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Giuseppe Zamberletti, “padre” della ricostruzione dopo il terremoto del 1976, nel ricordo delle istituzioni

di Lucio Leonardelli*

Commozione e cordoglio ha suscitato in Friuli Venezia Giulia la scomparsa avvenuta ieri all’età di 85 anni di Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione civile e, soprattutto, “padre” e protagonista dell’opera di ricostruzione dopo il disastroso terremoto che colpì la regione il 6 maggio 1976.

“Grazie per quello che hai fatto per la nostra terra, grazie per aver ridato speranza e futuro alla nostra gente”: così lo ricorda oggi il Governatore Massimiliano Fedriga aggiungendo che “ se il Friuli è uscito con grande slancio prospettico dal post terremoto del 1976 lo si deve anche all’opera di colui che, nelle vesti di commissario straordinario per l’imponente emergenza, seppe valutare capacità e determinazione di un territorio storicamente e culturalmente mai domo, delegando ai sindaci molte importanti competenze e coordinando al meglio quello che è ormai conosciuto e riconosciuto nel mondo come il Modello Friuli”.

“La nostra regione – conclude il governatore – sa apprezzare chi le fa del bene e non dimentica, tributando un saluto composto quanto sincero e riconoscente”.

“Ho perso un amico, un uomo – sottolinea invece Riccardo Riccardi, Vicegovernatore con delega alla Protezione civile – che ha sempre saputo darmi i giusti consigli con la sua spontaneità e semplicità”.

“Ci ha lasciati un grande amico – aggiunge -un uomo che per la nostra regione è stato una guida, un padre che con mano sicura ci ha condotti fuori dall’emergenza del terremoto del ’76. Se c’è un nome che a pronunciarlo mette d’accordo tutti è quello di Giuseppe Zamberletti”

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“Dobbiamo ricordare Zamberletti – ha continuato Riccardi – perché è stata sua l’intuizione e la volontà di creare il dipartimento nazionale della Protezione civile. In questo compito, accanto alla grande preparazione ed esperienza, ha saputo donare tutta la sua umanità diventando per migliaia di volontari di tutta Italia una guida e anche un amico, un maestro”.

“Zamberletti è l’icona, il simbolo stesso della Protezione Civile. Da oltre quarant’anni si scrive Zamberletti e si legge Protezione civile”. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si fa interprete del cordoglio dei volontari della Protezione civile e di tutti i veneti per la scomparsa di Giuseppe Zamberletti, il fondatore della Protezione civile in Italia. Primo commissario straordinario per l’emergenza in occasione del terremoto del Friuli del maggio 1976, quando il parlamentare che aveva firmato nel 1970 la prima legge nazionale sulla Protezione civile si trovò a ‘inventare’ e coordinare il prima sistema organizzato di soccorso e intervento nelle grandi calamità, Zamberletti ha legato per sempre il suo nome ai grandi terremoti che sconvolsero l’Italia (prima il Friuli e poi l’Irpinia nel 1980) e all’organizzazione moderna della macchina dei soccorsi e della ricostruzione. “Zamberletti fu un uomo di grande coraggio e lucidità – sottolinea Zaia – perché seppe fare dello slancio solidaristico una istituzione, coniugando il volontariato spontaneo con le regole e la disciplina di un corpo organizzato. Ha creato un modello, mutuato dai corpi municipali dei vigili del fuoco volontari, che si è rivelato un esempio moderno di efficienza e di efficacia, capace di interpretare la parte migliore del nostro senso civico e di appartenenza ad una comunità”.

“Per noi veneti, coinvolti così da vicino nella catastrofe del Friuli, Zamberletti resta un esempio di determinazione e di modernità, un uomo delle istituzioni capace di trasformarle dall’interno e dare allo Stato l’efficienza di una buona organizzazione ma soprattutto l’anima di una comunità vicina e solidale”.

“Nel momento del cordoglio gli rendiamo omaggio con un grazie speciale – conclude Zaia –  perché se oggi il Veneto dispone di un sistema organizzato di prim’ordine, che ha dato prova nelle grandi calamità locali e nazionale, di saper intervenire con prontezza e grande professionalità per salvare vite e mettere in sicurezza case, paesi e patrimoni culturali, lo dobbiamo alle intuizioni del commissario Zamberletti”.

A ricordare la figura di Zamberletti anche il Presidente del Consiglio regionale del FVG Pier Mauro Zanin che nell’esprimere il cordoglio suo e del Consiglio, sottolinea che “la morte di Giuseppe Zamberletti è quella innanzitutto di un amico e di uomo-guida del Friuli Venezia Giulia che ha condiviso con gli amministratori e le popolazioni del Friuli la pagina più difficile della storia di questa regione, dalle macerie del terremoto alla rinascita dell’intero territorio, coniugando grandezza politica e forza empatica. Con lui scompare l’ultimo grande protagonista e testimone di quegli anni e di quelle scelte, che con questa terra e la sua gente ha mantenuto sempre vivo un legame di affetto e partecipazione”

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Sergio Bolzonello, in qualità di capogruppo del Pd, esprimendo il proprio cordoglio e di tutto il gruppo consiliare regionale , rimarca che “il ricordo di Zamberletti rimarrà sempre vivo nelle nostre comunità, un uomo al quale il Friuli sarà sempre riconoscente”

“Non fu solo il padre della Protezione civile, ma fu per noi colui che guidò la rinascita di una terra ferita in maniera profonda – aggiunge Bolzonello – promettendo alla popolazione e ai sindaci che il Friuli sarebbe risorto grazie a un modello che ancora oggi viene guardato come esempio per uscire da profonde difficoltà. Chi visse quella tragedia e la ricostruzione può ricordare la passione, l’impegno, la capacita’ d’intervento e l’etica che caratterizzarono quel periodo. La gente del Friuli, le forze militari e civili, le istituzioni, tutti si mobilitarono con questo spirito del quale Zamberletti fu fulgido esempio.

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“L’Italia perde un vero servitore dello Stato, retto e capace nel suo agire, mite e determinato. Zamberletti lascia un esempio scolpito nelle molte opere che testimoniano il suo impegno per la salvaguardia del nostro Paese. Il Friuli Venezia Giulia conserverà sempre un ricordo affettuoso e riconoscente per quest’uomo con il quale non è mai venuto meno un legame anche umano”.

Così la deputata Debora Serracchiani (Pd), gia presidente della Regione, esprime il suo cordoglio   auspicando che “ non vada perduta  la memoria della profonda e cordiale umanità di Zamberletti, la sua continua disponibilità e generosa curiosità verso gli altri. Ho avuto la fortuna di conversare a lungo con lui in varie occasioni ricevendo sempre un arricchimento che andava oltre lo scambio delle idee. Questo – conclude – era un elemento sempre presente e percepibile in chi gli stava accanto”.

Nel rilevare che “se oggi possiamo parlare orgogliosamente di ‘modello’ lo dobbiamo anche e soprattutto alla intuizione di Zamberletti di adottare per la prima volta nel nostro Paese il metodo del decentramento amministrativo, attuato attraverso il coinvolgimento diretto dei sindaci dei Comuni colpiti dal sisma nella gestione dell’emergenza e nella successiva fase della ricostruzione” Pietro Fontanini sottolinea che “come friulano e sindaco di Udine non posso che esprimere un profondo dolore per la scomparsa di questo grande uomo, cui va la riconoscenza di tutto il Friuli e la cui memoria deve essere onorata estendendo il modello da lui delineato e attuato a tutto il nostro Paese”.

” Ti ricordo  con l’ammirazione e riconoscenza per tutto ciò che hai fatto per la rinascita di Gemona e del Friuli intero.  Noi, figli della ricostruzione, Te ne saremo sempre grati.

Mandi on. Giuseppe Zamberletti.” : così la gemonese Barbara Zilli, attuale assessore alle finanze della regione.


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