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Il destino degli uomini è nel Dna, ma attenti alle mistificazioni

di Stefano Chiaramonte*

Nell’antichità si credeva che il destino di un uomo fosse stabilito dagli dei. Oggi sta scritto nel DNA. Il DNA umano è una catena kilometrica composta dalla successione variabile di quattro aminoacidi, Adenina, Timina, Citosina e Guanina, al cui interno sono contenute le istruzioni fondamentali per sintetizzare tutti i tipi di proteine indispensabili alla vita di un organismo.

Questo processo avviene mediante la decodifica del codice genetico che rappresenta il linguaggio molecolare utilizzato dal DNA. Tale codice si basa sulla successione dei quattro aminoacidi, variamente alternati, a costituire una stringa altamente specifica per ogni processo di sintesi, analogamente alla combinazione di punti e linee in successione utilizzata nel codice Morse o alla successione di uno e zero che costituisce il codice binario in informatica. Ogni processo di sintesi è governato da istruzioni che sono codificate in un tratto di DNA chiamato gene. Il genoma umano contiene circa 20.000 geni codificanti. Tutto il DNA di una cellula è contenuto in 46 cromosomi, suddivisi in 23 coppie perché il patrimonio genetico è ereditato per metà dal padre e per metà dalla madre. Il processo parte dalla lettura di un gene (trascrizione) per arrivare alla sintesi (trasduzione) del prodotto finale.

Meccanismo perfetto a meno che…qualcosa non vada per il verso giusto. Questo è ciò che avviene quando si verifica una mutazione genetica, cioè una variazione della normale struttura di un gene, una modifica della normale sequenza degli aminoacidi spontanea o dovuta ad agenti esterni fisici o chimici o ad altre cause sconosciute. In questo caso il risultato è la sintesi una proteina anomala che può trattarsi di un enzima (in grado di produrre una reazione) oppure un costituente di un tessuto oppure un fattore di regolazione che innesca una catena di altri eventi. Questa (estremamente semplificata) è la base molecolare delle malattie genetiche.

Sono state identificate varie mutazioni associate a varie malattie. Fra le più note citiamo la distrofia muscolare, la beta-talassemia, l’emofilia, il rene policistico, la sindrome di Down, il Linfoma di Burkitt, il daltonismo, l’ipercolesterolemia famigliare. Per tutte è stato ben documentato il difetto genetico, cioè la mutazione della normale architettura di un gene il cui conseguente malfunzionamento determina lo sviluppo della malattia.  Vi sono poi altri geni che non sono associati alla malattia ma indicano una probabilità di ammalarsi (gene della poliposi adenomatosa del cancro del colon, i geni BRCA1 e BRCA2 del cancro del seno o dell’ovaio).

E’ un campo molto difficile da indagare perché molto complesso e costituito da numerosissime variabili ed è difficile identificare la mutazione che produce un effetto patologico perché talvolta l‘anomalia ha un effetto minimo o nullo sulla proteina codificata da quel gene oppure sono implicati più geni.

Il DNA può essere paragonato allo spartito musicale di una sinfonia di Beethoven per un’orchestra composta da decine di strumenti. Ogni strumento suona una parte della sinfonia. Un’interpretazione magistrale dello spartito, frutto della perfetta esecuzione e della sincronizzazione di tutti, produce una sinfonia meravigliosa. Può succedere che un orchestrale sbagli una o più note, tiri una stecca, come si dice in gergo, e questo può verificarsi in occasione di un assolo o di un duetto oppure di un movimento a più strumenti e può verificarsi nella parte centrale della sinfonia oppure in un momento meno significativo. Le possibilità di errore sono veramente molteplici, ciascuna con un effetto diverso.

La genetica è l’ultima frontiera della medicina ma è anche l’argomento più di moda fra tanti che ne parlano con leggerezza.

Nel campo della scienza vera si sta completando la mappatura del genoma umano, chiarendo struttura e funzione di vari geni, identificando e confrontando le sequenze di base e le possibili numerose mutazioni di un singolo segmento per cercare di distinguere la sequenza anomala in grado di generare patologia dalle altre che non hanno effetto negativo. Questo significa creare i Big Data, generare, mettere insieme e condividere enormi quantità di dati per poter ottenere informazioni attendibili e supportate da evidenze solide. Siamo appena all’inizio.

Sull’altro versante si parla della genetica come fosse un argomento di conversazione da salotto, si propongono i tests genetici più disparati, per la predisposizione alla calvizie, per la programmazione di diete personalizzate, per lo screening delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative, per le previsioni di longevità. Ora arrivano anche in Italia aziende che promettono, con un semplice tampone di saliva o un campione di sangue, di svelarci il futuro grazie all’analisi dei geni.  Ma nella pubblicità non viene mai riportato quali regioni geniche vengono indagate, quali sono le mutazioni oggetto di studio, quali sono le correlazioni fra le informazioni che vengono refertate e le evidenze scientifiche consolidate. Internet è diventata via di diffusione di notizie che dovrebbero invece essere affidati solo a strutture accreditate e sicure. Un Laboratorio di Genetica non si improvvisa ed un team di genetisti non si forma per corrispondenza. Attenzione, dietro queste proposte apparentemente innocue si nascondono spesso pericolose mistificazioni per non parlare di vere e proprie truffe.


IMG_7430* Nefrologo – Coordinatore del Programma di Prevenzione del Rischio Cardiovascolare Casa di Cura Villa Berica Vicenza

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