Una mostra Preziosa, Peters al museo del gioiello di Vicenza

di Gigi Fincato*

Un’occasione davvero Preziosa, quella che offre lo Spazio Off del museo del Gioiello di Vicenza, all’interno della basilica palladiana: fino al prossimo 22 settembre la prestigiosa sede espositiva di piazza dei Signori, ospita infatti una retrospettiva di Ruudt Peters, uno dei più apprezzati designer del gioiello contemporaneo mondiale. L’artista olandese, dopo aver frequentato l’accademia di Amsterdam, è stato docente (anche in Italia, a Firenze) ed ha esposto nelle più prestigiose gallerie del mondo.

Non tutte le sue creazioni sono da indossare, i suoi sono spesso gioielli concettuali. Colpisce l’utilizzo inconsueto di materiali preziosi come l’oro o l’argento, ma anche comuni come legno, metalli e plastica, come pure parti di oggetti da lavoro o addirittura palline da ping-pong ed il mostrare attraverso i gioielli creati la sua curiosità verso religione, filosofia ad alchimia.

Ruudt Peters, intanto come mai la mostra si intitola Bron, cioè fonte in olandese?

Bron è una parola olandese molto bella perchè rimanda all’origine delle cose, da dove queste vengono fuori e quindi analogamente questa è l’origine dei miei gioelli.

Questa è la sua prima retrospettiva in Italia, ci può raccontare brevemente il percorso che l’ha portata fin qui a Vicenza?

Ho iniziato questo percorso dal 1973 con un bracciale in alluminio e gomma. Può essere interessante sapere che ai tempi la scuola olandese vietava tassativamente per il gioiello concettuale i metalli preziosi come l’oro e i diamanti. Quindi nei miei inizi l’indossabilità era un parametro fondamentale al pari dei materiali. Un decennio successivo al bracciale ho invece deciso di dedicare la mia ricerca dall’astrazione del bracciale al gioiello inteso come qualche cosa di molto personale. Sono infatti convinto che il gioiello debba esprimere l’amore, la passione, l’energia. Ed ecco allora che nel decennio successivo c’è stato il periodo di oggetti come l’uovo rivestito con grafite ed è molto interessante, perchè quando abbracci qualcuno, il pendente scompare.

Per quanto riguarda invece il suo lavoro ai giorni nostri?   

La mia ricerca nel presente ci riporta sorprendentemente all’oro, a questo materiale straordinario, che deriva da oggetti fatti in precedenza e la principale ispirazione viene dai Buddha, soprattutto nella cultura asiatica e thailandese, dove vengono adorati rivestendoli giorno dopo giorno di una patina di pigmento ed è quello che voglio fare con i miei pezzi, rivestire strato dopo strato di quest’oro prezioso di scaglie il mio lavoro, fino a farlo scomparire.

Péeters Bron

Qual è l’importanza economica del suo lavoro, avendo a che fare materiali e lavorazioni così preziose?

Per me i materiali non sono importanti, c’è una totale estraniazione rispetto al valore del materiale, diamanti o oro che sia, ma la preziosità è data dal concetto, quindi da qui un gioiello concettuale, perchè la vera preziosità giace nel concetto del gioiello; poi ci sono certo alcuni pezzi, come i più recenti, dove c’è l’oro, ma soltanto perchè il materiale prezioso è strumentale alla dimostrazione che voglio raccontare, laddove invece in moltissimi altri gioielli c’è plastica, gomma e materiali non preziosi.

E come ha spiegato la direttrice del Museo del Gioiello, Alba Cappellieri, una delle ragioni per le quali si è voluto organizzare la retrospettiva di Peters a Vicenza è proprio per raccontare, accanto al valore materiale dei metalli preziosi, anche quello straordinario delle idee e dei concetti di un grande maestro concettuale.

Contemporaneamente alla personale di Peters, portata a Vicenza da Italian Exhibition Group, che promuove gli eventi legati a VicenzaOro, ed ospitata al piano terra degli spazi museali, al primo piano è visibile la terza edizione della mostra temporanea del Museo del Gioiello, che presenta un affascinante excursus nella gioielleria, da quella più classica alla contemporanea. Per entrambe gli orari per il pubblico sono dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 ed il sabato e la domenica dalle 11 alle 19.

Info: museodelgioiello.it e tel.0444320799.


gigi fincato*Giornalista

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