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Il Ddl Delega sul turismo passa in Aula: soddisfatta la relatrice Giorgia Andreuzza (Lega)

 

(LL) – Il turismo è uno dei settori maggiormente in crescita per il Pil del nostro Paese e rappresenta, di fatto, una vera e propria “industria”, fondamentale per l’economia, in particolare per l’area del NordEst. E’ su questa basi che la Commissione Attività Produttive della Camera ha affrontato il disegno di legge delega riguardante il turismo per il quale ossi si è concluso l’iter relativo agli emendamenti e ora il provvedimento è pronto per andare in Aula.

“ E’ stato un lavoro decisamente soddisfacente – sottolinea Giorgia Andreuzza, deputata veneziana della Lega e Capogruppo nella X Commissione Attività Produttive, nonché relatrice per conto della maggioranza –   mi fa piacere peraltro che gli emendamenti da me presentati proprio in qualità di relatrice sono stati approvati assieme ad altre buone proposte che hanno l’obiettivo di produrre un ottimo e innovativo documento. Rimangono da affrontare – fa notare –  i punti che riguardano la revisione e l’aggiornamento della normativa relativa alle classificazioni alberghiere e l’aggiornamento delle extra-alberghiere, il riordino e l’aggiornamento delle professioni turistiche, la semplificazione delle procedure, il monitoraggio della raccolta dati e l’istituzione del codice identificativo nazionale.”

In una nota, la stessa parlamentare sottolinea che gli emendamenti puntano ad allargare l’ambito di applicazione della delega ai settori emergenti, rilevando alcuni aspetti essenziali e alcune specificità del settore richiamate in fase emendativa:

organizzare il modello di turismo accessibile attento ai bisogni di tutti con una elevata qualità dell’offerta; un turismo quindi inclusivo, pronto a rispondere ai bisogni di diverse fasce di popolazione, famiglie numerose, anziani e giovani, che hanno esigenze diversificate; il turismo sostenibile che punta a mantenere l’integrità culturale, dei processi ecologici essenziali, della diversità biologica e dei sistemi di vita dell’area, “pilastro importante soprattutto per un territorio attrattivo in cui il turismo in grandi quantità può portare impatti di carico pesanti sul territorio e pertanto va distribuito e orientato sulle bellezze di tutto il Paese”; il turismo termale che “va rilanciato agganciandolo al turismo sanitario e della salute con trattamenti sanitari specifici e assistenza da parte di personale medico professionalmente qualificato”; il turismo rurale inteso come sviluppo di un’attrattiva fondata sulla riscoperta delle aree rurali caratterizzate dalla coltivazione, allevamento e produzione di prodotti locali enogastronomici in particolar modo DOP, IGP, STG, prodotti di montagna, prodotti che rientrano nei sistemi di certificazione regionali riconosciuti dalla UE, prodotti agroalimentari tradizionali; il turismo esperienziale incentrato sulla promozione e la valorizzazione dei mestieri che caratterizzano il territorio riconosciuti per valore artistico, artigianale, della tradizione, attraverso la diretta esperienza del turista; l’ittiturismo (“da me personalmente inserito” rileva Andreuzza) tenuto conto che l’Italia è toccata nel suo perimetro dal mare ed ha importanti vie fluviali e laghi per cui il turismo legato alla pesca può essere quindi valorizzato con l’ambizione di portare importanti vantaggi sia per contribuire alla diversificazione di fonti di reddito dei pescatori tramite attività complementari, che per nuove esperienze turistiche legate al mare, fiumi, laghi e lagune.

Senza dimenticare il “turismo delle radici e del ritorno” indirizzato alle tante comunità di italiani residenti all’estero che desiderano riscoprire le loro radici. Per gli oriundi italiani il viaggio in Italia diventerebbe un’esperienza unica, che può portare 80 milioni di visitatori, secondo le stime infatti questo è il numero degli oriundi italiani che vivono all’estero. “Ho avuto modo – illustra Giorgia Andreuzza nella sua nota – di incontrare una delegazione di Sindaci di Rio Grande Du Sol in Brasile dove vivono 100mila italiani di origine veneta e loro stessi hanno manifestato forte interessamento al viaggio nel paese d’origine. Solo nel 2017 il turismo in italia ha totalizzato 670mila turisti che hanno lasciato nel territorio una spesa di 644milioni di euro e tali numero possono continuare con un trend positivo. Si tratta anche di un tipo di viaggiatore che non è interessato solo alle destinazioni mature del paese, ma legato sopratutto alle aree interne del pese e pertanto vivacizzarne l’economia.”

 

 

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