del sindaco Luigi Brugnaro di lanciare Mestre come luogo di cultura, ad integrazione e non in competizione (sarebbe folle) con Venezia, città d’arte per eccellenza. L’idea di Brugnaro è di rafforzare in qualunque modo – anche con l’arte –  il legame tra la “Venezia d’acqua” e la “Venezia di terraferma”. La scommessa su Mestre è grossa  – in passato mostre meno importanti fatte al Candiani non hanno certo brillato per presenze di visitatori paganti – ma la Fondazione Musei Civici a conduzione femminile (presidente Maria Cristina Gribaudi,  direttrice Gabriella Belli) applicando un prezzo “politico ” (5 euro) e dall’alto degli oltre centomila visitatori totalizzati in soli tre mesi dai “Cinquecento anni del Tintoretto” a Palazzo Ducale, può permettersi di assecondare il sogno del sindaco. Il direttore del Museo Ermitage di San Pietroburgo, Michail Piotrovski, presente all’inaugurazione con il segretario generale di Ermitage Italia, Maurizio Cecconi, ha dato il suo avallo all’operazione culturale su Mestre. Operazione che nell’ottica di Brugnaro – l’arte “utile” e non fine a se stessa – può persino favorire le relazioni commerciali Italia-Russia, stabilendo un filo diretto di dialogo e di scambio, sotto il sigillo della cultura,  tra Venezia-Mestre e la “Venezia del Nord”, San Pietroburgo: “Non dimentichiamo che è la città del presidente Putin”, ha rimarcato Brugnaro nella conferenza stampa di presentazione, strappando un sorriso al professor Piotrovski. Il sindaco-imprenditore, tra l’altro, ha ricordato che a Tessera, vicino all’aeroporto Marco Polo,  c’è la base italiana di “Superjet International” società italo-russa che produce aerei passeggeri a medio raggio e dal cui futuro incerto dipendono centinaia di posti di lavoro, diretti e nell’indotto, sulla terraferma veneziana.
INFO “FUTURUINS”. Palazzo Fortùny (campo San Beneto, Venezia) dal 19 dicembre 2018 al 24 marzo 2019. Biglietteria aperta tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 10 alle 17. Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8. Aperture speciali, gruppi e altre informazioni: www.fortuny.visitmuve.it. Scuole: www.visitmuve.it/servizieducativi.
INFO “VENEZIA E S. PIETROBURGO”. Centro Candiani (Piazzale Candiani, Mestre) dal 18 dicembre 2018 al 24 marzo. Biglietteria aperta 10-18 (escluso il lunedì). Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3. Aperture speciali, gruppi, scuole, prenotazioni e altre info sui siti della Fondazione Musei Civici (visitmuve) e del Centro culturale Candiani (candiani.comune.venezia.it).

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