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Arresto del terrorista Battisti: da Zaia a Fedriga soddisfazione a Nordest

di Lucio Leonardelli*

“Giustizia è stata fatta: oggi finalmente si chiude la lunga latitanza di un criminale le cui azioni hanno macchiato di sangue innocente anche il Friuli Venezia Giulia. Un risultato importante, che offre alle vittime e ai loro familiari un risarcimento morale doveroso, sebbene mai sufficiente”.

Così Massimiliano Fedriga, governatore del Fvg, ha commentato l’arresto avvenuto in Bolivia di Cesare Battisti, il terrorista appartenente ai Proletari armati per il comunismo che era latitante dal 1981 quando riuscì ad evadere dall’Italia per rifugiarsi dapprima in Francia e successivamente in Brasile. Battisti arriverà in Italia lunedì alle 13.30. Soddisfazione anche da parte del  governatore Luca Zaia  che si è complimentato con il vicepremier Matteo Salvini e con le forze dell’Ordine italiane e straniere.

Dopo 37 anni, Battisti è stato fermato a Santa Cruz, in Bolivia, dove aveva cercato di far perdere le proprie tracce dopo che il nuovo governo brasiliano aveva spiccato un mandato di cattura nei suoi confronti. A eseguire il fermo, intorno alle 22 di sabato 12, ora italiana, è stata una squadra speciale dell’Interpol, composta da agenti boliviani, brasiliani e italiani.

Battisti, che deve scontare quattro ergastoli,  il 6 giugno del 1978, in via Spalato a Udine, con l’aiuto della complice Enrica Migliorati, Battisti uccise il maresciallo della Polizia penitenziaria Antonio Santoro mentre si stava recando al lavoro. L’omicidio venne rivendicato il giorno dopo dai PAC con una telefonata al quotidiano Messaggero Veneto.

Ad accusare Battisti fu Pietro Mutti, collaboratore di giustizia ed ex-appartenente ai PAC il quale testimoniò che i due attesero la vittima davanti all’uscio di casa fingendosi fidanzati poi, al sopraggiungere di Santoro, Battisti gli sparò alle spalle tre colpi di cui due mortali alla nuca.

“Ringrazio di cuore tutte le forze di polizia che hanno condotto con successo l’operazione e in particolare – ha detto ancora il Governatore del Friuli Venezia Giulia – il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini per la determinazione e la fermezza dimostrate in questa complessa partita internazionale”.

” L’arresto di Battisti è un atto che rende giustizia alle vittime e ai loro familiari e infonde una rinnovata fiducia nelle istituzioni e nella legalità” Così invecedichiarato dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin che ha definito l’arresto di Battisti “una notizia significativa per il Paese e la comunità regionale che, negli anni di piombo, fu duramente scossa da episodi cruenti, dettati da una violenza politica che puntava a distruggere e a destabilizzare.

“Tra questi – prosegue Zanin – l’assassinio del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, a Udine, nel giugno del ’78, vittima di un agguato perpetrato a nome e per conto del gruppo di Proletari armati per il comunismo. Un omicidio efferato per il quale venne condannato, perché riconosciuto esecutore materiale, proprio Cesare Battisti”.

E ha ricordato l’efferato omicidio di Santoro anche la parlamentare del Pd Debora Serracchiani, già alla guida della regione Fvg, la quale in una nota ha sottolineato che “per anni abbiamo chiesto e atteso la cattura del criminale che ha ancora sulle mani il sangue del maresciallo Santoro.

Vogliamo credere che sia venuta l’ora della giustizia, dopo che per quarant’anni Battisti ha esibito il suo sogghigno e il suo disprezzo impunito davanti alle famiglie delle vittime”.

La deputata, che a marzo di quest’anno aveva scritto all’allora presidente del Brasile Michel Temer, affinché si esprimesse per l’estradizione dell’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac), ha ribadito “il grande rilievo esemplare che, una volta incarcerato, assumerà il caso Battisti, per rispetto verso i familiari delle vittime e quale giusta chiusura di un caso giudiziario che ci teneva legati all’epoca della lotta armata”.

Soddisfazione per l’arresto di Battisti è stata espressa anche dal Governatore del Veneto Luca Zaia.

“ I miei complimenti – ha scritto nella sua pagina Fb – al vicepremier Matteo Salvini, a tutti gli uomini delle forze dell’ordine italiane e straniere, la Polizia di Stato, l’Interpol e l’AISE per la cattura del terrorista Battisti. Questa operazione adempie finalmente una sentenza definitiva e rende giustizia ai familiari delle vittime cui va il mio pensiero: Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Andrea Campagna e al veneziano Lino Sabbadin, orribilmente trucidato nella sua macelleria a Santa Maria di Sala nel 1979.
A un risultato così importante si arriva soltanto con volontà, determinazione e intelligenza investigativa. Qualcuno negli anni, prima di Matteo Salvini si era, diciamo così, distratto….

Avanti tutta ! Grazie Matteo!

“Dopo decenni la giustizia è vicina. Grazie al Presidente Jair Messias Bolsonaro e complimenti agli investigatori (anche italiani) e alla squadra speciale dell’Interpol per questa grande operazione”. Così invece si è espresso il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, vicesegretario federale della Lega, Lorenzo Fontana.

Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha infie rimarcato che”la storia di Cesare Battisti s’intreccia con quella del Veneto a Santa Maria di Sala il 16 febbraio del 1979 quando il terrorista fu tra i protagonisti dell’assassinio di Lino Sabbadin, militante del Movimento Sociale Italiano, colpevole, agli occhi del commando dei Proletari Armati per il comunismo, di essersi difeso nel corso di una rapina sparando e uccidendo uno dei rapinatori.”

“Ora a Battisti – ha aggiunto- spetta il ritorno in carcere per scontare la sua giusta pena. Non è una vittoria, perché dovrebbe essere la normalità il far scontare le pene a chi è giudicato colpevole, tuttavia il giorno è importante, perché dimostra che è sempre possibile rendere giustizia alle vittime: questa è la vera vittoria, l’affermazione della superiorità del Diritto rispetto alla violenza, alla brutalità, all’illegalità, al terrorismo”. essere stata sconfitta dalla forza del Diritto”.
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