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Fidas, un dono speciale per le festività

 “Sai cosa regalare ad amici e parenti per questo Natale? …Il dono più importante che puoi fare: la speranza della vita!”. Non un motto, ma il chiaro messaggio lanciato da Fidas Vicenza, nei giorni scorsi a Torri di Quartesolo, dove si è svolto un coinvolgente incontro con il patrocinio del Comune di Torri di Quartesolo e la collaborazione del locale Istituto comprensivo. Si è trattato della serata di chiusura di un progetto di informazione e sensibilizzazione rivolto agli studenti, per promuovere il dono del sangue e raccogliere nuove promesse di aspiranti donatori.

La serata ha visto attorno al tavolo, nella Sala Brunello del Centro Giovanile di Torri di Quartesolo, la presidente di Admo Alessandra Roncaglia, Davide per la nuova nata “Aiuta uno smidollato”, la presidente di Aido Paola Beggio, Renato Gardumi del Gruppo Fidas di Torri di Quartesolo, supportati da Chiara Peron, vicepresidente di Fidas Vicenza, il dott. Stefano Chiaramonte, ma anche da quattro testimoni diretti di solidarietà ricevuta, in quanto trapiantati.

Dopo i saluti introduttivi del sindaco di Torri di Quartesolo Ferretto, dell’assessore Fabris e del parroco don Emilio, gli invitati hanno portato la propria conoscenza in campo di donazioni, tanto di sangue quanto di midollo osseo ed organi.

Il nefrologo dell’Ulss 8 Berica, Chiaramonte, ha evidenziato, attraverso statistiche e dati, come il Veneto occupi una posizione virtuosa tra tutte le regioni italiane e sia un esempio di come la cultura del dono fa parte integrante della sensibilità delle persone.

Le testimonianze dei trapiantati hanno dato un notevole valore aggiunto al tema affrontato, che si può però quantificare in piccoli e semplici gesti che tuttavia, pur essendo quasi una scelta che ognuno dovrebbe fare in modo spontaneo e naturale non sempre si manifesta solo perché a volte non si conosce davvero le dinamiche effettive, ma come ci hanno dimostrato

Tatiana, Davide, Gian Carlo ed Eugenio (primo donatore di midollo nel Vicentino) non sono persone qualunque, ma trapiantati che hanno ricevuto una seconda opportunità.

Con il dono, quindi, non si alimentano speranze, ma si agisce per consentire la vita.

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