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Michielli (Confturismo veneto) “Unico settore in crescita, ora il codice delle strutture”

Turismo in Veneto: il presidente regionale di Confturismo e di Federalberghi esprime soddisfazione per risultati del 2018, illustrati oggi dall’assessore regionale al Turismo Federico Caner. “Quello passato è un anno che ha visto molti settori economici entrare in crisi, mentre il turismo ha tenuto, e in diversi casi ha continuato a crescere, confermando il primato del Veneto a livello nazionale i questo settore con una sostanziale tenuta su un anno straordinario qual è stato il 2017”, afferma Michielli.

“Nel dettaglio spicca il ‘tondo’ +5% delle città d’arte, mentre si registra, purtroppo, una leggera flessione nel settore termale, dopo qualche anno in cui sembrava essersi ripreso. Le performance del lago e della montagna, invece, sono sostanzialmente in linea con quelle dell’anno precedente. Unica criticità, abbondantemente prevista, riguarda il mare: prima o poi – spiega Michielli –  la situazione nei Paesi nordafricani (Egitto in testa) e in Turchia si sarebbe quietata (cosa che è avvenuta), con conseguenze sul piano competitivo che auspichiamo non vengano ulteriormente amplificate nel corso del 2019”.

In termini di presenze negli hotel, i dati della Regione confermano la costante crescita negli alberghi a 4 e 5 stelle, un leggero calo in quelli a 3 stelle e una diminuzione più marcata negli alberghi a 1 o 2 stelle (-3%), evidenziando un trend che ormai è avviato da 15 anni.

Tra le ragioni della flessione in queste ultime categorie, Federalberghi Veneto individua il proliferare di quelle strutture ricettive extra-alberghiere che in diversi casi operano nell’ombra, e per le quali il presidente Michielli invoca una sollecita approvazione da parte della VI Commissione regionale del cosiddetto codice identificativo degli appartamenti in locazione turistica, così da porre un argine al dilagare dell’abusivismo e garantire un sistema di accoglienza che operi nel rispetto delle regole.

“Se questo codice fosse già stato adottato – spiega il presidente di Federalberghi Veneto –  molto probabilmente i numeri complessivi emersi oggi dallo studio della Regione potrebbero addirittura raddoppiare. Non lo dico sulla base di calcoli cabalistici, ma sui dati raccolti dalla stessa Federalberghi a livello nazionale e territoriale, e dai principali istituti universitari specializzati in turismo”.


 

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