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Gemona del Friuli ricorda Zamberletti ad un mese dalla sua scomparsa

di Lucio Leonardelli*

A un mese dalla sua morte,  a Gemona, città simbolo del terremoto che colpì la regione il 6 maggio 1976, ancora una volta il Friuli Venezia Giulia ha commemorato con affetto e riconoscenza la figura di Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per il coordinamento dei soccorsi e cittadino onorario di Gemona, mancato lo scorso 26 gennaio all’età di 85 anni.

La commemorazione è avvenuta con una cerimonia religiosa e civile a cui sono stati invitati tutti i sindaci e i referenti della Protezione civile, rappresentata al suo massimo vertice dal capo dipartimento nazionale Angelo Borrelli.

“Questa sera – ha sottolineato nel suo intervento Massimiliano Fedriga – voglio ringraziare Giuseppe Zamberletti, ma anche il Friuli e friulani per quello che hanno fatto e continuano a fare, per quello che hanno dimostrato alla regione e a tutto il Paese e come governatore ne sono orgoglioso e grato”.

“Molto è stato ricordato anche stasera di Giuseppe Zamberletti ma io vorrei soffermarmi su un passaggio che ritengo fondamentale”, ha detto Fedriga sottolineando un tratto dell’agire di Zamberletti, ovvero quello che lo portava sempre a condividere ogni decisione e ogni azioni assieme ai sindaci e al territorio.

“Questa è la testimonianza che non esiste un eroe ma il percorso fatto assieme a tante persone normali che con il sudore in fronte, il sangue e le lacrime in viso, si sono rimboccate le maniche e hanno ridato speranza e futuro a questa terra.

Sono certo – ha affermato il Governatore, ricevendo un applauso scrosciante – che Zamberletti ha sempre ringraziato per quello che il Friuli gli ha dato, per la risposta che avuto in qualità di commissario: la migliore persona del mondo non avrebbe potuto avere successo senza la gente che ha saputo reagire e rimettersi in piedi”.

Il Governatore ha individuato in “questo incontro tra un popolo e un commissario che ha saputo intrepretare il suo ruolo” la formula del successo che ha permesso di creare un modello di ricostruzione riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Ringraziando il capo dipartimento nazionale della Protezione civile Borrelli “per esserci vicino anche oggi nei momenti difficili causati dal maltempo che ha afflitto queste terre negli scorsi mesi” e l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzoccato per aver colto nella sua omelia “quello che la nostra gente ha vissuto”, Fedriga ha concluso il suo intervento rivolgendosi proprio alla comunità.

“Quando vi guardo in faccia, quando osservo i marciapiedi, le pietre e le case ricostruite mi chiedo se sono all’altezza di tutto quello che ci ha preceduto: questo interrogativo mi fa mettere in gioco ogni giorno per dare il meglio. Grazie Zamberletti, grazie Friuli”.

Promossa dalla Regione, dal Comune di Gemona, in collaborazione con la Protezione civile regionale e con le Associazioni dei Comuni terremotati e sindaci della Ricostruzione e dei Consiglieri regionali, la cerimonia civile è seguita alla Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Udine con i parroci delle comunità colpite dal terremoto del ’76.

Nell’omelia Mazzoccato ha definito Zamberletti “appassionato e intelligente protagonista della ricostruzione”, in cui erano ravvisabili non solo i tratti di un funzionario abile nell’organizzare ma anche quelli di “un buon samaritano, capace di ascoltare la voce più flebile, quella dei più deboli”.

Riconoscenza e gratitudine sono stati tributati a Zamberletti in tutti gli interventi, intervallati dai canti del coro dell’Ana di Gemona: il sindaco Roberto Revelant, Roberto Dominici in rappresentanza dell’associazione dei consiglieri regionali, Franceschino Barazzutti dell’associazione “Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli”, il vicegovernatore con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi e il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin.

“È difficile ricordare Zamberletti a Gemona, nella città in cui lui si sentiva ormai di casa e farlo in modo inedito”, ha esordito Riccardi, inquadrando il ricordo “di uomo che ha segnato la storia di questa terra e che ha dimostrato che una speranza ti può condurre a un risultato”.

La cultura della prevenzione come eredità su cui imperniare l’attività della Protezione civile è stata al centro anche dell’intervento di Borrelli, che ha ricordato “il legame di Zamberletti con questo popolo”, la sua umanità e umiltà unica al mondo.

“Ho condiviso fino all’ultimo con lui il progetto della prevenzione, l’attenzione alla seconda fase della ricostruzione, quella successiva ai soccorsi, quella per le soluzioni abitative di emergenza”, indicando come modello quello di “un ufficio centrale che possa intervenire con pieni poteri, composto non da burocrati ma da volenterosi che sentano il senso della responsabilità”.


IMG-20180515-WA0026-1      *Giornalista

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