Buon compleanno al Passante di Mestre, inaugurato l’8 febbraio 2009, opera che ha rivoluzionato la viabilità del Nordest

di Lucio Leonardelli*

Era l’8 febbraio 2009 quando Silvio Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, e Giancarlo Galan quale Governatore del Veneto tagliarono il nastro di quella che era l’opera più attesa non solo nel NordEst ma dell’intero Paese. Trentadue chilometri che, di fatto, dopo quattro anni di lavoro, con l’incessante “controllo” di Silvano Vernizzi nelle vesti di Commissario Straordinario, diedero soluzione al “terribile” nodo di Mestre che, per le sue interminabili code, era diventato un vero e proprio incubo, anche sotto l’aspetto economico oltre che per il traffico.

Il Passante di Mestre, l’opera che ha davvero rivoluzionato la mobilità del Nordest, compie dunque 10 anni e quel giorno entrava ufficialmente in esercizio il tratto autostradale da Pianiga a Quarto d’Altino, che ha permesso di bypassare il vecchio tratto urbano della A4, poi ridenominata A57-Tangenziale di Mestre.

I benefici dell’opera sono evidenti: praticamente azzerati gli incolonnamenti, pressoché quotidiani, lungo il vecchio tratto urbano della A4, dimezzati i tempi di percorrenza, migliorato di gran lunga anche l’aspetto ambientale attorno al nodo di Mestre, con oltre 220 milioni di veicoli “tolti” dal tratto autostradale urbano in 10 anni.

Opera attesa e dallo sviluppo alquanto travagliato negli anni precedenti, della quale si parlava ancora molto tempo prima, dopo varie soluzioni ipotizzate tra cui il famoso “tunnel” dell’ex ministro Lunardi, il Passante di Mestre, l’unica realizzazione concretizzatasi nell’ambito della Legge Obiettivo voluta dal Governo Berlusconi, il Passante di Mestre si sviluppa attraverso 9 tratti in trincea, 8 gallerie artificiali e 4 viadotti, attraversando due province (Venezia e Treviso) e 12 comuni.

È stato aperto al traffico l’8 febbraio 2009 e gestito fin dal primo giorno da CAV-Concessioni Autostradali Venete, S.p.A. costituita per legge circa un anno prima, il 1° marzo 2008, da Anas S.p.A. e Regione Veneto.

Pochi giorni dopo l’entrata in esercizio, il 18 febbraio 2009, è diventato operativo il casello di Preganziol, il 14 luglio dello stesso anno ha aperto quello di Spinea, mentre quello di Martellago-Scorzè è stato aperto al traffico il 1° aprile 2015. Alle tre stazioni intermedie si aggiungono le due interconnessioni alle estremità con la A57-Tangenziale di Mestre e quella, aperta il 24 maggio 2009, con la A27.

Secondo quanto comunicato da CAV,  nell’ultimo anno di esercizio, il 2018, il Passante di Mestre ha registrato25.821.204 transiti di veicoli (18.380.564 leggeri, 7.440.640 pesanti), con una media di circa 71.000 veicoli al giorno, di cui più di 20.000 pesanti: una mole di traffico consistente che, in assenza dell’opera, avrebbe gravato sul vecchio tratto urbano della A4 e quindi sul nodo di Mestre.

“Il dato – si sottolinea da parte di CAV – naturalmente va inquadrato nel periodo storico attuale, che vede da qualche anno un aumento generalizzato del traffico, frutto anche della ripresa economica, tenendo presente che la congiuntura è iniziata più o meno contestualmente all’apertura dell’opera.”

Dal giorno dell’apertura al 31 dicembre scorso sono stati 220.196.815 i veicoli che hanno percorso il Passante nelle due carreggiate.

Significativo, in questo decennio, è il beneficio apportato dalla nuova infrastruttura al territorio anche in termini di drenaggio del traffico dalla viabilità ordinaria. A tale riguardo CAV fa presente che i movimenti di stazione attorno ai tre caselli aperti lungo il tracciato risultano più che raddoppiati dal 2009 al 2018.

Lo scorso anno i movimenti di traffico totali attorno alle stazioni di Preganziol, Martellago-Scorzè e Spinea hanno segnato l’apice con 7.624.940 veicoli in entrata e uscita, contro i 5.697.447 registrati nel 2015, primo anno di contestuale apertura di tutti e tre i caselli del Passante.

«I dati sui flussi di traffico – afferma la presidente di CAV Luisa Serato – mostrano chiaramente come quella del Passante di Mestre sia una sfida vinta e gli effetti positivi per il territorio siano sotto gli occhi di tutti. Non si tratta però solamente di tracciare un bilancio dei 10 anni trascorsi: la sfida, da qui in avanti, è implementare l’opera di mitigazione ambientale del Passante, che inevitabilmente ha segnato i territori attraversati.

Per farlo – aggiunge la Presidente – stiamo approntando la miglior soluzione tecnico-giuridica che ci permetta di realizzare il Passante Verde 2.0: un progetto ambizioso che è molto più di una fascia boscata e che prevede la nascita di un polmone verde diffuso lungo tutto il tracciato, primo esempio di autostrada green in Italia».

Finora, lungo il Passante, sono stati realizzati circa 128 ettari di aree verdi, con la messa a dimora di 15 mila arbusti e 34 mila alberature. L’obiettivo ora è coinvolgere i territori e i proprietari dei terreni per renderli partecipi della fase 2 del progetto.

«L’obiettivo – conclude Serato – è quello di dimostrare che le opere volute e condivise si possono trasformare in benefici, non solo economici, per l’intera collettività».


IMG-20180515-WA0026-1*Giornalista

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