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Vincere il fumo con il cinema. Un progetto per le scuole

Vincere il fumo con il cinema. Il Progetto Cinefumando nasce nel 2015 in seguito ad un’iniziativa di una associazione a respiro internazionale WALCE ONLUS dalla necessità di trovare nuove metodologie di prevenzione primaria del fumo, visto il suo incremento nei giovanissimi già a partire dai 10-12 anni.

“Per realizzarlo – afferma la dr.ssa Fortunata Marchese, ideatrice del progetto, in visita a Palazzo Ferro Fini – ho dapprima chiesto la collaborazione della pneumologa Samuela Binato, e insieme a lei abbiamo proposto il progetto a varie scuole del Veneto”.

“Il fumo è dentro di noi! afferma Samuela Binato, medico pneumologo presso la Pneumotisiologia territoriale della Azienda ULSS 8 Berica Distretto Ovest. “Lo pneumologo ne è consapevole in quanto ogni giorno si trova in ambulatorio ad affrontare malattie che direttamente o indirettamente sono fumo correlate. L’impatto del fumo è molto più ampio, infatti se consideriamo le principali cause di morte in Italia, siano esse cardiovascolari, cerebrovascolari o respiratorie, vediamo che sono quasi tutte strettamente correlate al fumo.  L’epidemia del Tabagismo è una minaccia globale per la salute pubblica e diventa una sfida per la sanità che deve essere affrontato da team esperti per un approccio  multidisciplinare a partire  dalla prevenzione: sono circa 50 le malattie gravi provocate dalle 4.000 sostanze tossiche contenute in una sigaretta”.

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Il Liceo Statale Alvise Cornaro di Padova è la scuola che ha mostrato maggior interesse al progetto, ottenendo un gradimento molto elevato per l’originalità dell’approccio e per le modalità di discussione in classe dei temi correlati al fumo grazie alla collaborazione incondizionata della prof.ssa Silvia Desideri e del Dirigente prof. Massimo Vezzaro.

“Sappiamo che il cinema, anche più della pubblicità, riesce a influenzare il comportamento dei giovani, in negativo o in positivo – afferma la dr.ssa Marchese – Studi scientifici realizzati in varie parti del mondo dimostrano che circa il 73% di adolescenti che assistono a film contenenti scene di fumo iniziano successivamente a fumare. Abbiamo quindi pensato: perché non utilizzare proprio il cinema per invertire questa tendenza e promuovere invece sani stili di vita? Il compito di tutti noi è quello di tenere alta l’attenzione di tutti in particolare dei giovani su questo tema di vitale importanza per la salute, puntando sulla prevenzione: nonostante le leggi, sempre più restrittive, in Italia ancora un italiano su cinque fuma regolarmente”.

Gli studenti si sono messi con entusiasmo al servizio di questo progetto, realizzando due cortometraggi dal titolo “Fumo negli occhi” (2016) e “Dentro di noi” (2019).

“Tra le priorità della mia vita considero anche la lotta contro il fumo afferma la prof.ssa Silvia Desideri colpita da cancro ad una corda vocale, pur non essendo una fumatrice, conosco la malattia e ho una storia personale credibile per coinvolgere e far ragionare gli alunni sul tema del cancro da fumo e sulla ricerca. La proposta della dr.ssa. Marchese, rivolta agli studenti delle classi seconde del liceo Cornaro, di produrre dei cortometraggi nell’ottica di una prevenzione contro il tabagismo ha consentito di realizzare un prodotto adatto, a mio parere, a veicolare messaggiin maniera forte: penso che la costruzione di un cortometraggio faccia vivere dall’interno ai giovani, che si sentono protagonisti e artefici dello stesso, l’esperienza di ciò che imparano, modalità di cui le giovani generazioni hanno bisogno per conoscere.  La realizzazione è stata possibile grazie alla disponibilità totale del Dirigente scolastico del Liceo Cornaro, prof. Vezzaro Massimo, e all’ entusiasmo di professionisti appassionati che si sono dedicati con me all’iniziativa, il regista Giuseppe Ferlito e i coach degli attori Barbara Ammanati e Roberto Ceccato”.

Gli studenti, supportati da docenti ed esperti esterni, hanno svolto un percorso formativo su una problematica importante come quella relativa ai danni del fumo di sigaretta. Purtroppo il fumo che costituisce la principale causa di morte evitabile si sta diffondendo sempre più tra i giovani in particolare tra le donne.

Col più recente cortometraggio “Dentro di noi” gli studenti sono stati impegnati, fuori dall’orario scolastico, sia come attori che come troupe cinematografica, con l’obiettivo di sensibilizzare i loro pari alla promozione della ricerca scientifica e della lotta al tumore del polmone.

“E’ particolarmente importante – afferma la dr.ssa Marchese – che siano i giovani, con la loro visione delle cose, ad affrontare tale argomento, in quanto un messaggio da essi stessi veicolato è più probabile che raggiunga l’obiettivo educazionale prefissato. I ragazzi hanno affrontato una tematica sanitaria così rilevante, e non facilmente assimilabile, diventando nello stesso tempo i migliori testimoni di prevenzione primaria dei danni da fumo di sigaretta sui loro pari, e realizzando così un intervento di peer education (educazione tra pari)”.

Il cortometraggio “Dentro di noi” è stato patrocinato dalla Rete Oncologica Veneta ed è stato supportato dall’Associazione Italiana Ricerca Patologie Polmonari (AIRPP) Onlus e dalla Bristol Myers Squibb.

“Collaborare con i ragazzi alla realizzazione di questo cortometraggio ha rappresentato la fusione di due aspetti che caratterizzano alcuni tratti della mia professione di docente universitario e soprattutto realizzano a pieno la mission dell’AIRPP, di cui ne sono il presidente – afferma la prof.ssa Fiorella Calabrese.

“Educare e trasmettere ai giovani  l’importanza e la profonda passione per la ricerca scientifica.  E’ stato un privilegio vedere nei loro occhi la curiosità e l’entusiasmo per il nostro lavoro, oltre alla passione e alla dedizione per una delle forme più alte di arte, ovvero la recitazione.

“Mi piacerebbe che questo cortometraggio venisse utilizzato in qualche convegno per la promozione della ricerca scientifica sui tumori polmonari. Per me sostenere la ricerca è  un dovere civico e questo progetto è infatti anche un modo per far vedere l’impegno civile e sociale dei ragazzi. – ha sottolineato il prof. Massimo Vezzaro, Dirigente Scolastico del Liceo Cornaro – Perché una scuola gira un cortometraggio sulla ricerca scientifica? Da un lato il progetto dà l’opportunità agli studenti di entrare in un rapporto con il territorio e con la ricchezza delle vocazioni che vi si muovono. Abbiamo messo assieme competenze diverse, da quelle del cinema a quelle scientifiche e terapeutiche; abbiamo messo assieme organizzazioni, scuole, enti, associazioni che promuovono la ricerca sul cancro e ciò consente ai ragazzi di comprendere meglio il territorio in cui viviamo.

Dall’altro lato è molto interessante per una scuola dare ai ragazzi un’occasione di formazione in cui si colga la complessità della realizzazione di un prodotto finito, costituito attraverso l’incrocio di competenze diverse, da quelle che rimandano alla conoscenza a quelle che ne trasferiscono i contenuti in termini comunicativi adatti ad un pubblico non specialistico. – ha continuato – Mettendo assieme competenze diverse si può fare formazione, come ci chiede l’Europa quando parla di ”curriculum non formale”, cioè di un apprendimento costituito non solo da materie, ore di lezione, compiti, verifiche ma anche dal lavoro per costruire collettivamente un prodotto che abbia un senso per i ragazzi stessi e per la società intorno a loro. Impegnarsi nelle riprese del cortometraggio “Dentro di noi” è stata un’esperienza di questo genere. Io spero e credo che resterà dentro di loro come un’occasione straordinaria, anche indipendentemente da ciò che faranno nella vita. Avranno imparato che lavorare in team, impegnarsi, stare attenti ai particolari, costruire la complessità è un modo per essere presenti nella società. E’ questo è ciò che noi ci aspettiamo visto che i giovani sono il nostro futuro.”


 


Marta Liliana Boresi

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