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Grande Guerra. A Gorizia cerimonia con Italia, Austria, Slovenia e Ungheria

(LL) – “La costruzione di una nuova Europa, che veda protagonisti i cittadini, trova il suo modello in questo territorio”. E questo il messaggio che è partito oggi da Gorizia in occasione della manifestazione conclusiva, sotto l’aspetto istituzionale, del Centenario della Grande guerra.

Alla cerimonia hanno presenziato, tra gli altri, il sottosegretario di Stato al consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti, insieme a rappresentanti di Austria, Slovenia e Ungheria, oltre al Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e al Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna.

L’evento ha chiuso  il progetto “Gorizia 18/18”, realizzato in collaborazione con l’associazione “èStoria”, l’Isig e l’associazione Isonzo e finanziato da Regione e Fondazione Carigo.

Nel corso della cerimonia,è stata presentata la “Carta di Gorizia”, un documento scritto da studenti del corso di Scienze internazionali e diplomatiche dell’Università di Trieste, coordinato del professor George Meyr e dal direttore dell’Isig, Daniele Del Bianco che dopo aver analizzato in chiave critica il trattato di Versailles, che gettò le basi per lo scoppio della seconda guerra mondiale, hanno lanciato una sorta di appello, attraverso, appunto, la Carta di Gorizia, affinché l’Europa del futuro eviti egoismi in ogni forma lavorando per il benessere delle persone e la pace.

“La Regione – ha detto Fedriga –  considera importante la cerimonia che si svolge oggi a Gorizia e si augura che possa, in prospettiva, porre le basi per ritornare a quei valori che hanno contraddistinto la nascita dell’Europa: un’Europa dei popoli, che compia le scelte nei loro interessi, più vicina alle imprese e ai lavoratori piuttosto che alla grande finanza.”

Prima di proseguire nel salone della Prefettura dove si sono tenute le fasi ufficiali dell’evento, il governatore del Fvg, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario del ministero della Difesa ungherese Lajos Erdelyi, il membro del Consiglio federale austriaco Gerhard Leitner, il console generale di Slovenia a Trieste Vojko Volk hanno firmato il libro d’onore.

Poi, accolti dal prefetto Massimo Marchesiello, i rappresentanti dei quattro Paesi, oggi europei ma le cui popolazioni durante la Prima Guerra mondiale hanno combattuto e sofferto su diversi fronti del tragico conflitto, hanno raggiunto il palazzo in piazza Vittoria dove ha preso avvio la cerimonia con l’esecuzione degli inni da parte del coro dell’Accademia lirica Santa Croce e la sfilata delle bandiere portate dagli studenti del corso di Scienze internazionali.

Sono stati gli universitari a presentare ufficialmente la “Carta di Gorizia” con cui, nella ricorrenza del centenario del trattato di Versailles e riconoscendo il ruolo di quella “pace sbagliata”, Gorizia con l’elaborazione del documento da parte dei giovani ha affermato il suo valore di laboratorio di pace e solidarietà tra popoli europei.

Nel suo discorso ufficiale il governatore del Friuli Venezia Giulia ha sottolineato “l’importanza di rinnovare una volontà, quella dei popoli rappresentati dalle loro massime cariche istituzionali, di superare le conflittualità del passato e di guardare a orizzonti comuni di dialogo, prosperità e sviluppo.”

Una sfida che Fedriga  ha inquadrato come prettamente culturale. “Il conflitto e i drammi del Novecento – ha sottolineato – hanno portato all’abbattimento delle frontiere e alla maturazione di una nuova idea di Europa di cui la manifestazione di oggi è viva testimonianza e, nel quadro della rinascita, l’Isontino ne è uno dei simboli”.

 

Dal canto suo Giancarlo Giorgetti, presente in rappresentanza del governo, ha rilevato che “non si tratta solo di ricordare il passato, la Storia e le tante vite umane italiane e non italiane perse, ma anche di una lezione per il futuro in particolare per i giovani”.

 

“La Presidenza del Consiglio – ha aggiunto – ha investito molto su questo anniversario carico di significati, sia con il governo attuale che con quello precedente, organizzando tutta una serie di eventi legati al centenario della Grande Guerra, anche qui a Gorizia nei territori più martoriati rispetto a quell’esperienza”.

 

Rivolgendosi anche alle generazioni più giovani, Giorgetti ha auspicato che “nelle scuole, queste pagine di storia non vengano semplicemente liquidate, ma che vengano” studiate per imparare quanto accaduto”, invitando nella conclusione del suo intervento i giovani affinchè partecipino a voto delle prossime elezioni europee del 26 maggio.

 

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