Acqua, ma sai cosa bevi? Del sindaco o in bottiglia ecco come e quanta berne

di Stefano Chiaramonte*

“Chiare, fresche, dolci acque/ ove le belle membra pose/ colei che sola a me par donna…” cantava il Petrarca. Probabilmente Donna Laura era bellissima e sanissima (o forse questa era l’impressione che ne aveva il Poeta) e le bastava immergersi nell’acqua delle fonti di Valchiusa per esaltare la sua bellezza.

Oggi, potendone anche bere un bel bicchiere, avrebbe la possibilità di ottenere tutta una serie di miracolosi effetti che la pubblicità delle acque minerali ci illustra in maniera incessante, quotidiana.

“Le acque della salute”, “L’acqua che ti aiuta a sentirti giovane”, “Più sana e più bella” recitano alcuni degli spot più famosi.  Ma sarà poi vero?

Domanda ricorrente: “Dottore, quanta acqua bisognerebbe bere ogni giorno?” Proviamo a fare due conti e la risposta viene da se’. Il nostro corpo è composto per circa il 60% di acqua che tradotto in numeri significa circa 42 litri per un soggetto di 70 Kg. Un apporto di due litri di acqua al giorno rappresenta meno del 5% della quantità totale dell’acqua corporea. Un contributo al ricambio idrico veramente insignificante!

Per nostra fortuna il Creatore ci ha regalato lo stimolo della sete. Trattasi di una risposta fisiologica ad un impulso che parte da alcuni chemiocettori che si trovano sulla parete della carotide e che leggono la composizione chimica del sangue. Quando la concentrazione di alcuni sali supera un certo valore soglia parte un segnale al cervello e percepiamo lo stimolo della sete che ci induce a bere per ripristinare la giusta concentrazione del sangue. Questo è il meccanismo automatico che regola il giusto stato di idratazione del nostro corpo. Inoltre, le persone bevono indipendentemente dalla sete, per il piacere di bere una bibita, una bevanda calda, da soli o in compagnia ed a questo si deve aggiungere l’apporto di liquidi con i cibi. Ne deriva che, in presenza di libero accesso all’acqua, una condizione di disidratazione, al di fuori di situazioni di patologia o di momenti di attività fisica prolungata in ambienti tanto caldi, è veramente difficile da realizzarsi. Tutte quelle persone che portano sempre con sé una bottiglietta d’acqua in viaggio, per strada, nell’ambiente di lavoro e ne bevono continuamente piccoli sorsi pensando di “idratarsi” sono… un po’ ridicole.

Recita la pubblicità “Aiuta ad eliminare liquidi in eccesso e tossine”, “Puliti dentro e belli fuori”, “Aiuta a depurare l’organismo dalle scorie”.

I reni sono i veri depuratori del nostro corpo! Per la precisione, i reni filtrano normalmente da 80 a 120 millilitri di sangue ogni minuto (in rapporto alla taglia di una persona) che tradotto in numeri significa una quantità di 120 – 170 litri di sangue che ogni santo giorno viene filtrato e di cui oltre il 98 % viene riassorbito lungo i tubuli renali per arrivare a produrre il volume finale di urina. In questo percorso lungo i tubuli renali avviene la regolazione del bilancio biochimico dell’organismo mediante processi di attivo riassorbimento e secrezione di varie sostanze (sodio, potassio, calcio, ecc). Come si può pensare che l’acqua che beviamo, seppur in abbondante quantità, possa influire sul bilancio dei liquidi e possa concorrere alla depurazione dell’organismo?

Eppure, imperversano messaggi pubblicitari del tipo “L’acqua che elimina l’acqua” “Più acqua, meno chili” che hanno un forte impatto e purtroppo riescono a suggestionare tante persone ma sono delle vere bufale che però continuano a girare perché non esiste un efficace Organismo di Controllo in grado di bloccarle.

Possiamo allora trarre delle conclusioni con un solido fondamento scientifico.

Non esiste una quantità giornaliera ottimale di acqua da bere: troppi fattori vanno considerati fra cui il clima, la temperatura, le abitudini alimentari, l’attività fisica. Bere abbondantemente non deve essere un obbligo ma un piacere, assecondando comunque lo stimolo della sete. Di conseguenza il volume della diuresi giornaliera è il risultato del bilancio fra entrate (acqua e cibi) ed uscite (diuresi, sudorazione, perdite respiratorie) ed il miglior indicatore clinico dello stato di idratazione resta il monitoraggio regolare del peso corporeo. Le uniche reali indicazioni ad un abbondante apporto liquido sono rappresentate dalle infezioni recidivanti delle basse vie urinarie e, non sempre, la calcolosi renale.

Non esiste alcuna controindicazione all’acqua con le bollicine. Non è dannosa, non fa male ai bambini, non blocca la digestione. La terminologia “addizionata di CO2” non significa OGM.

Non esiste un’acqua migliore delle altre. Le concentrazioni dei Sali nelle varie acque, in particolare i più citati calcio e sodio hanno valori sostanzialmente non molto differenti e che sono compresi entro una finestra di valori abbastanza stretta, al punto che bisognerebbe bere una damigiana di acqua prima di ottenere un carico di Sali clinicamente significativo.

Non esiste una reale giustificazione a preferire l’acqua minerale rispetto a quella del rubinetto (detta anche “acqua del Sindaco”). E’ vero che talvolta l’acqua del rubinetto è eccessivamente clorata, con sapori e colori strani ma questo è un problema dovuto alla rete di distribuzione gestita dalle Aziende municipalizzate che non ha niente a che vedere con la qualità dell’acqua in generale. La maggioranza degli italiani considera migliore quella in bottiglia attribuendole proprietà medicamentose o temendo problemi di inquinamento della falda ma questo non è giustificato.

Una bellissima showgirl ammicca sorridente “stimola la diuresi e mi fa fare tanta plin plin”.  Ai suoi tempi sicuramente il Petrarca avrà apprezzato in Donna Laura oltre alla bellezza anche il pudore e la riservatezza…


IMG_7430* Nefrologo – Coordinatore del Programma di Prevenzione del Rischio Cardiovascolare

 

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