Mostre. I Ciardi a Conegliano e altre novità d’arte tra Venezia e Mestre

di Maurizio Cerruti*
In attesa delle inaugurazioni di primavera il panorama delle mostre d’arte in Veneto di quest’anno si arricchisce con una serie di nuove aperture,  movimentando la mezza stagione invernale che solitamente si presenta piuttosto piatta.

Mentre a Palazzo dei Diamanti la Ferrara la grande mostra su “Boldini e la Moda” (fino al 2 giugno 2019) riconferma la città estense come centro espositivo di prima grandezza a livello nazionale, la contemporanea apertura a Conegliano de “I Ciardi viaggiatori in Europa, paesaggi e giardini” (16 febbraio – 23 giugno 2019)  rilancia la città veneta pedemontana come un’importante meta culturale oltre che paesaggistica ed enogastronomica.
 I tre Ciardi pittori – il padre Guglielmo e i figli Emma e Beppe – sono infatti riuniti per la prima volta nella mostra di Palazzo Sarcinelli dedicata alle due generazioni di pittori veneziani che con le loro languide vedute e i teneri scorci hanno contribuito a far crescere il mito romantico di Venezia a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. La sessantina di tele dei tre artisti non rappresentano se non marginalmente il tipico repertorio di genere, a cominciare dai palazzi riflessi nei canali e le vele in laguna, che permise ai Ciardi, pur con diverse fortune e fama, di rimanere sulla cresta dell’onda per oltre mezzo secolo. L’oggetto principale della mostra i “Paesaggi  e giardini”, sono dunque le vedute bucoliche di montagne, corsi d’acqua, prati,  boschi e armenti.
DAL MARE AI MONTI. Nelle tre sezioni, doverosamente in principio sta Guglielmo (Venezia 1842-1917) decisamente il più celebre dei tre, che rinunciò agli studi di notaio voluti dal padre per dedicarsi totalmente all’amata pittura, soprattutto a quella “en plein air”, come si usava all’epoca. Studi classici (Accademia di Belle Arti di Venezia), “immersione nell’Arno” nell’ambiente dei Macchiaioli, soggiorni di studio a Roma e a Napoli: un avvio perfetto per una carriera di pittore – e poi di accademico della pittura – attento alle novità (in primis agli Impressionisti francesi) ma ancorato alla tradizione vedutista veneziana e delle campagne venete, a cui rimane fedele per tutta la vita. Guglielmo “scopre” le Dolomiti come soggetto piuttosto tardi, 43enne, ma da allora non le abbandona più: prima l’Agordino, poi Fiera di Primiero, San Martino di Castrozza, il Grappa, Asiago, il Cadore, la Carnia. Il legame è cementato dall’acquisto di una casa a Canove di Roana sull’Altipiano.
EMMA PREDILETTA. Guglielmo non incoraggia le tendenze artistiche dei quattro figli  ma due di loro  vogliono seguire le orme del papà.  Emma (Venezia 1879-1933) la prediletta, finisce presto per inserirsi nell’alveo della tradizione veneziana che riporta a Carlevarijs, a Canaletto e a Guardi.  Lontano dunque dai fermenti artistici che rivoluzionano gli anni del primo Novecento. D’altra parte, sotto la scuola del padre e con un cognome come il suo, per di più vivendo in una città come Venezia già allora congelata nel proprio mito, cos’altro poteva fare, Emma, se non soddisfare le richieste di una committenza internazionale interessata appunto alle immagini – senza offesa – ” da cartolina”? Appassionata viaggiatrice – ritrattista di città e di campagne – è un’artigiana del pennello attenta “ai schei” e infaticabile. Vive per la pittura, parla in veneziano schietto ma al tempo stesso è poliglotta, sensibile al colore, attenta ai dettagli delle scene. Ama più di ogni altra cosa la propria pittura e lavora sulle tele senza quasi pensare ad altro. Crea così un profluvio di immagini idealizzate di campielli, giochi di luce e ombra, di riflessi sull’acqua, di cieli striati di nuvole, della sua amata Venezia ma anche di molte altre città, delle campagne venete e dei pascoli dolomitici; vedute che oggi arricchiscono collezioni private e musei di mezzo mondo.
BEPPE RISCOPERTO. Il meno celebrato dei tre ma per questo forse il più interessante della mostra, è Beppe Ciardi (Venezia 1875, Treviso 1932). Allievo all’Accademia di un altro grande dell’Ottocento veneziano, Ettore Tito, fa esattamente quello che fanno il padre Guglielmo e la sorella minore Emma: si dedica a vedute e paesaggi. Ha una produzione vastissima e un’ottima mano, penalizzata però dal fatto di non schiodarsi più di tanto dalla lezione del passato. Un pittore del Novecento che dipinge come nell’Ottocento è stato detto di lui ingenerosamente; i critici oggi vedono però in varie sue opere elementi di modernità e interessanti aperture al Simbolismo nordico. Il curatore della mostra, con Lugato e Zampieri,  Giandomenico Romanelli sottolinea le “radicali novità che i Ciardi – soprattutto Guglielmo – introducono in questo genere pittorico: la luce declinata in tutte le possibili atmosfere, la presenza palpitante della natura nelle piante, nei campi, nelle messi, nelle distese di erica; le montagne maestose e scabre colte nella luce azzurra dell’alba o in quella aranciata dei tramonti; i filari, i covoni, i fiumi, gli acquitrini”.
INFO. “I Ciardi, paesaggi e giardini” dal 16 febbraio al 23 giugno 2019 a Conegliano, Palazzo Sarcinelli (via 20 Settembre 132). Biglietti;  Intero € 11, Ridotto € 8,50 (studenti, over 65 anni, convenzioni. Telefono:  0438 1932123. Orari: martedì-venerdi 9-18, sabato e domenica 10-19. Chiuso il lunedì.
thumbnail_Campigli, Amazzoni
CA’ PESARO PIU’ RICCA. La Galleria d’Arte moderna di Ca’ Pesaro a Venezia si è arricchita di 32 opere di sei giganti dell’arte italiana del Novecento: Massimo Campigli, Carlo Carrà, Giacomo Manzù, Ottone Rosai, Scipione e Mario Sironi. Grazie ad un comodato a lungo termine, il museo affacciato sul Canal Gande (fermata San Stae, vaporetto linea 1)  può esibire al pubblico una serie di preziose opere che hanno fatto parte delle collezioni della scrittrice Margherita Sarfatti, di critici d’arte, industriali ed editori come Pietro Vallecchi,  Raffaele Carrieri,  Rino Valdameri, Alberto Della Ragione, Pietro Feroldi,  Carlo De Angeli, Giampiero Giani e Gianni Mattioli.
GIOVANISSIMI ALL’M9. Dal 9 febbraio al 23 marzo 2019 la Galleria Massimodeluca presenta una quindicina di tele di pittori Under 20 nei nuovi spazi nel Distretto del museo M9, nel centro di Mestre. Il titolo è  “Senza tema”, un progetto espositivo dedicato ad artisti esordienti   curato da Daniele Capra. Si tratta per lo più di opere figurative realizzate dai giovanissimi artisti Francesco Cima, Jingge Dong, Nicola Facchini, Margherita Mezzetti, Carolina Pozzi e Paolo Pretolani, che stanno frequentando o hanno frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia; sono stati invitati alla mostra dal curatore su consiglio di tre colleghi già attivi e riconosciuti, Thomas Braida, Nemanja Cvijanovic e Nebojša Despotovic, che in loro vedono grandi potenzialità.
ATTIMI A MESTRE. E’ intitolata “Attimi” l’ultima mostra di pittura di Massimo Cerruti, artista di Treviso celebre per i nudi di ragazze ritratti con sintetiche pennellate nere su tele con sfondi completamente bianchi. La rassegna di una quindicina di opere è esposta presso Dining Room sotto i portici di via Torre Belgredo 110 nel centro storico di Mestre, dal 15 febbraio al 29 aprile 2019.
CaSagredo
ARTE A CA’ SAGREDO. Sei artisti selezionati da Fabbrica di Lampadine hanno realizzato altrettante opere ispirate a Ca’ Sagredo, il palazzo sul Canal Grande che li ha ospitati e dove hanno potuto trarre ispirazione dagli ambienti storici e artistici e dall’atmosfera magica dell’antica dimora nobiliare, oggi hotel, nei pressi della Ca’ d’Oro. Sempre a Ca’ Sagredo dal 22 febbraio al 5 marzo, per tutto il Carnevale 2019 di Venezia, mostra fotografica, di costumi e di gioielli a cura di Alessio Benetti: un percorso per immagini attraverso 38 anni di moda, arte e costume. Benetti, artista del gioiello di moda, si è formato presso l’atelier di costumi veneziani della madre Giuliana Bertoldini, pioniera del costume storico veneziano. Al pianterreno, apre la rassegna un abito decorato con un volo di farfalle argentate indossato da artisti e celerità nelle sontuose feste di Venezia.
Nelle foto: Guglielmo Ciardi, 1894, il monte Sorapis

“Amazzoni” di Massimo Campigli a Ca’ Pesaro
La mostra di Benetti a Ca’ Sagredo

thumbnail_M-Cerruti-3*Giornalista

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