Scomparso Gianni De Michelis. Se ne va un pezzo importante della storia politica del nostro Paese

di Lucio Leonardelli*

Il mondo politico ha perso un’altra delle sue figure importanti che hanno caratterizzato il nostro Paese. E’ morto infatti la scorsa notte, all’età di 78 anni, all’ospedale civile di Venezia Gianni De Michelis, già esponente di spicco del Psi di Bettino Craxi, deputato dal 1976 al 1993, più volte Ministro e assoluto protagonista della Prima Repubblica. De Michelis era malato da tempo e da qualche giorno era ricoverato nel reparto di medicina del nosocomio veneziano a causa del peggioramento delle condizioni generali di salute.

“Nel silenzio, dopo una lunga sofferenza, oggi è venuto a mancare il professor Gianni De Michelis, un nostro cittadino passionario ed illuminato. Con lui se ne va un grande veneziano, una grande persona, una figura molto intelligente. E’ stato un grande statista, a lui voglio tributare proprio la parola statista perché l’aeroporto, il passante, la rete infrastrutturale del Veneto e anche la Legge Speciale per Venezia, solo per citare qualche esempio, si sono sviluppati e concretizzati grazie alla forza politica di Gianni De Michelis. Queste sono le ragioni per le quali va ricordato e mi attiverò per organizzare un convegno per raccontare il ruolo di Gianni in Venezia per Venezia e da Venezia. Per tutto il resto, ci sarà tempo per fare le analisi storiche di un periodo che è stato liquidato con superficialità» Ciao Gianni”: così ha scritto il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro nel commentare l’annuncio del decesso dell’ex Ministro che era nato nel capoluogo veneto il 26 novembre 1940, laureandosi in Chimica industriale per poi insegnare quale docente universitario prima di dedicarsi interamente alla politica che ebbe inizio nel 1964 quando venne eletto consigliere comunale e assessore all’urbanistica a Venezia. Dopo essere stato eletto parlamentare, preceduto dal suo ingresso nella direzione del PSI diventando responsabile dell’organizzazione del partito, fu più volte Ministro ricoprendo tale incarico alle Partecipazioni Statali nei governi guidati da Cossiga, Forlani, Spadolini e Fanfani, dopo di che assunse la guida dei ministeri al Lavoro e Previdenza Sociale in entrambi i governi presieduti da Craxi, divenendo poi Vicepresidente del Consiglio con De Mita e quindi Ministro degli Esteri nel sesto governo Andreotti. E da Ministro degli Esteri firmò per l’Italia il Trattato di Maastricht.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio e le testimonianze a ricordo di una figura che ha indubbiamente contrassegnato per un ventennio la politica italiana. “ Con lui scompare uno dei protagonisti della attività di governo dell’ultima parte del Novecento. Intelligente e appassionato esponente della causa socialista ha segnato con la sua azione una significativa stagione della politica estera del nostro Paese, nella fase che faceva seguito al venir meno del contrasto est/ovest”. Così si è espresso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel commentare la morte raggiungendo che “e sue intuizioni e il suo impegno sulla vicenda europea, dei Balcani, del Medio Oriente e del Mediterraneo hanno consolidato il ruolo internazionale dell’Italia e contribuito alla causa della pace e della cooperazione internazionale”. Così invece Stefania Craxi: “Apprendo con grande dolore della scomparsa di Gianni De Michelis, spentosi dopo una lunga e travagliata stagione di sofferenza trascorsa nella sua amata Venezia. Gianni, genio e sregolatezza, visionario lucido con lo sguardo sempre proteso oltre il confine, e’ stato innanzitutto un socialista generoso e coraggioso che ha saputo attraversare anche le stagioni più infami e buie della storia socialista e del paese con la schiena dritta, senza abiure, difendendo sempre il ruolo ed il primato della politica. Gianni e’ poi stato un grande uomo di governo ed un compagno leale di mio padre, nella buona e nella cattiva sorte, a cui non fece mai mancare la sua vicinanza negli anni dell’esilio tunisino. Per me e’ stato un amico sincero ed un compagno di tante battaglie di verità. La sue sferzate e le sue letture mancheranno a tutti noi ed al paese. Ciao Gianni.” Testimonianze sono giunte da tutti gli esponenti del mondo socialista, da Bobo Craxi a Fabrizio Cicchitto, a Maurizio Sacconi (“un maestro che ha insegnato a me, come a molti altri, a coniugare l’azione breve con la visione lunga, e non a caso è stato protagonista di grandi decisioni, come quella che ha fermato l’inflazione italiana a due cifre attraverso il blocco della scala mobile nel 1984 e il patto di Maastricht con Guido Carli e Giulio Andreotti, attraverso il quale si è avviata l’unione monetaria”) e Rino Formica. Per il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani “De Michelis è stato un grande politico e un uomo di grandissima intelligenza, un uomo che ha dato certamente lustro alla politica italiana, uno dei protagonisti degli anni Ottanta e Novanta, che ha fatto bene il Ministro e il parlamentare europeo”. Dal mondo del giornalismo è arrivato il tweet di Gianni Riotta il quale ha sottolineato che “alle Nazioni unite davanti al Segretario di Stato Usa Baker si battè per un posto all’Italia al Consiglio di Sicurezza con l’ambasciatore Fulci, un’aspirazione seria che il nostro Paese ha abbandonato”. Il Governatore del Veneto Luca Zaia in una nota di cordoglio ha sottolineato che “per motivi anagrafici, le nostre strade non si sono mai incrociate. Ciò nondimeno siamo di fronte alla scomparsa di un veneziano che ha svolto un ruolo importante nella vita politica e culturale locale e nazionale, ricoprendo importanti incarichi e distinguendosi come intellettuale e docente universitario. Esprimo – ha aggiunto – il mio cordoglio a tutta la sua famiglia colpita anche dalla morte di Cesare De Michelis avvenuta nell’agosto dello scorso anno, che, con la sua casa editrice, tanto ha dato alla cultura veneziana, veneta e nazionale. Oggi se ne va un altro veneziano illustre – ha concluso Zaia – componente di una famiglia intrisa di venezianità»”. A ricordarlo all’Ansa l’eterno amico di sempre, l’ex Sindaco ed ex deputato, figura storica del socialismo veneziano e veneto Nereo Laroni, il quale ha riferito di essere stato a trovarlo a casa l’ultima volta una quindicina di giorni fa “ma purtroppo non era giù più cosciente”.
Dal Friuli Venezia Giulia a ricordare Gianni De Michelis è stato Salvatore Spitaleri, già presidente regionale del Pd e attuale membro della Commissione Paritetica Stato-Regione il quale in una nota ha scritto che “può essere stato un politico su cui il giudizio si è diviso, ma il tempo consente di andare alla sostanza delle idee più propriamente politiche, a una visione. E De Michelis aveva una visione per l’Europa e in particolare per il ruolo che poteva giocare l’Italia dopo la caduta del Muro di Berlino, e in questo progetto c’era un posto per il Friuli Venezia Giulia. Nell’89 abbiamo avuto un’Europa – ha sottolineato Spitaleri – che si è fatta comunque trovare pronta al momento della caduta del muro, una diplomazia fatta meno di gesti clamorosi e più di relazioni, ancora la fiducia che abbattere i muri servisse la causa della pace. Si è radicata allora la missione di un Friuli Venezia Giulia ponte e laboratorio di relazioni internazionali”.

De Michelis era stato travolto agli inizi degli anni ’90 dalla bufera di Tangentopoli ricevendo numerosi avvisi di garanzia e patteggiò un anno e sei mesi per corruzione nell’inchiesta veneta sulle tangenti riguardanti le autostrastrade e sei mesi per la maxi tangente dell’inchiesta Enimont. Successivamente si avvicinò a Silvio Berlusconi e fondò il Nuovo Psi con Bobo Craxi, divenendo europarlamentare nel 2004 e ritornando ad essere eletto deputato nel 2006, carica da cui si dimise per incompatibilità con l’incarico a Bruxelles. Fu poi consulente di Renato Brunetta al Ministero della funzione Pubblica, dopo di che, a parte una parentesi con il nuovo soggetto politico fondato da Stefania Craxi, fu costretto a ritirarsi a vita privata a causa della malattia per la quale è deceduto all’Ospedale San Giovanni e Paolo del capoluogo lagunare. I funerali, per desiderio della famiglia, si terranno in forma assolutamente privata.
Anche chi scrive ha avuto modo di conoscere Gianni De Michelis e condividere con lui una breve parentesi politica, apprezzando le sue doti di grande politico e di persona colta e intelligente, e si associa alle innumerevoli espressioni di cordoglio verso i familiari.


IMG-20180515-WA0026-1*Giornalista

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