In 3 anni più risorse per il FVG nell’intesa tra Stato e Regione: l’annuncio di Fedriga

(LL) – “Se chiuderemo questo accordo, pagheremo, rispetto ai primi tre anni di giunta Pd-Serracchiani, 834 milioni di euro in meno allo Stato tra il 2019-21, che vuol dire più risorse da trattenere per i nostri cittadini. Questa è una vera battaglia di autonomia”.

Lo ha detto in Consiglio regionale il Governatore del Fvg Massimiliano Fedriga intervenuto in merito allo stato di avanzamento delle trattative per il rinnovo degli accordi finanziari tra il Friuli Venezia Giulia e Roma.

“Si tratta di un  risultato importante – ha sottolineato Fedriga – che abbiamo raggiunto lavorando su tre fronti: la parte corrente, che consentirà alla Regione di trattenere ulteriori 260 milioni di qui al 2021, la quota in conto capitale, che produrrà investimenti sul triennio pari a 190 milioni, e il blocco del rinnovo di ulteriori contributi per un ammontare annuo di circa 144 milioni.”

Il contributo di finanza pubblica scende dunque, dagli 858 milioni di euro previsti per il 2018, a 671 milioni sul prossimo biennio che, nel 2021, si ridurranno ulteriormente fino a toccare quota 596 milioni.

“In sostanza – ha spiegato il Governatore – i nuovi accordi con l’Esecutivo garantiranno alla Regione, nel prossimo triennio, un risparmio del 30% rispetto a quanto corrispondevamo a Roma nel medesimo arco di mandato di Serracchiani: soldi che potranno essere impiegati per rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze di cittadini e imprese del territorio.”

Oltre che di una parte finanziaria, l’intesa si compone di una ordinamentale che prevede, nelle parole di Fedriga, “l’attribuzione di competenze tributarie al Friuli Venezia Giulia sugli immobili, l’apertura della concertazione per riportare in capo alla Regione il trattenimento dei 9/10 sull’Iva e il blocco consensuale di iniziative unilaterali sull’incremento dei contributi alla finanza pubblica.

Elementi chiave – secondo il Governatore – per potenziare la nostra specialità. “In attesa di ricevere dal Consiglio il mandato per chiudere gli accordi, il governatore ha voluto infine porre l’accento sul lavoro svolto dall’assessore Barbara Zilli e dalla Direzione Finanze “che hanno contribuito – ha concluso – al raggiungimento di un traguardo storico per la nostra regione”.

“Per il Friuli Venezia Giulia – ha commentato il Presidente del Consiglio regionale Pier Mauro Zanin –  la partita fondamentale si gioca adesso. Le risorse frutto della rinegoziazione del Patto Stato Regione, di cui ci ha riferito il governatore Fedriga in Aula, dovranno essere orientate prioritariamente per attivare politiche di sviluppo capaci di creare lavoro e occupazione”.
“I dati sul mercato del lavoro elaborati e diffusi dall’ufficio studi di Confindustria Udine – ha proseguito Zanin – prospettano una situazione ancora critica che desta allarme e preoccupazione e alla quale occorre porre rimedio, in tempi rapidi, con interventi e misure mirate”.
“L’amministrazione regionale in questa legislatura ha già prodotto prime azioni significative, finalizzate a riavviare un circolo virtuoso per l’economia regionale, come l’esenzione Irap per le zone montane e lo stanziamento di 330 milioni di euro per investimenti pubblici e infrastrutture”.
“Occorre proseguire in questa direzione – ha concluso Zanin – : avviare politiche positive d’incentivazione all’insediamento di nuove imprenditorialità e facilitare la crescita e lo sviluppo di quelle già esistenti per combattere il rischio di recessione e la flessione dei posti di lavoro. Un cammino impegnativo che, anche grazie alla rinegoziazione degli accordi con lo Stato, può poggiare su migliori e più sicure risorse finanziarie”.

Critico sulle dichiarazioni del Governatore il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli. “Il dato di fatto – ha detto in una nota –  è che il Patto con lo Stato non c’è. Fedriga ha fatto lo show ed ha presentato al Consiglio regionale una tabellina di numeri traballanti. A novembre era tutto fatto ora arriviamo ultimi dopo tutte le Regioni speciali ed anche quelle ordinarie che hanno trattative avanzate con lo Stato per ottenere più autonomia, più risorse e più competenze”.


 

Rispondi