Zaia: “Autonomia è nella Costituzione e non toglie nulla al Sud”

“Siamo stupefatti che una parlamentare della Repubblica Italiana muova critiche alla Costituzione, che è la legge delle leggi, affermando che l’autonomia non va bene. Per la proprietà transitiva deduciamo quindi che la Costituzione non va bene. Noi invece non stiamo facendo altro che chiedere l’applicazione dell’art. 116, comma 3, della Costituzione che dice che possiamo avere 23 materie e noi le vogliamo.

Questo non significa né distruggere il Sud, né togliere risorse ad altri ma solo gestire le nostre risorse sul territorio”. E’ quanto replica il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alle dichiarazioni della senatrice del Movimento 5 Stelle Paola Nugnes sul tema dell’autonomia e sul divario Nord-Sud.”

“Possiamo dirci fortunati – ribatte Zaia – che lei non sia la voce ufficiale dei 5 Stelle. Chi li rappresenta, il vicepremier Di Maio, con correttezza sa di questo impegno e parla di autonomia. Ma se la sen. Nugnes continua ogni giorno a dire che l’autonomia provoca divari, o si trova probabilmente nel posto sbagliato, e quindi disconosce il contratto di governo, o peggio ancora non ha ben capito che cosa è scritto in Costituzione, perché è fuor di dubbio che oggi si vuole strumentalizzare la partita dell’autonomia facendo credere ai cittadini che sia l’origine di tutti i mali, ma non è così”.

“E’ un dato di fatto – aggiunge il presidente veneto – che il Sud abbia un’economia che non va bene e un sacco di altri guai. Ma di ciò non può incolpare l’autonomia del Nord, visto e considerato che il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna non ce l’hanno ancora. Per cui siamo di fronte ad una contraddizione che è palese”.

“Se questi comunque sono i toni – conclude Zaia – a questo punto rilancio la sfida alla sen. Nugnes: ci dica quel è la Costituzione che le va bene. Perché a tutt’oggi lei risponde alla legalità della Costituzione con l’illegalità delle sue contestazioni. Coerenza vorrebbe allora che lei mettesse nero su bianco come vorrebbe modificare la Costituzione. Così forse scopriremmo che ha in mente un modello di Stato che magari assomiglia di più ad una Repubblica centralista un po’ borbonica e complicata che ad una Repubblica federale, snella e rispettosa dei cittadini e delle loro esigenze”.


 

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