Autonomia del Veneto, alla fine Di Maio dice sì: “Tutto pronto a febbraio”

di Giorgio Gasco*

L’uomo di Cinquestelle ha detto sì all’autonomia. E lo ha fatto nella tana del lupo, in quel Veneto che per primo, grazie alla Lega, ha chiesto di ottenere, a Costituzione vigente, maggiori competenze dallo Stato. Nell’elenco delle sollecitazioni (i leghisti Salvini, Giorgetti) e dei dubbi (quasi tutti i ministri targati M5S), sul tema che il governatore Luca Zaia ha definito come “svolta epocale”, mancava solamente la sua parola.

E ora che Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro ha pronunciato quella parola, per lui e per i suoi pentastellati, portabandiera del populismo, sarà difficile fare retromarcia o frenare su una richiesta generata da un referendum consultivo vinto dal Carroccio con l’assenso di due milioni e mezzo di veneti e di tre milioni di lombardi.

VIA LIBERA – Dalle Dolomiti, dove Di Maio è tornato (lo aveva promesso dopo il primo sopralluogo) per constatare quanto è stato fatto dopo l’eccezionale maltempo di fine ottobre, ha tolto ogni dubbio dopo il costante “tiro al piccione” che ha visto come preda tutta la parte governativa del movimento. Da Alleghe, prima tappa della due giorni di visita, infatti, il vicepremier si erto a difesa dei suoi: “In questi giorni si sta giocando con i nostri ministri per provare di chi è la colpa per il ritardo nella concessione dell’autonomia al Veneto…”. Ebbene “l’autonomia verrà data e stiamo lavorando al massimo delle nostra forze e della nostra volontà per rispondere il prima possibile…”. Scusi ministro, il consiglio dei ministri ha già dato appuntamento al 15 febbraio, quando sarà completata l’istruttoria dei ministeri. “Abbiamo preso un impegno con veneti nel consiglio dei ministri prima di Natale e nei prossimi giorni ci saranno importanti e risolutivi incontri su una serie di punti…” replica Di Maio confermando di fatto che qualche perplessità da parte degli altri ministri cinquestelle forse esiste ancora. Ma sembra comunque esserci la certezza che “come previsto dal cronoprogramma” per febbraio “sarà pronto il documento che il premier Conte discuterà con governatori regionali”. E per evitare fraintendimenti, Di Maio ripete che “non c’è alcuna volontà di disattendere il risultato dei referendum. L’autonomia verrà riconosciuta a Veneto, Lombardia e a tutte regioni che lo chiederanno”. A patto, però, che sia “nell’ottica di un’Italia che resta sempre solidale perché non credo che i veneti vogliano togliere ad altre regioni; loro vogliono soltanto l’autonomia che hanno chiesto con il referendum e le sarà data perché gli deve essere data”.

ZAIA – Al termine di queste festività natalizie, dunque, il Veneto ha trovato sotto l’albero un bel regalo che rafforza ancora di più la posizione della Lega all’interno del governo gialloverde (l’autonomia è uno dei cardini del contratto firmato con Cinquestelle) e consolida la posizione di Luca Zaia alla guida del Veneto e, chissà, per esperienze politiche prossime future. Non a caso, il commento del governatore è trionfante e, nonostante l’opposizione dei ministri pentastellati, anche diplomatico: “Le parole del vicepremier Di Maio sono musica per le orecchie di noi veneti. E’ una questione di coerenza, e Di Maio dimostra di essere coerente confermando l’impegno per l’autonomia e smentendo certi soloni che tentano di contrastarla”. Infatti, il leghista ricorda come “il contratto di governo l’abbiamo firmato con Di Maio, e per noi è lui l’unica voce ufficiale che oggi ha posto una pietra tombale su tutti coloro che coltivano aspettative di bloccare questo processo”. Non lo dice Zaia, ma le sue parole sembrano pronunciate ad uso e consumo di Giulia Grillo (ministro della Sanità), Barbara Lezzi (ministro per il Sud), Danilo Toninelli (Infrastrutture) finora le uniche voci che dal movimento si sono alzate a parlare (in questo caso contro) di autonomia nonostante i cinquestelle del Veneto, seppure con molto tormento, abbiamo pronunciato un flebile “sì” al referendum dell’ottobre 2017.

Comunque, secondo il governatore del Veneto con la conferma di Di Maio assieme “alla posizione storica dell’altro vicepremier Salvini, l’autonomia è ancora più vicina e va senz’altro realizzata. Del resto un governo coerente non può che riconoscere che l’autonomia è un’assunzione di responsabilità dei territori e di chi li amministra, un progetto che abbiamo costruito in maniera perfettamente legale e con il timbro di costituzionalità della Consulta. Le lamentele e le proteste di chi non è virtuoso e non vuole nemmeno provare ad esserlo non sono una bella cosa. Sulla base di questi presupposti il Veneto va avanti e conferma il suo impegno sulle 23 materie previste dalla Costituzione”.

NEL BELLUNESE – In visita a Alleghe, prima tappa della visita nelle zone dolomitiche flagellate dal maltempo, Di Maio è stato accolto dal sindaco Siro De Biasio, proseguendo poi con incontri con altri sindaci, imprenditori e operatori turistici che incontrerà. Dopo il sopralluogo nei giorni successivi al disastro meteorologico, il vicepremier aveva assicurato un suo ritorno in zona anche se non ha mantenuto la promessa di trascorrere le proprie vacanze natalizie tra le Dolomiti. Oltre ad Alleghe, Di Maio ha fatto tappa a Rocca Pietore e Sottoguda, paesi come altri della montagna veneta messi in ginocchio e che sono riusciti, con difficoltà, a superare l’emergenza e a rilanciare l’economia a partire da quella turistica. Di Maio ha assicurato “che l’area colpita dal tornado dell’ottobre scorso si è risollevata, e non ha alcun problema ad accogliere il turismo sciistico». Sul fronte finanziamenti fatti dal governo ha ricordato che nella legge di bilancio ci sono 4 miliardi di euro per il dissesto idrogeologico, garantendo che “ora attiveremo delle procedure per far presto”.

Nella foto sopra la firma “storica” nel febbraio 2018 tra Zaia, Bressa e Baretta, primo mattone dell’Autonomia


gasco*Giornalista

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