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Psicologi, categoria in cerca di innovazione

di Gigi Fincato*

Sembra paradossale, ma il momento non è facile nemmeno per la categoria degli psicologi; basti pensare che, rispetto a qualche anno fa, il numero di questi professionisti che lavorano a contatto con il pubblico si è notevolmente abbassato nei luoghi istituzionali dove la presenza sarebbe richiesta, se non necessaria. In Veneto infatti gli psicologi che lavorano in strutture sanitarie è sceso da 450 a 300, su circo 9000 iscritti all’Albo veneto.

“Le istituzioni hanno anche i loro problemi -sottolinea il presidente dell’Ordine regionale Alessandro De Carlo- ma di positivo rispetto ai numeri negativi c’è che quest’anno, per la prima volta da otto anni a questa parte, abbiamo un numero di colleghi entrati nel Servizio Sanitario, che copre quelle uscite; nel frattempo la Regione deve recepire che lo Stato mette anche i bisogni psicologici fra quelli che il Servizio Sanitario deve corrispondere al cittadino, prevedendo anche la psicologia negli studi dei medici di base ed a Padova c’è già il primo bando fatto dall’Asl”.

Agli psicologi servono quindi nuovi sbocchi professionali, come portare innovazione, aiutando gli altri. Certo non un’impresa facile, ma l’Ordine degli Psicologi ci sta provando dal tempo della sua istituzione, trent’anni fa, in particolare l’Ordine regionale veneto, che per il quarto anno ha organizzato a questo scopo il Premio Innovazione in psicologia, la cui conclusione ha da poco avuto luogo nei giardini dell’Orto botanico di Padova. “L’innovazione -ha detto il presidente De Carlo- non è solo un mezzo per trovare nuovi utilizzi per un sapere che altrimenti rischierebbe di rimanere compresso negli schemi tradizionali, una pratica favorevole dal punto di vista commerciale. L’innovazione è la linfa che permette ad una professione e ad una scienza di essere viva, di attrarre a sè persone che non si sarebbero accostate, di alimentarsi nella ricerca di nuove potenzialità”.

Ecco quindi che sono state scelta nei mesi scorsi quattro terne di progetti di singoli psicologi o di studi associati, dai quali nella serata finale la giuria ha tratto delle classifiche. Tutti i premiati, in proporzione, hanno avuto un premio in denaro, che servirà proprio per avviare questi progetti innovativi, ma  verranno anche successivamente seguiti dalla stesso Ordine per concretizzare queste idee.

“In Veneto il 25% delle persone hanno avuto in qualche modo a che fare con uno psicologo, di questa percentuale il 90% è andato oltre al singolo colloquio -ha spiegato appunto Alessandro De Carlo- il nostro ruolo oggi è quindi sicuramente quello di promuovere la psicologia ed evitare le confusioni con gli psichiatri (per molti la differenza tra le due categorie non è affatto chiara) ed allontanare gli stereotipi, come l’idea che lo psicologo sia solo per gente abbiente o che sta molto male. In questi trent’anni siamo riusciti a creare una professionalità forte, condivisa, solida, che, laddove va a contatto con le persone, riesce a distruggere i pregiudizi, perchè fa vedere come la psicologia sia molto oltre quello che poteva essere il preconcetto“.

Tornando al premio Innovazione, giunto ormai alla sua quarta edizione, il 2019, nella categoria della psicologia del benessere, ha premiato progetti riguardanti l’aiuto alle terapie del dolore, al cancro al pancreas e al cyberbullismo. Per la psicologia clinica sono stati stati presi in considerazione progetti riguardanti le psicosi, la neuro-oncologia ed i rapporti madre-bimbo. Nella sezione dedicata alla psicologia del lavoro hanno trovato spazio la disabilità, la Danceabiliy (un ‘attività esperienziale) e gli strumenti d’interazione. Originali infine le proposte per gli ambiti innovativi, cioè progetti inerenti le visite nei musei, i rapporti fra cani e loro padroni e la genitorialità.

“Negli anni -ha ricordato De Carlo- è aumentata la partecipazione degli psicologi al bando del premio. Abbiamo anche vinto un premio dell’Unione Europea per il supporto all’autoimprenditoria giovanile e ciò mi rende fiducioso del fatto che questa tensione verso l’ampliamento delle prospettive e delle possibilità della professione non si fermerà, nonostante le difficoltà che si pongono sul cammino della comunità degli psicologi”.


*Giornalista

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