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Venezia si riscopre capitale del mare con il Salone nautico

di Maurizio Cerruti*

Il Salone nautico di Venezia riparte alla grande dal 18 al 23 giugno 2019 nella sede più prestigiosa possibile: l’ultramillenario bacino interno dell’Arsenale dove per secoli vennero costruite le famose galee della Serenissima. Per gli amanti della nautica è una pacchia.

E’ l’occasione per ammirare oltre 50 yacht da 15 a 50 metri nuovi di zecca, mollemente adagiati uno accanto all’altro tra i riflessi unici di uno specchio acqueo senza paragoni al mondo. Gli oltre 120 espositori coprono un chilometro di banchine con un centinaio di ormeggi e seimila metri quadri di spazi espositivi a terra, fra cui le Tese delle Nappe costruite nel 15. Secolo, sul lato nord del cosiddetto Arsenale Novissimo. Il re dell’esposizione sarà senza dubbio uno scintillante Riva da 50 metri color grigio metallizzato e blu, di acciaio, alluminio e leghe speciali, con 4 ponti principali e quattro suites per una dozzina di passeggeri Vip.

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IL RIVA DI FERRARI. Quello esposto al Salone è un prototipo che secondo indiscrezioni appartiene al figlio di Enzo Ferrari, Piero – vicepresidente del Gruppo Ferretti Yacht – che in onore delle rosse di Maranello lo ha chiamato “Race”. Prezzo non dichiarato ovviamente. Ma barche simili super-accessoriate arrivano a superare gli 80 milioni di euro di listino. Senza contare i costi di gestione.

Logo del Salone

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RIPARTENZA. L’edizione del Salone di Venezia è considerata la numero uno e promette un ricco calendario di eventi nei 5 giorni di apertura. Il Comune di Venezia ci ha investito molto e il sindaco Luigi Brugnaro ci ha messo la faccia. Si tratta in effetti di una ripartenza, di un taglio netto con il passato. Le fiere nautiche veneziane – e le esposizioni in genere – non hanno avuto buona fortuna. Fatte con discontinuità, cambiando sedi (stazione marittima, area mestrina del parco di San Giuliano), date (ora marzo, ora aprile, adesso giugno), vocazione (dalle mostre “di tutto un po’ ” alle rassegne di barche lagunari e tradizionali) e persino con nomi diversi: anni fa era il “Festival del mare”.
IL FLOP DEL 2016. La discontinuità è stata tale che dalla prima edizione del 2002 che ebbe un buon successo di pubblico, si arrivò al disastro di tre anni fa. L’annus horribilis 2016. Annunciata in pompa magna nel 2015 in municipio, con filmati stile “Expo Milano” e lussuose brochure, presenti il sindaco Brugnaro e i vertici di Ucina (la Confindustria nautica) quella che avrebbe dovuto essere la “edizione del rilancio” nell’aprile 2016 – una “fiera diffusa” con sedi sparse tra Venezia e Mestre – non venne mai realizzata: fu spazzata via dal tracollo di Expovenice, l’ente che avrebbe dovuto gestirla.

Suggestiva sfilata notturna di yacht nel Bacino dell’ArsenaleCattura4.PNG
AL VIA CON FERRETTI. Ora si riparte alla grande su iniziativa del Gruppo Ferretti, azienda di eccellenza della cantieristica internazionale che mantiene una netta identità produttiva e progettuale italiana, pur essendo passato sotto il controllo finanziario dal 2012 del colosso di Stato cinese Weichai (all’86%, il 13% è di Piero Ferrari) produttore di trattori ed escavatori.
GENOVA ADDIO. La forlivese Ferretti fondata nel 1968 da due fratelli concessionari d’auto, che oggi produce barche per circa 600 milioni di euro all’anno, con la sua galassia di aziende collegate ha fatto fronte comune con Azimut Benetti (altro importante cantiere italiano, di Viareggio) e nel 2015 è fuoriuscito da Ucina disertando clamorosamente il Salone di Genova, il tradizionale appuntamento d’autunno della nautica nazionale. Con altre industrie del settore i due colossi della produzione di yacht di lusso hanno fondato Nautica Italiana, il consorzio anti-Ucina. Venezia contro Genova, di nuovo una guerra fra Repubbliche marinare? Sì, ma è una guerra fredda, con i contendenti che fingono di ignorare le rispettive mosse.

Il sommergibile DandoloCattura6.PNG
COSA VEDERE. Dopo l’apertura riservata agli addetti ai lavori martedì 18 giugno, gli ingressi dell’Arsenale veneziano si aprono ai visitatori da mercoledì 19 a domenica 23 giugno dalle 10 alle 19.30. Il Salone presenta un’ampia gamma della produzione cantieristica: yacht a motore, imbarcazioni a vela, barche in legno lagunari – anche le edizioni passate davano un’attenzione particolare alla produzione tipica veneziana – fino ai modelli più recenti ibridi ed elettrici. La rassegna comprende anche natanti storici civili e militari.
OLTRE 100 ESPOSITORI. Non solo imbarcazioni da diporto di cantieri nautici grandi i piccoli – fra cui i colossi Ferretti, Monte Carlo del gruppo francese Beneteau e Fincantieri Yachts -; sono presenti negli stand anche motori, accessori, componenti, servizi alla marineria, editoria, arte, arredamento, darsene e porti, associazioni e consorzi, enti ed istituzioni – con varie imbarcazioni delle forze dell’ordine – fra cui la spicca Marina Militare Italiana che ha “prestato” il bacino. Fra le aziende più interessanti c’è la Q-Yachts, all’avanguardia nella realizzazione di yacht a propulsione totalmente elettrica, per navigare senza inquinare, nel silenzio e in ogni condizione.
CULTURA DEL MARE. Il Comune ha impegnato le proprie istituzioni, dalla Fondazione Musei Civici a Vela spa, per arricchire l’offerta del Salone. Un bando internazionale per progetti innovativi di barche ha avuto settanta partecipanti: i progetti selezionati sono esposti nella Tesa 13 (Arsenale Nord). Alla cultura del mare è dedicato un programma congressuale su temi di attualità: dal design alla sostenibilità, dalle tecnologie avanzate all’ambiente e in generale alla cultura del mare. Fra le iniziative: prove di voga veneta, competizioni nautiche, visite guidate alla centrale operativa del Mose, gare culinarie, esposizioni di artigianato legato alla marineria veneziana e veneta.
INGRESSI E TRASPORTI. Le informazioni su biglietti, orari, trasporti sono sul sito: www.salonenautico.venezia.it
Fate comunque attenzione a non confondere gli ingressi della Biennale Arte (sui lati est e sud dell’Arsenale) con quelli del Salone nautico che all’Arsenale sono tre: dal Padiglione delle Navi (fermata Actv Arsenale), dall’Arsenale Nord Tesa 105 (fermata Bacini) e dal Giardino delle vergini (fermata S. Pietro di Castello). L’Actv – l’azienda pubblica di trasporto veneziana – applica riduzioni ai possessori del biglietto d’ingresso al Salone (8 euro A/R) nelle tratte Ferrovia e Piazzale Roma / Arsenale, Punta Sabbioni / Pietà (vaporetto 14), mentre dal terminal automobilistico di Fusina alle Zattere e all’Arsenale c’è uno shuttle gratuito per chi ha il biglietto. Anche Alilaguna, dall’aeroporto e viceversa, applica condizioni particolari ai visitatori del Salone.
FRECCE TRICOLORI. Alla cerimonia di inaugurazione mercoledì 19 alle 11,30 (area Scali / Marine Edutainment) intereverranno il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. A mezzogiorno, al termine della cerimonia, da tutta Venezia e in particolare dalla zona dell’Arsenale nel sestiere di Castello si potrà assistere ai passaggi acrobatici dei jet delle “Frecce Tricolori”.
VISITE AL SOTTOMARINO. Uno dei richiami più forti, non solo per i bambini, è la visita al sommergibile lanciasiluri Enrico Dandolo esposto nell’Arsenale. Lungo 46 metri e largo 5, varato a Monfalcone nel 1967 e messo in disarmo nel 1999, era destinato alla difesa costiera e alla caccia ai sommergibili nella guerra fredda. Dal 2002 è collocato su una delle due rampe di alaggio e varo tra la Darsena Grande e il Canale delle Galeazze. E’ visitabile da piccoli gruppi guidati con elmetto di sicurezza, ogni 15 minuti dalle 10,30 alle 18,30 tutti i giorni. Impressionante scoprire come i 4 ufficiali e i 22 tra sottufficiali e marinai potessero stare per settimane intere chiusi in spazi strettissimi pieni di attrezzature, con mini-brande usate a turno dall’equipaggio. Si sconsiglia a chi soffre di ansia e claustrofobia. Completano l’esperienza una visita al Padiglione delle Navi e al Museo Storico Navale della Marina Militare.
PER I RAGAZZI. Due innovativi laboratori ludici-didattici multi disciplinari sono stati messi a punto dai Servizi educativi dei Musei civici veneziani (MuVe). Uno è “Costruiamo un periscopio”, dai 4 ai 9 anni, l’altro è “Segreti sott’acqua” dai 9 ai 13 anni: i ragazzi costruiranno un piccolo sottomarino con materiali di recupero. Orari e altre info: www.salonenautico.venezia.it.
IL PORTO CAMBIA. Ai cambiamenti avvenuti nell’area dell’attuale porto passeggeri di Venezia e nelle zone limitrofe in particolare negli ultimi vent’anni è dedicata la mostra fotografica “Marittima, ieri e oggi: tra riqualificazione ed innovazione”, in Area Scali. La mostra è promossa da Venezia Terminal Passeggeri con il patrocinio di Autorità Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Allo Spazio Modelli – Thetis (Arsenale Nord) la mostra “Vivere sull’acqua” raccoglie foto dell’Archivio Fotografico Giacomelli del Comune di Venezia.
MARE DA SALVARE. “Aquae, il futuro è nell’oceano”, visitabile nella Tesa 102, è invece un mostra promossa dal Consiglio nazionale delle ricerche Cnr; è dedicata ad illustrare le principali caratteristiche dell’ambiente marino, con particolare attenzione all’utilizzo e alla conservazione delle sue risorse per uno sviluppo sostenibile. Le acque che coprono la Terra per oltre il 70% sono indispensabili alla vita del pianeta.

La scultura di Mitorai

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ARTE E BARCHE. Gli armatori di grandi yacht non di rado sono anche collezionisti di opere d’arte. Ma anche chi si limita ad un interesse puramente culturale potrà apprezzare le mostre di artisti presenti nell’area espositiva dell’Arsenale Nord. Sulle banchine, a cura della Galleria Contini, troneggiano cinque imponenti statue del defunto artista polacco Igor Mitoraj: mitici corpi che richiamano l’arte greca antica sembrano corrosi dal tempo e recuperati dal mare. Ispirata al classicismo è anche la colossale scultura di Lorenzo Quinn “Building Bridges”: sei braccia bianche intrecciano le mani, sormontando il piccolo bacino di carenaggio dell’Arsenale Nord, per celebrare i valori universali dell’uomo. Altre opere dell’artista italoamericano sono nella Tesa 99, visitabile poco lontano. “Punto delle partenze interrotte”, alla Tesa 100, espone opere di tre artisti di Dubrovnik: Izvor Pende, Slaven Tolj e Mariana Pende. “In Dante Veritas” è il titolo della mostra (Tesa 94, Area Scali) del russo Vasily Klyukin, filantropo, inventore e designer russo. L’installazione ispirata alla Divina Commedia di Dante, vuole far riflettere sui problemi che affliggono l’umanità rappresentando vizi e peccato sotto una luce speciale. In Area Scali si può vedere “Hello Goodbye”, installazione di Marco Lodola che prende il nome dalla leggendaria canzone dei Beatles. Una collettiva di artisti è visitabile anche allo Spazio Thetis Friends.
Ma a questo punto diventa complicato dire se siamo nel Salone nautico (fino al 23 giugno) o nella Biennale Arte (fino al 24 novembre 2019) con le sue tantissime mostre collaterali.


thumbnail_M-Cerruti-3.jpg*Giornalista

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