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Caro Salvini, Le scrivo…

di Fabio Gava*
Caro Salvini,
Le scrivo perché avrei delle domande da porLe su alcuni aspetti della  Sua politica che fatico a comprendere. Mi sembra infatti che ci siano delle contraddizioni che mi interesserebbe chiarire.

La prima. Mi sembra che Lei abbia un po’ messo in secondo piano il progetto federalista della Lega Nord in cambio di un ruolo più nazionale. Mi dirà che non è vero, e che la prossima approvazione dell’autonomia speciale per Veneto e Lombardia, e poi ancora dell’Emilia Romagna, e di chi sa chi altro in futuro, stiano lì a dimostrare proprio il contrario. Vedremo intanto se i suoi alleati 5S daranno il via libera definitivo ( mi sembra ci siano molti mal di pancia al riguardo) e poi io penso che questa cosa Lei se la sia trovata in mezzo ai piedi, portata avanti soprattutto da Zaia e Maroni ( che non sono proprio politicamente due suoi amici) e che non abbia potuto far altro che assecondarla. E’ ovvio però che rappresenti  un intralcio al suo progetto espansivo: quanti voti perderà la Lega al sud con questa riforma?! Quali saranno le Regioni del sud in grado di abbracciare una riforma simile?! Mi sembra infatti che vi sia una  contraddizione di fondo tra la posizione di forte tutela territoriale, che è stata la bandiera della lega lombarda e della liga veneta, e quella che ora contraddistingue il partito, più generalista ed assimilabile ad una tipica forza di destra nazionale in grado di assorbire in prospettiva quasi definitivamente gli altri tradizionali alleati di centrodestra.
La seconda. Lei vuole in Europa una alleanza dei paesi c.d. sovranisti, Ungheria in testa. E può andar bene se il nemico comune deve essere l’Europa, o almeno questa Europa. Ma poi, al di là della grande avversione ai burocrati europei, quale sarebbe l’agenda comune?
Quale sarebbe una possibile piattaforma programmatica  di una maggioranza di questo tipo? Ma soprattutto quali interessi italiani sarebbero potenzialmente condivisi da questa nuova ipotetica maggioranza politica europea? Lei in questi mesi nei confronti dell’Europa ha battuto soprattutto su due punti: nuove politiche  europee per una gestione più condivisa del fenomeno immigratorio ed una maggiore flessibilità nei conti economici interni. Quali di questi nuovi amici, secondo Lei, Salvini, potrebbe appoggiare questi interessi italiani? Io credo nessuno! Nessuno di questi paesi, presunti alleati, vorrebbe infatti un immigrato in più (neanche in fotografia) e sui conti mi sembra di capire che sarebbero molto più rigidi dei partners tradizionali (i paesi fondatori per intenderci). Basti ricordare le reazioni all’ultima legge di stabilità italiana e l’insistenza con cui, alcuni di questi paesi, hanno chiesto sanzioni per l’Italia.
Mi sono soffermato su due questioni che secondo me sono fondamentali: l’alterazione  della natura politica della Lega e il suo nuovo ruolo sovranista, perché mi sembrano le due questioni che potrebbero consentirci di capire dove si vuole portare il Paese. Certo, ce ne sarebbero anche altre, ma queste due sono importanti per comprendere il suo progetto politico e  perché rimane legato ad una alleanza che sembra essere per certi versi innaturale… a meno che… a meno che  l’obbiettivo sia diverso, sia internazionale, sia quello di mettere in difficoltà il mondo occidentale e minarne alcuni punti di riferimento.
C’è un fil rouge che mette insieme molti dei fatti politici avvenuti di recente e che lega la  Brexit alle scelte di politica estera di Trump, dazi compresi, ai gilet gialli, sorti in pochissimo tempo, al governo giallo verde che Lei continua a sostenere.
Mi sbaglio?! Non lo so. Certo, sono molto preoccupato. Mi piacerebbe,  infatti,  realmente capire perché nonostante il reddito di cittadinanza, l’avversione alle grandi opere, la scarsa attenzione alle esigenze delle imprese, la riduzione delle spese per investimenti, Lei stia ancora lì, avvinghiato a questa alleanza.
Ogni tanto fa la voce grossa, ma poi finisce sempre col cedere, come è successo ad esempio recentemente sull’introduzione di un quorum per il nuovo referendum consultivo, o prima,  sul taglio delle c.d. pensioni d’oro. Per quanto tempo ancora pensa che i sondaggi la premieranno? Quando gli  italiani cominceranno a porsi delle domande come le mie, o anche altre? Certo, l’assenza di una vera opposizione Le consentirà tempi più lunghi, ma alla fine, in mancanza di un vero chiarimento, il conto sarà presentato.

Fabio Gava




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