Verso le elezioni europee. Dorfmann (Svp): al Veneto non serve una semplice autonomia di competenze

di Giorgio Gasco*

L’accordo in vista delle elezioni europee tra Forza Italia e la Südtiroler Volkspartei (Svp) non è piaciuto ad alcuni esponenti azzurri del Veneto che ne hanno denunciato le conseguenze politiche con la possibilità per il partito di Berlusconi di perdere un seggio nella circoscrizione Nordest (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige) proprio a vantaggio del partito altoatesino.

Nelle liste, infatti, Forza Italia e Svp vanno separati ma l’apparentamento va a vantaggio del candidato altoatesino Manfred Dorfmann, eurodeputato uscente, che sicuramente verrà eletto (il partito è accreditato di 120-130mila voti in tutta la circoscrizione). La filosofia che sta alla base dell’accordo Fi-Svp è la buona collaborazione dei partiti popolari in Europa che fa ben sperare in un altro successo il 26 maggio prossimo. Ne sono convinti il capolista del Ppe, il bavarese Manfred Weber, impredicato a diventare presidente della Commissione Ue in sostituzione di Juncker, e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, presidente uscente del Parlamento Europeo.

Manfred Dorfmann, perchè l’accordo della Svp con Forza Italia dopo essere stati per decenni alleati prima della Dc e poi del Pd?

“E’ un accordo all’interno del Ppe, il gruppo europeo di cui facciamo parte, un’alleanza logica nell’ambito della grande famiglia popolare. In occasione di questa tornata elettorale c’è un elemento aggiuntivo: la candidatura a presidente della Commissione Ue del bavarese Manfred Weber, attuale leader dei popolari a Strasburgo”.

L’accordo con Forza Italia è ristretto all’ambito elettorale oppure è di prospettiva?

A me non piacciono le cose elettorali, la scelta dell’Svp ha valenza di accordo ad ampio raggio e lavoreremo insieme a Forza Italia, nel rispetto della reciproca autonomia”.

Weber è il probabile successore di Jean Claude Juncker e punta a diventare campione dei moderati capaci di dialogare coi sovranisti, quella galassia che cambia nome da Paese a Paese ed è favorita assoluta.

E’ espressione dei cristiano democratici bavaresi (Cdu) è anche molto vicino al Sud Tirolo, particolare che ci ha convinto a dare un contributo consistente alla sua candidatura, forte per dare un futuro all’Europa”.

Dal Trentino Alto Adige, regione a statuto autonomo, tante volte considerata troppo fortunata, come vedete la proposta di autonomia portata avanti da Luca Zaia, governatore del Veneto?

Come Svp abbiamo sempre detto che più c’è apertura verso l’autonomia e il federalismo più spinto meglio è anche per il Sud Tirolo perché l’attuale differenza di gestione e ordinamento tra province autonome e il Veneto crea un problema anche a noi…”.

Quale problema?

Il Veneto ritiene di essere penalizzato, il che genera un dibattito, a volte pesantissimo, sui vantaggi che abbiamo noi a Trento e Bolzano. Credo nell’autonomia e nel federalismo come sistema, il migliore per gestire uno Stato federale che alla fine aiuterebbe i nostri rapporti con i vicini”.

Da qualche anno è sceso dai 9/10 all’80% la quantità del gettito fiscale gestito dal Trentino Alto Adige. Zaia vorrebbe un’identica percentuale per il Veneto. Concorda?

Premetto: l’autonomia non è solamente una questione finanziaria. Vale la pena ricordare due aspetti: l’autonomia di Trento e Bolzano è andata avanti per decenni senza alcun accordo finanziario; Trento ha solamente un’autonomia territoriale, mentre Bolzano anche culturale che si traduce in tutela della minoranza linguistica…”.

I soldi sono necessari per la gestione dell’autonomia.

Ovviamente. Però sottolineo che oggi l’autonomia di Bolzano non è un costo per lo Stato, tanto che guardando la classifica nazionale dei contributi pro capite mandati nella casse dello Stato, noi siamo al secondo dietro solamente ai cittadini della Lombardia. Il che significa che è cresciuto il contributo di solidarietà alle altre regioni”.

Quindi?

La nostra forma di autonomia ha generato uno sviluppo economico che oggi aiuta anche lo Stato. In definitiva, è importante la trattativa per definire il plafond finanziario necessario a gestire l’autonomia, ma non funziona mettere tutto nel pentolone romano aspettando poi che lo Stato ti restituisca quello che ti è stato promesso. Bisogna agire in senso inverso…”.

In che modo?

Credere nello sviluppo economico del territorio, raccogliere le tasse del territorio e poi lo Stato si prende la sua parte lasciando il resto alla regione in base ad un accordo per definire la quantità economica da destinare alla solidarietà nazionale e i fondi che lo Stato decidere di investire in quel territorio. Ciò avviene in qualunque nazione federale, anche nella forma più spinta come in Germania, dove le regioni più ricche finanziano le altre in base ad un accordo chiaro darinnovare ogni 5 anni, con il quale, ad esempio, si concorda quanti soldi vanno dalla Baviera agli altri laender”.

Di qui le sue critiche al modo in cui si è impostato in Italia il confronto sull’autonomia?

Infatti. Personalmente ritengo che una semplice devolution di competenze e relativi fondi provenienti da Roma, è ovviamente meglio di niente. Però, per una vera autonomia finanziaria serve uno stimolo per il territorio: crea sviluppo e i profitti rimangono a casa tua”.

Vediamola da un altro punto di vista: forse il governatore del Veneto fa di necessità virtù, ben sapendo e conoscendo le difficoltà politiche, burocratiche e territoriali (leggasi Sud) per arrivare a riprodurre in Veneto il modello Bolzano.

Vero, infatti non ho mai criticato Zaia rendendomi conto delle difficoltà del confronto con un governo sostanzialmente centrista e nazionalista, nonostante la presenza della Lega. Non credo proprio che il vice premier Matteo Salvini faccia una politica federalista. Zaia ha in mente un ordinamento federale ma si è ancora lontani anni luce dal traguardo, in una situazione in cui sia il governo che la stessa Lega sono in oggettiva difficoltà”.

Salvini sa esaltare le qualità e la capacità delle classi popolari. In sostanza è definito populista. Condivide la definizione?

Direi che è lepenista più che federalista, in senso storico riferito alle origini della Lega”

Se sarà rieletto a Strasburgo, avrà un’attenzione particolare per le regioni che compongono la circoscrizione Nordest, Veneto e Trentino Alto Adige in particolare con l’obiettivo di farle dialogare? Vedi il prolungamento a Nord della Valdastico lo sbocco alpino per Belluno.

Da quando sono all’Europarlamento ho avuto contatti con tutta la fascia alpina per creare la collaborazione tra le province e le regioni perché questo è utile e necessario soprattutto sui grandi temi di interesse reciproco. Negli ultimi cinque anni sono stato presidente del gruppo Amici della Macro-Regione alpina che interessa tutte le regioni montane di confine in stretto contatto con chi governa queste regioni. E’ ovvio che per le infrastrutture verso Nord servono soluzioni nuove, come l’Autobrennero, che non ce la fa più a sostenere l’attuale flusso di traffico, è al collasso. E va da sé che il Nordest è altamente dipendente dal funzionamento di questa autostrada proprio perché l’economia di Veneto, Trentino Alto Adige e anche Emilia Romagna dipende dai rapporti da e per il Nord Europa. Non a caso l’unico grande investimento che si sta facendo in Italia riguarda la galleria di base del Brennero, ma per decenni c’è stato solo l’immobilismo progettuale a favore di questo territorio. Bisogna ripensare totalmente il sistema dei trasporti perché il territorio del Sud Tirolo non facilita un potenziamento tout court con il solo aumento delle corsie”.


gasco*Giornalista

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