Header Ad

Most Viewed

Come è difficile dire basta alle bionde. Smettere di fumare in poche mosse

di Stefano Chiaramonte*

“Un vuoto grande e niente per resistere all’enorme pressione che subito si produce attorno ad un vuoto”, così, ne “La coscienza di Zeno”, Italo Svevo fa descrivere al suo personaggio cosa significa, per un accanito fumatore, la vita senza sigarette.

Smettere di fumare non è una cosa semplice e comporta una serie di effetti collaterali talvolta difficili da gestire: alterazioni dell’umore, insonnia, difficoltà di concentrazione, aumento dell’appetito, aumento del peso corporeo.

Quest’ultimo è sicuramente quello che disturba di più e per molti rappresenta quasi una giustificazione al fallimento, un paradosso, perché sostituisce il fattore di rischio derivante dal fumo con quello del peso. Come dire “cadere dalla padella alla brace”.

I motivi per cui chi smette di fumare aumenta di peso sono molteplici. Vi è una componente comportamentale, in quanto il cibo si sostituisce alla sigaretta, stessa tempistica, ritualità, via di introduzione (la bocca).  Vi sono gli effetti fisiologici dell’astinenza dalla nicotina (aumento dell’appetito, migliore percezione di sapori e di odori e maggior apprezzamento del gusto dei cibi). Vi è un aspetto metabolico legato ad un rallentamento del metabolismo basale.

 

Le Linee guida Europee per la prevenzione delle malattie cardiovascolari hanno formalizzato le “5 A” per una strategia di cessazione del fumo nella pratica di routine.

A – ASK             Identificare in modo sistematico i fumatori

A – ADVISE       Raccomandare con forza di smettere di fumare

A – ASSESS        Stabilire il livello di dipendenza del fumatore e quanto è pronto a smettere di fumare

A – ASSIST        Concordare una strategia per la cessazione del fumo che includa l’identificazione di una data per smettere, il counseling comportamentale ed il trattamento farmacologico

A – ARRANGE   Predisporre un programma di follow-up per verificare l’aderenza al programma

E’ un percorso che implica un ruolo attivo da parte del Medico Curante che diventa una specie di tutore per accompagnare il paziente nelle varie fasi cercando di essere anche un amico, un consigliere, un sostegno. Questo può essere integrato da una consulenza psicologica sia in forma individuale sia come terapia di gruppo ma senza trascurare il supporto del partner e della famiglia che svolgono un ruolo insostituibile.  Ma il vero protagonista è il soggetto interessato che deve essere sinceramente consapevole della situazione, lucido nelle scelte e motivato ad insistere nelle varie fasi per arrivare ad ottenere e poi a mantenere un risultato positivo.  Non è facile ma non impossibile.

A rafforzamento dei consigli, dell’incoraggiamento e dell’intervento motivazionale vi sono poi varie opzioni terapeutiche.

La prima è quella della terapia sostitutiva il cui obbiettivo è quello di fornire all’organismo una certa quantità di nicotina per compensare la dose “abituale” quotidiana che viene a mancare con l’astensione dal fumo. In commercio esistono diverse formulazioni che rilasciano nicotina (gomme, cerotti, tavolette ed inhaler) che, pur non essendo in grado di riprodurre le concentrazioni indotte nel sangue dal fumo di una sigaretta, consentono di mantenere concentrazioni adeguate di nicotina per periodi prolungati, riducendo i sintomi da astinenza ed il desiderio di fumare; la nicotina contenuta è sufficiente per migliorare lo stato di attenzione e la “performance” dell’individuo nelle situazioni di stress.

La seconda opzione è quella della terapia farmacologica. Il Bupropione, molecola inizialmente sviluppata per il trattamento della depressione, viene ora largamente impiegato come farmaco di sostegno alla disassuefazione dal fumo. La Vareniclina è un altro farmaco che, agendo a livello cerebrale in modo simile alla nicotina, è in grado di ridurre il desiderio di sigarette ed altri prodotti del tabacco e può aiutare alcuni pazienti a smettere di fumare.

Le sigarette elettroniche sono dei dispositivi alimentati a batteria, dotati di un vaporizzatore che riscalda una soluzione liquida a base di nicotina e che riproducono la ritualità della sigaretta rilasciando una minore quantità di nicotina.

Non vi sono evidenze attendibili che documentino un reale beneficio da altre terapie come agopuntura, terapia laser, ipnosi o elettrostimolazione, in termini di percentuale di successi duraturi.

Non è facile smettere di fumare quando tutti i modelli comportamentali spingono al fumo. Oggi non è più consentito fare pubblicità attiva ai prodotti del tabacco al cinema o alla televisione. Oggi gli attori non fumano più ma restano tutte le vecchie immagini di repertorio. Attori, cantanti, sportivi, personalità politiche, manager, magistrati sono in larga maggioranza ritratti con la sigaretta (o ancora meglio il sigaro toscano) in bocca. Così l’adolescente fuma per sentirsi adulto, l’adulto fuma imitando i suoi idoli e traendo da loro giustificazione.

Non è facile smettere di fumare. Bisogna soprattutto affrontare quel vuoto di cui parlava Zeno e riempirlo con attività, sport, lettura, musica, hobbies, volontariato e soprattutto affetti. Non è facile ma si può fare.


IMG_7430.jpeg* Nefrologo – Coordinatore del Programma di Prevenzione del Rischio Cardiovascolare – Villa Berica, Vicenza

    Lascia il tuo commento

    Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.*